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Visualizzazione dei post con l'etichetta Le mie recensioni

Città analoghe - Antonio Carbone

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  Molto più di un libro fotografico, "Città analoghe", di Antonio Carbone, entra nella mente e nel cuore di noi lettori, quasi dovesse rispondere a domande che ci portiamo dentro da sempre.  Difficile non "ripensare" a questo libro, non riprendere a sfogliarlo a lettura finita. Negli anni, talvolta, con Antonio abbiamo sfiorato il tema del viaggio e dei posti che chiedevano un ritorno, la cui architettura generava ricordi. Tinos, Atene, Napoli, città che erano, essenzialmente,  luoghi dell'anima. In "Città analoghe", l'autore si affida a rimandi e citazioni (ma anche a immagini restituite attraverso una macchina analogica in disuso), e prova a dare una risposta ai quesiti di cui scrivevo prima. "Qui [ad Atene] si ritorna spesso per un motivo preciso: poter riguadagnare l'inizio. Un po' come per l'amore, ma in fondo c'entra sempre l'amore". Roma, Atene, Napoli e Buenos Aires: la loro inattualita', la loro immagine f...

Antonio La Sala - nota di lettura del suo "Matto", Affiori Edizioni

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“Fare domanda alla Fortuna, mischiare sette volte le carte, spaccare il mazzo. Due donne. Due tre. Di bastoni, di spade. Chiedere: «Perché il tempo non passa?». Eppure – senza risposta – sentire ogni cosa cambiare. Vuoi un segno dello scorrere? Respirare".                                L a poesia come sutura, forse come riparazione, tra presente e memoria: poesia che - ci dice  Antonio La Sala, classe 1988 - non è mai garanzia di felicità. E ne scrive, ricorrendo a ottime scelte lessicali, nel suo " Matto ", edito dalla Affiori di Giulio Perrone, utilizzando uno stile   elegante e sofferto, meritevole di una continua rilettura.   Piuttosto, la poesia, è materiale da smuovere dal fondo dei cassetti, in un dialogo ininterrotto con sé stessi. L'autore lo sa e procede attraverso "domande fatte alle carte, oracolo raccolto in coppie uguali", alla ricerca continua di una via che lo ...

Ballata per la sirena ~ Arturo Belluardo

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  Siete pronti a immergervi nel poema del mare, lattescente e infuso d’astri? Perché è questo ciò che Arturo Belluardo  chiede ai lettori con la sua “Ballata per la sirena ”, edita da Giulio Perrone: di attraversare la sozzura del mondo, la sua vertiginosa iniquità e bruttezza, per discendere sul fondo del mare, dove l’acqua è tiepida e stordente e profumata,  e arrivare fin dentro al ventre della dura madre , all’origine di tutte le cose.   E’ un viaggio - il suo - che reclama attenzione e costanza, perché si affida a una scrittura densa, femminile, dolorante. Un viaggio che è pulsione di vita e -   soprattutto - di morte, che è sesso e amplessi misericordiosi alla maniera di Philip Roth, nell’impossibilità di un vero ritorno. Vita e morte sono, in fondo, ciò che sappiamo: la medesima cosa.   Belluardo ricorre al mito e la sua scrittura è colta, coltissima, inchioda il lettore fino all’ultima pagina e lo tramortisce, facendolo sentire in colpa...

Mostra tattile "Momenti salienti nell'arte e nella fotografia" a Benevento

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"Momenti salienti nell’Arte e nella fotografia”, mostra tattile a Benevento 🎞📷🎨 L'essere umano è in grado di raccontare, attraverso l’arte, la pesantezza e la leggerezza dei corpi; di narrare il dolore, il piacere, la solitudine, la brutalità della vita. L’uomo sa dire, grazie alla creatività, il non esprimibile altrimenti. Ci sono immagini che hanno fatto la storia: in una di queste, un uomo è tra le braccia del suo soccorritore, sdraiato come il Cristo nella Pietà di Michelangelo; il suo volto è reso diafano dalla morte che sta per ghermirlo.  In un’altra fotografia, un giovane si tuffa nel vuoto durante l’attentato dell’11 settembre a New York: la sua giacca si apre nel salto, ma il corpo appare composto, pronto a sfidare l’abisso.  Nel 1969 l'Uomo, con Armstrong, mette piede per la prima volta sulla Luna: la fotografia cristallizza il momento e lo consegna all’eternità. Grandezza e miseria dell’essere umano, capace di abissi e di risalite, di interconnessione con la...

