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Visualizzazione dei post con l'etichetta Amicizia resistente

Antonella Totty Rosa e il regno della libertà

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Antonella Totty Rosa  è un'anima complessa, affascinante. Da tempo volevo rivolgerle alcune domande per la rubrica   Interviste resistenti . Assieme curiamo una pagina facebook e IG denominata   Helgoland  ( https://www.facebook.com/Helg.land/ ) che si dedica a recensire testi e a organizzare incontri con autori, unitamente a gruppi di lettura.  Operatrice culturale instancabile,   Antonella è mossa da una passione autentica per l'Arte, soprattutto per la poesia. Lettrice forte, bellissima penna, si occupa della comunicazione per la   Fondazione  Gerardino Romano   ( https://www.fondazioneromano.it/ ) ed è esperta nella progettazione e nella gestione di contenuti web e social; inoltre è redattrice per il periodico "Quasimezzogiorno"  https://www.quasimezzogiorno.com/author/rantonella/    e alcuni suoi aforismi sono apparsi sull'agenda   Book Pusher della Perrone Editore . Dirige, altresì, la nuova collana editoriale Meteor...

Città analoghe - Antonio Carbone

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  Molto più di un libro fotografico, "Città analoghe", di Antonio Carbone, entra nella mente e nel cuore di noi lettori, quasi dovesse rispondere a domande che ci portiamo dentro da sempre.  Difficile non "ripensare" a questo libro, non riprendere a sfogliarlo a lettura finita. Negli anni, talvolta, con Antonio abbiamo sfiorato il tema del viaggio e dei posti che chiedevano un ritorno, la cui architettura generava ricordi. Tinos, Atene, Napoli, città che erano, essenzialmente,  luoghi dell'anima. In "Città analoghe", l'autore si affida a rimandi e citazioni (ma anche a immagini restituite attraverso una macchina analogica in disuso), e prova a dare una risposta ai quesiti di cui scrivevo prima. "Qui [ad Atene] si ritorna spesso per un motivo preciso: poter riguadagnare l'inizio. Un po' come per l'amore, ma in fondo c'entra sempre l'amore". Roma, Atene, Napoli e Buenos Aires: la loro inattualita', la loro immagine f...

Annie Ernaux per Helgoland, giovedì 24 novembre presso la Libreria Masone

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Annie Ernaux è un'enigma, anche per chi, come me, la ama profondamente: i suoi romanzi sono disseminati di indizi, seguendo i quali il lettore può forse comprendere cosa la Ernaux vuol dirci. Che, cioè, la nostra storia individuale ( ogni storia individuale ) può essere raccontata per diventare  plurale . Occorre trovare le parole per dirlo: il linguaggio letterario mente , ponendo in essere una mediazione tra noi e la realtà. La materia incandescente dell'autobiografia richiede, invece, termini diversi, che sono quelli del nostro primo mondo (" le sole cose vere sono là ", scrive la Ernaux). È ciò che l'autrice sostiene ne "Il posto", il romanzo nel quale la sua scrittura svolta, per diventare "etnoscrittura". Il racconto dei singoli si trasforma in strumento per raccontare l'etica delle comunità umane. 📚 Di questo e di molto altro si è parlato ieri sera, in occasione dell'incontro organizzato,   presso la Libreria Masone di Beneven...

Ballata per la sirena ~ Arturo Belluardo

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  Siete pronti a immergervi nel poema del mare, lattescente e infuso d’astri? Perché è questo ciò che Arturo Belluardo  chiede ai lettori con la sua “Ballata per la sirena ”, edita da Giulio Perrone: di attraversare la sozzura del mondo, la sua vertiginosa iniquità e bruttezza, per discendere sul fondo del mare, dove l’acqua è tiepida e stordente e profumata,  e arrivare fin dentro al ventre della dura madre , all’origine di tutte le cose.   E’ un viaggio - il suo - che reclama attenzione e costanza, perché si affida a una scrittura densa, femminile, dolorante. Un viaggio che è pulsione di vita e -   soprattutto - di morte, che è sesso e amplessi misericordiosi alla maniera di Philip Roth, nell’impossibilità di un vero ritorno. Vita e morte sono, in fondo, ciò che sappiamo: la medesima cosa.   Belluardo ricorre al mito e la sua scrittura è colta, coltissima, inchioda il lettore fino all’ultima pagina e lo tramortisce, facendolo sentire in colpa...

