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Antonella Totty Rosa e il regno della libertà

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Antonella Totty Rosa  è un'anima complessa, affascinante. Da tempo volevo rivolgerle alcune domande per la rubrica   Interviste resistenti . Assieme curiamo una pagina facebook e IG denominata   Helgoland  ( https://www.facebook.com/Helg.land/ ) che si dedica a recensire testi e a organizzare incontri con autori, unitamente a gruppi di lettura.  Operatrice culturale instancabile,   Antonella è mossa da una passione autentica per l'Arte, soprattutto per la poesia. Lettrice forte, bellissima penna, si occupa della comunicazione per la   Fondazione  Gerardino Romano   ( https://www.fondazioneromano.it/ ) ed è esperta nella progettazione e nella gestione di contenuti web e social; inoltre è redattrice per il periodico "Quasimezzogiorno"  https://www.quasimezzogiorno.com/author/rantonella/    e alcuni suoi aforismi sono apparsi sull'agenda   Book Pusher della Perrone Editore . Dirige, altresì, la nuova collana editoriale Meteor...

Annie Ernaux per Helgoland, giovedì 24 novembre presso la Libreria Masone

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Annie Ernaux è un'enigma, anche per chi, come me, la ama profondamente: i suoi romanzi sono disseminati di indizi, seguendo i quali il lettore può forse comprendere cosa la Ernaux vuol dirci. Che, cioè, la nostra storia individuale ( ogni storia individuale ) può essere raccontata per diventare  plurale . Occorre trovare le parole per dirlo: il linguaggio letterario mente , ponendo in essere una mediazione tra noi e la realtà. La materia incandescente dell'autobiografia richiede, invece, termini diversi, che sono quelli del nostro primo mondo (" le sole cose vere sono là ", scrive la Ernaux). È ciò che l'autrice sostiene ne "Il posto", il romanzo nel quale la sua scrittura svolta, per diventare "etnoscrittura". Il racconto dei singoli si trasforma in strumento per raccontare l'etica delle comunità umane. 📚 Di questo e di molto altro si è parlato ieri sera, in occasione dell'incontro organizzato,   presso la Libreria Masone di Beneven...

Ballata per la sirena ~ Arturo Belluardo

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  Siete pronti a immergervi nel poema del mare, lattescente e infuso d’astri? Perché è questo ciò che Arturo Belluardo  chiede ai lettori con la sua “Ballata per la sirena ”, edita da Giulio Perrone: di attraversare la sozzura del mondo, la sua vertiginosa iniquità e bruttezza, per discendere sul fondo del mare, dove l’acqua è tiepida e stordente e profumata,  e arrivare fin dentro al ventre della dura madre , all’origine di tutte le cose.   E’ un viaggio - il suo - che reclama attenzione e costanza, perché si affida a una scrittura densa, femminile, dolorante. Un viaggio che è pulsione di vita e -   soprattutto - di morte, che è sesso e amplessi misericordiosi alla maniera di Philip Roth, nell’impossibilità di un vero ritorno. Vita e morte sono, in fondo, ciò che sappiamo: la medesima cosa.   Belluardo ricorre al mito e la sua scrittura è colta, coltissima, inchioda il lettore fino all’ultima pagina e lo tramortisce, facendolo sentire in colpa...

"L'eredità dei vivi", di Federica Sgaggio (a proposito di mosche bianche)

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Un romanzo delicato, commovente e, allo stesso tempo, potente. Federica Sgaggio è una mosca bianca, nel panorama letterario italiano. Dalla sua ha uno stile netto, non consolatorio, appassionante. Una penna da tenere d'occhio, una delle poche, a prescindere dai soliti premi e candidature e chiacchiere editoriali. È brava, punto. Impossibile leggere il suo "L'eredità dei vivi" (Marsilio Editore) e non provare il desiderio di conoscerla. Di condividere con lei impressioni, emozioni, la felicità di aver trovato, nel suo testo, "le parole per dirlo".  "L'eredità dei vivi' è la storia di sua madre, Rosa Sammarco, ma anche di un'Italia che attraversa gli anni e che cambia abiti politici, regole sociali. Viene approvata la legge sull'aborto e quella sul divorzio, si fa strada il movimento femminista. Intanto Rosa si sposa, ha due figli, Federica e Francesco, quest'ultimo, purtroppo, segnato da una forte disabilità a causa di un errore medi...

Quello che non so di me ~ Antonietta Gnerre

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Recensione e fotografia di Antonella Rosa Quello che non so di me. È stato un dono, oltre che un privilegio, leggere le poesie di Antonietta Gnerre in anteprima. Quello che non so di me. (S)velarsi in versi. La misura di un nome, l’eco di un “io” umano in metamorfosi. «Per non dimenticarmi chiedo perdono, / curo le cicatrici sulle mani. / Mi confesso al ramo che osserva. / Ora tutte le donne che sono stata / sono in silenzio, / le chiamo con il mio nome. / Le libero dalle parole e dai suoni / della mia vita.» Quello che non so di me. Una (r)esistenza, tra vita e arte. La (ri)nascita è nel sogno, in un’alba silenziosa in cui “tutto” è miracolosamente come deve essere. «I nostri sogni si cercano / dalle cifre delle correnti. / Ora siamo nascosti nel miracolo di un’alba. / Ogni tanto alziamo le braccia / per sentire se siamo vivi.» Matrice autobiografica. Trasposizione di un vissuto, rappresentazione di una fusione atavica tra l’Immaginazione e la Natura che ci circonda, specchio dell’Ide...

La società senza dolore

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Byung-Chul Han, tra i filosofi più importanti del nostro tempo - e forse il più letto al mondo - affronta, in questo breve testo, un argomento spinoso: la fuga dal dolore, tanto diffusa nella nostra odierna società. Altri sociologi si sono dedicati al tema: da Fromm a Bauman, i grandi pensatori del '900 hanno saputo ben descrivere il fenomeno della cosiddetta "fuga dalla libertà" che, in sostanza, è fuga dalle responsabilità e dal dolore. Ogni cosa, oggi, spinge l'individuo ad eludere il rischio di soffrire.  In nome della resilienza e della reazione che nega, rimuove e supera, il dolore deve essere accantonato rapidamente.  Secondo Han, questa rapidità e questa finta sicurezza non sono che l'ennesima prigione che ci chiude al mondo. Isolato e senza quei legami che potrebbero comportare sofferenza - costruiti nel tempo, profondi e veri - l'uomo diviene facile preda del mercato. L'attuale pandemia, argomenta il filosofo tedesco-coreano, con le sue regole e ...

@_helgoland

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Helgoland è il nome di uno sperduto gruppo di isole del Mare del Nord.  Heisenberg vi soggiornò per mesi, ancora ragazzo, per lavorare alla sua intuizione sui quanti, intuizione che poi avrebbe determinato le basi della fisica moderna.  Un luogo dove ripensare la realtà, proprio come accade con i libri. Così, la neonata pagina Instagram  @_helgoland proverà a raccontarvi di romanzi, poesie e pagine scritte di autori noti, meno noti, contemporanei oppure no,  con tutta la passione possibile.   Seguiteci per commentare e per recensire anche voi, sulla pagina, i vostri romanzi preferiti, le vostre poetesse ed i vostri poeti del cuore. @foto di Antonella Rosa