"Il fascismo secondo Pasolini" di Alessandro Viola

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Primo di due figli, richiamato alle armi nel 1943, Pasolini fugge a Casarza con sua madre Susanna, mentre il fratello Guidalberto combatte come partigiano. Sono mesi di nascondimento nei quali Pierpaolo si scoprirà poeta e durante i quali nascerà quel legame madre-figlio che condizionerà per sempre la sua vita sentimentale. Solo più tardi, quando tutta la famiglia si sarà trasferita in un quartiere periferico di Roma, nascerà il Pasolini scrittore con "Ragazzi di vita", il romanzo che lo consacrerà alla fama, al successo, alle critiche e, naturalmente, agli inciampi.  Pasolini fu uomo libero e scomodo, assai lontano dalle rimasticazioni intellettuali tanto care ai suoi contemporanei. • Le sue riflessioni sul fascismo, peculiari e controverse, sono oggi raccolte in un saggio intitolato "Il fascismo secondo Pasolini (1942-1975)", di Alessandro Viola. • Se, per Benedetto Croce, il fascismo fu un "male morale" da debellare, per Pasolini c'era una nuova, pe...

Philip Roth secondo Benjamin Taylor: “Siamo ancora qui. La mia amicizia con Philip Roth”

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  Affetto, ironia, slancio amicale: sono questi gli ingredienti coi quali Benjamin Taylor, scrittore e regista americano, traccia il ritratto di Philip Roth nel suo “Siamo ancora qui. La mia amicizia con Philip Roth”, edito da Nutrimenti Edizioni.   Compagno degli ultimi anni di vita del grande scrittore americano, conosciuto ad una festa nel 1995 (“Quella sera Philip era tutto velocità e risate – la testa buttata all’indietro – e un talento soprannaturale per la battuta immediata” ), Taylor non fa mai ricorso alla retorica o al facile sentimentalismo: Roth riempie le pagine di questo libro con tutto il peso della sua ingombrante, contraddittoria personalità, i suoi entusiasmi e le sue ossessioni. 📚 Si tratta di una testimonianza sensibile che mi ha avvicinata a Roth almeno quanto mi accade, ogni volta, coi suoi romanzi: perché Roth è Sabbath ed è lo scrittore seduttivo de “Inganno”, ma è pure il protagonista di “Everyman” e, nel fondo, il Seymour di “Pastorale americana”, ch...

La porta sulla luna, di Cinzia Caputo

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  “Apollo Tu sei l’uomo cattivo, hai bello il volto (direi perfino buono). Veloce dentro il letto, sibili e mordi, fai un po’ come Apollo. Naso, lingua e denti – non sono sicura – mirano al gioco o al collo?”   Poesia femminile per eccellenza, questa di Cinzia Caputo , che taglia e accarezza e soffre l’intensità della vita. Che conosce gli uomini e le donne e gli amori "senza ritorno" che invece sempre tornano, dato che sono iscritti nel codice dell’anima. “Quel che deve accadere, accadrà/poiché è già accaduto”, cantava Franco Battiato in una canzone che ascoltavo proprio l’altro giorno mentre tenevo, tra le mani, il testo di Cinzia: una sincronicità che mi ha commossa. I versi della Caputo usano il Mito e lo trasfigurano, sanno leggere nei segni e decifrarli come marchi fatali. Sentono l’infinito e quanto, il fuori, possa essere “stretto”;   scoprono con ardimento il mondo perché, come Orfeo, sanno correre il rischio di voltarsi a "guardare”. *...

