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Visualizzazione dei post da dicembre, 2019

Tutto è fisica - Susan Sontag

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Leggo "La coscienza imbrigliata al corpo" (Nottetempo edizioni, 2019), i diari di Susan Sontag (1964/1980),  e mi ritrovo a far parte della sua vita. Mi ci perdo dentro. Avrei voluto conoscerla, frequentarla. Era bella, la Sontag. Un volto greco scolpito nel marmo, le gambe lunghe. Nei diari c'è spesso la cronaca di amori vissuti in maniera sbilanciata, che la ferivano. Era fragile, intellettualizzava il mondo per proteggersi, come se "capirlo" potesse darle l'abbrivo necessario per affrontarlo. È stata un'artista eclettica: la sua curiosità e il suo sguardo sulle cose non avevano limiti. La dominava qualcosa di irrisolto, un'inquietudine che era grande rispetto per la vita. L'ultimo amore della sua esistenza, lungo quindici anni, è stato Annie Leibovitz. È lei, l'autrice dell'ultima foto. Tra le due immagini c'è stata  molta vita: irrequietezza, dolore, passione. Ci sono state le  cadute, i brividi, le esigenze del corpo e ...

Storia di un aborto, "L’evento" di Annie Ernaux

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Approda in Italia, a distanza di molti anni, “L’evento ”, romanzo di Annie Ernaux .  N etta, precisa - il taglio di una fotografia – è la descrizione dei luoghi in cui la vicenda si sviluppa: il collegio in cui Annie studia, figlia privilegiata  per la quale i genitori (semplici commercianti semi-analfabeti) sognano una laurea; una Parigi rarefatta, grigia, che Annie percorre alla ricerca disperata di un aiuto.  Come sempre, l’autrice indaga l’apparente mancanza di senso del vissuto e prova a nobilitarlo attraverso la scrittura. N e "L’evento”, Annie decide di non tenere il bambino che aspetta, così lascia Rouen e, con un coraggio incrollabile, affronta Parigi alla ricerca di una "soluzione". Incontrerà uomini rapaci, medici pavidi, amiche che la ascolteranno. Il ragazzo che l’ha resa gravida vive a Bordeaux e finge che il problema non lo riguardi. Annie non chiede nulla, cerca di sbrigarsela da sola. Sta accadendo a lei, al suo corpo, questa...

Brucia il respiro

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Il viaggio è fatto di uno sradicamento temporaneo che ci getta nel mondo. Si va ad esplorare l'anima nostra e quella di una città. Si avanza alla ricerca del tempo trascorso, della sedimentazione di storie, volti, nomi, tracce: li cerchiamo con la curiosità di un entomologo, con la stessa spietata delicatezza. Saremo tracce anche noi. Una volta ho letto che i grandi viaggiatori (anche se restano, talvolta, intimamente, un po' turisti), sono sempre persone in fuga da un primo mondo, da madri e padri castranti. Magari è davvero così. Intanto, questo scollamento dal quotidiano, è gioia pura. Sentire le gambe tese nel passo che attraversa una porzione di terra. I muscoli contratti come in una lotta tra noi e l'avventura del mondo. Godere di sapori sconosciuti, della sorpresa di un gusto diverso, di un cibo cucinato chissà da chi, chissà da quanti secoli. Cambiano le cellule del corpo, cambia il colore degli occhi. Si aprono i polmoni, tutto il possibile è...

Nutrici di se, Iod Edizioni

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Parlare della "complessità generativa" e di dove stiano andando oggi le donne, è una sfida difficile da raccogliere. Una sfida che, però, non ha spaventato le tre autrici di questo testo curato da Cinzia Caputo (psicologo analista) co-autrice, con Antonella Palmisano (ricercatrice presso il CNR)  e  Marina Boniello (consuelor filosofico) di " Nutrici di se ", edito dalla Iod . Un titolo che è già di per sé un manifesto, dove l'accento mancante sta ad indicare l'apertura al dubbio, alla scoperta di percorsi femminili differenti, a prescindere da quello della maternità. Una donna che non ha avuto figli, per caso o per scelta, si può dire abbia fallito il proprio ruolo sociale e personale o, piuttosto, la si deve pensare come un essere che ha deciso di incontrare il proprio "animus" su un piano differente? Le circa cento pagine del testo scorrono velocemente attraverso le diverse testimonianze e l'incontro col Mito e gli Archetipi che...

Tre giorni a Lione

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Arriviamo a Lione dopo un volo di un’ora e quaranta da Napoli. E' già sera e impieghiamo circa due ore per raggiungere il nostro b & b (!), dopo aver preso il trenino della Ronhexpress   (circa 16,00 euro a testa per il biglietto) e la metro C per raggiungere la Croix Rousse . Il quartiere, costellato di negozi demodè, posto su una delle due colline che abbracciano la città, ci appare quasi deserto. Sono tutti scesi verso la Saona per assistere alla Fete de Lumières che, da anni, accende Lione nel mese di dicembre, rifacendosi ad antiche usanze seicentesche. E’ il 7 dicembre, la Festa raggiungerà il suo culmine la sera successiva, quando una moltitudine di candele galleggianti inonderà le acque del fiume e i cittadini accenderanno lumi sui davanzali delle finestre. C’è un’atmosfera vivace, le strade sono piene, una vera invasione. Scendendo a piedi dal quartiere della Croix Rousse (circa 2,9 km fino alla Place des Terreaux) sono piuttosto colpita dalla sporci...