"L'eredità dei vivi", di Federica Sgaggio (a proposito di mosche bianche)

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Un romanzo delicato, commovente e, allo stesso tempo, potente. Federica Sgaggio è una mosca bianca, nel panorama letterario italiano. Dalla sua ha uno stile netto, non consolatorio, appassionante. Una penna da tenere d'occhio, una delle poche, a prescindere dai soliti premi e candidature e chiacchiere editoriali. È brava, punto. Impossibile leggere il suo "L'eredità dei vivi" (Marsilio Editore) e non provare il desiderio di conoscerla. Di condividere con lei impressioni, emozioni, la felicità di aver trovato, nel suo testo, "le parole per dirlo".  "L'eredità dei vivi' è la storia di sua madre, Rosa Sammarco, ma anche di un'Italia che attraversa gli anni e che cambia abiti politici, regole sociali. Viene approvata la legge sull'aborto e quella sul divorzio, si fa strada il movimento femminista. Intanto Rosa si sposa, ha due figli, Federica e Francesco, quest'ultimo, purtroppo, segnato da una forte disabilità a causa di un errore medi...

"Acero e acciaio", romanzo di esordio di Paolo Santaniello

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Paolo Santaniello è uno scrittore esordiente. Si fatica a crederlo, però, vedendo quanta sagacia, proprietà di linguaggio, genialità ci sono nel suo primo romanzo, "Acero e acciaio", pubblicato da Aporema Edizioni appena un mese fa.   Uno scritto di fantasia, come l'autore tiene a sottolineare, ma che attinge a fatti e personaggi realmente esistiti. Al centro del racconto, davvero ben costruito e ricco di tensione narrativa, c'è un violino, ma non uno qualunque: "(...) il legno liscio e pulito della tavola, del caratteristico abete rosso della Val di Fiemme; le venature del fondo, di acero magistralmente tagliato". Uno strumento costruito nel 1716 che diverrà oggetto di mire e complotti e che sarà anche causa di disperazione e di morte. Sullo sfondo, il secolo nuovo che, con le sue idee di progresso e di libertà, scalpita per sostituirsi al vecchio. Il mondo cambia velocemente e, sul suo incerto proscenio, si muovono artisti, collezionisti, avvent...

La vita invisibile di Euridice Gusmào

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Euridice Gusmào ha molti talenti che la società brasiliana degli anni ’40/’50 considera disdicevoli. Cucina meravigliosamente, taglia e cuce per le donne del suo quartiere, legge e cresce i suoi due figli, suona il flauto. Ma è infelice. Il matrimonio, la cura della casa e del compagno, l’impegno verso la sua famiglia,  sono il suo solo orizzonte. Suo marito la rispetta, a patto che lei non esca fuori dal seminato: deve attendere ai compiti  per i quali si è sposata. Una prospettiva che spegne Euridice, circondata da un mondo fatto di donne rassegnate, di maschilisti frustrati e di sterili quotidianità. Sullo sfondo, una Rio  brulicante che sfugge alle regole, esattamente come fa Guida, la sorella di Euridice, bella e con minor talento, ma determinata ad essere libera e a pagarne il prezzo. Le due sorelle – che si amano profondamente anche se il destino le ha allontanate – sono l’una lo specchio dell’altra, nelle infinite contraddizioni dell’esistente e ...

Butcher's Crossing - John Williams

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"I giovani pensano sempre che si possa ricominciare". E, forse, se si vuole restare giovani  occorre pensarla proprio così, mollando ogni volta le zavorre per mettersi in cammino, come fa Will Andrews, che giovane lo è per davvero e che decide di lasciare Boston e gli agi della casa dei genitori per affrontare la sua personale avventura nel mondo. Pubblicato per la prima volta nel 1960 negli Stati Uniti, "Butcher's Crossing" (Fazi Editore) è un bellissimo romanzo, molto più che un western, scritto in modo mirabile ed è l'ennesima sorpresa che mi ha riservato John Williams , dopo la lettura del famosissimo "Stoner" e quella di "Augustus", biografia dell'imperatore romano. Seconda metà dell'ottocento. Andrews arriva nello sperduto paesino di Butcher's Crossing - "bastava uno sguardo ad abbracciarlo tutto" - in caldo giorno d'estate e decide di affidare i suoi risparmi a un burbero cacciatore di bisonti...

The best of, di Luca Gamberini

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Leggere Luca Gamberini è, per me, sempre un piacere. La sua capacità di dire, di svelare, di essere sincero, mi spiazza ogni volta e mi entusiasma. Il suo "The best of" (Ed.Youcanprint) mi è arrivato a casa con una dedica, come per un appuntamento tra amici fedeli. Distanti, certo, conosciutisi solo attraverso i versi e per una pura casualità. Ma pur sempre amici. Ho letto d'un fiato questa sua nuova raccolta. Dentro c'è Luca, il suo mondo sospeso, il suo coraggio. Nel tempo, vado sempre più convincendomi che la vera scrittura trovi la sua espressione più alta solo nella capacità di dire le cose davvero come stanno . Senza infingimenti, nè pavidità. Dobbiamo, in sostanza e per citare Hemingway, sforzarci di raccontare sempre "la cosa più sincera che sappiamo". Questa è l'operazione che Luca compie attraverso i versi e la prosa. Credo che il nostro autore lo faccia da sempre, che sia questa la sua dote innata. Lo fa con ironia, con dolore, ...

I vagabondi, di Olga Tokarczuk

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Conobbi Olga Tokarczuk, premio Nobel per la letteratura nel 2018, leggendo il suo "I vagabondi", titolo italiano dato al quasi intraducibile "Bieguni": si trattava di una raccolta di racconti sul senso del viaggio o, meglio, sullo "spostamento/spaesamento" del viaggiatore. "I racconti hanno una specie di inerzia propria" scriveva l'autrice "che non si può mai controllare fino in fondo. Richiedono gente come me, insicura, indecisa, facile da sviare, ingenua". La distanza che il viaggio crea, rispetto al quotidiano, può darci risposte sul nostro essere al mondo o, quanto meno, aiuta a porci delle domande. Lo spostamento è vita, rompe lo schema, la ripetizione, la contabilità ordinata dei giorni. "Più pause nello spazio, e quindi più luoghi sperimentiamo, più il tempo scorre in modo soggettivo". Lo spazio di cui l'autrice ci narra è soprattutto un luogo mentale che nasce dall'osservazione e dalla riscrittura dei ...

Augustus, di John Williams

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Mia sorella me ne aveva detto un gran bene, "Leggilo, leggilo, vedrai". Così sono corsa a comperare "Augustus", il romanzo che John Williams scrisse nell'arco di cinque anni e che gli valse il premio National Book Award per la narrativa. L'opera fu pubblicata per la prima volta in Italia nel 1974, dalla Sperling & Kupfer. Di Williams avevo già letto il magnifico "Stoner" e mi ero emozionata fino alle lacrime. Provate ora a scorrere le circa quattrocento pagine di questo romanzo storico e vi accadrà la medesima cosa. "Augustus" è un romanzo epistolare che, attraverso flash back temporali di grande impatto narrativo, pagine di diario e dispacci,  delinea la figura dell'Imperatore nei suoi tratti fondamentali. Augusto fu un giovane introverso, catapultato dal destino nella Roma degli scontri civili, con gli ideali repubblicani ridotti ormai a maschere vergognose. Sin dal primo istante comprese di dover agire con prudenza...

"Dove troverete un altro padre come il mio", di Rossana Campo

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Disarticolare la scrittura, affidarla al potere dirompente dei ricordi, alle parole così come sono state dette . Questo lo strumento che Rossana Campo utilizza nel suo "Dove troverete un altro padre come il mio", edito da Ponte alle grazie nel 2015. Un romanzo bellissimo, che ho letto d'un fiato e che ha suscitato in me sentimenti molto forti. In questo scritto, la Campo destruttura il proprio universo interiore e torna alle origini, al linguaggio della sua infanzia, al suo primo mondo. Lei è Rossanì, come la chiama suo padre: una bambina disadattata, senza strumenti ordinari per vivere come invece è dato fare a ogni altra ragazzina. E' orfana di punti fermi. Suo padre Renato è il suo tormento e la sua gioia: un uomo disperato che ha perso il lavoro di carabiniere a causa delle sue esplosioni caratteriali, che s'arrangia e beve, un cicchetto dopo l'altro, spesso usando la figlia come pretesto per fare il giro dei peggiori bar di Savona, che odo...

Il teatro di Sabbath, Philip Roth

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Può, uno scrittore, raccontare la disperazione se non l'ha provata fin dentro la propria carne? Ovviamente, no. "Il teatro di Sabbath", di Philip Roth, è un disperante romanzo che ha per protagonista Sabbath, un burattinaio dal passato segnato da perdite che riempie con una sessuomania patologica. Drenka è la sua donna croata: lui adora le sue viscere, il suo seno, i suoi umori. Che patina morale dare a una passione che unisce e crea ricordi, senza alcun infingimento, regola o pruderie religiose? Qui, l' immoralità , è slancio eretico e vitale. Recensire questo straordinario romanzo di Roth è (quasi) impossibile. Come definirlo? Febbrile, nevrotico, maniacale, pieno di domande sospese. Odioso, ributtante, meraviglioso. Oscilla tra rimandi, episodi, ricordi. Si sposta, come un pendolo, tra le pulsioni della vita e della morte, tra il sesso e l'oblio. Ci sono pagine dominate dall'ossessione e dal non senso, parole che graffiano, oscenità. Sabbath è ...

Storia di un aborto, "L’evento" di Annie Ernaux

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Approda in Italia, a distanza di molti anni, “L’evento ”, romanzo di Annie Ernaux .  N etta, precisa - il taglio di una fotografia – è la descrizione dei luoghi in cui la vicenda si sviluppa: il collegio in cui Annie studia, figlia privilegiata  per la quale i genitori (semplici commercianti semi-analfabeti) sognano una laurea; una Parigi rarefatta, grigia, che Annie percorre alla ricerca disperata di un aiuto.  Come sempre, l’autrice indaga l’apparente mancanza di senso del vissuto e prova a nobilitarlo attraverso la scrittura. N e "L’evento”, Annie decide di non tenere il bambino che aspetta, così lascia Rouen e, con un coraggio incrollabile, affronta Parigi alla ricerca di una "soluzione". Incontrerà uomini rapaci, medici pavidi, amiche che la ascolteranno. Il ragazzo che l’ha resa gravida vive a Bordeaux e finge che il problema non lo riguardi. Annie non chiede nulla, cerca di sbrigarsela da sola. Sta accadendo a lei, al suo corpo, questa...

Nutrici di se, Iod Edizioni

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Parlare della "complessità generativa" e di dove stiano andando oggi le donne, è una sfida difficile da raccogliere. Una sfida che, però, non ha spaventato le tre autrici di questo testo curato da Cinzia Caputo (psicologo analista) co-autrice, con Antonella Palmisano (ricercatrice presso il CNR)  e  Marina Boniello (consuelor filosofico) di " Nutrici di se ", edito dalla Iod . Un titolo che è già di per sé un manifesto, dove l'accento mancante sta ad indicare l'apertura al dubbio, alla scoperta di percorsi femminili differenti, a prescindere da quello della maternità. Una donna che non ha avuto figli, per caso o per scelta, si può dire abbia fallito il proprio ruolo sociale e personale o, piuttosto, la si deve pensare come un essere che ha deciso di incontrare il proprio "animus" su un piano differente? Le circa cento pagine del testo scorrono velocemente attraverso le diverse testimonianze e l'incontro col Mito e gli Archetipi che...