Quando i poeti dialogano: Cinzia Caputo e Lello Agretti

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(Come dialogano, tra di loro, i poeti?  Di cosa parlano?   Qual è il linguaggio segreto che muove le loro conversazioni? Roba da affidare a lettere scritte a penna, o a mail da inviare di notte al destinatario, quando tutto tace, e si vuole preservare qualcosa di vero che vive e palpita, ancora... Ho l'onore di ospitare, in questo post, un dialogo serrato tra la poetessa Cinzia Caputo e il poeta Lello Agretti.  Mi sento un'intrusa, provo a farmi da parte.  Taccio.  Ascolto...) Ascendere (Lello Agretti) Sono i penultimi passi però fantasmi e paure abitano  i miei giorni ancora. Sui vetri della finestra come incorniciate non opere maestose scorrono ma deserti e mari attraversati immagini di paesaggi scorci di stagioni rivedo le ore buie e quelle tremende incontri felici con maestri con le amate per sempre… Ecco delicate figure  ora vivide sembianze adesso certe voci come di nostalgia passano i ponti gettati tra me e l’intorno  sempre portando i...

Praga, tra Kafka, birra e vecchi caffè

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E così,  tornare . Quanti anni sono passati? Quindici, venti? Lasciamo fare al caso, attraversiamo strade, arriviamo alla Torre delle polveri; guardiamo la Moldava accarezzare gli argini, le piccole talpe sguazzare nel fango, osserviamo la vita lungo il fiume: ragazzi sdraiati al sole, i pedalò che scivolano lenti sull'acqua. Ponte Carlo pullula di persone, si inneggia all'Ucraina, sventolano bandiere gialle e blu. In questo modo, scopriamo una città che non ricordavamo - non così, almeno: allegra, vivace, luminosa. Abbiamo deciso di viverla attraverso i suoi caffè storici, luogo di incontro di intellettuali, poeti, artisti, o facendo sosta nelle sue birrerie tipiche.  Kafka , nelle kavarne , ci andava per incontrare gli amici, bombetta calata sul viso, incerto sulle gambe troppo esili di cui si vergognava. Svolgeva un lavoro grigio con dedizione e serietà, ebbe pure una discreta carriera in campo assicurativo. Era ambizioso, certo; ma non ricco di quella tenacia che consent...

La porta sulla luna, di Cinzia Caputo

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  “Apollo Tu sei l’uomo cattivo, hai bello il volto (direi perfino buono). Veloce dentro il letto, sibili e mordi, fai un po’ come Apollo. Naso, lingua e denti – non sono sicura – mirano al gioco o al collo?”   Poesia femminile per eccellenza, questa di Cinzia Caputo , che taglia e accarezza e soffre l’intensità della vita. Che conosce gli uomini e le donne e gli amori "senza ritorno" che invece sempre tornano, dato che sono iscritti nel codice dell’anima. “Quel che deve accadere, accadrà/poiché è già accaduto”, cantava Franco Battiato in una canzone che ascoltavo proprio l’altro giorno mentre tenevo, tra le mani, il testo di Cinzia: una sincronicità che mi ha commossa. I versi della Caputo usano il Mito e lo trasfigurano, sanno leggere nei segni e decifrarli come marchi fatali. Sentono l’infinito e quanto, il fuori, possa essere “stretto”;   scoprono con ardimento il mondo perché, come Orfeo, sanno correre il rischio di voltarsi a "guardare”. *...

Carpe diem

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Fa un certo effetto attraversare le Murge fino al confine con la Basilicata, passando per chilometri di strade solitarie che appaiono, nel bagliore assolato, confinanti con terreni riarsi, la cui continuità è spezzata solo dagli scheletri delle case e dei magazzini, delle chiese abbandonate, dei contorni di masserie che il sole e il vento hanno scarnificato. Lucania dimenticata e autentica, visitata sempre di sfuggita, mai conosciuta per davvero: Melfi, da dove Federico II promulgò le sue leggi, Venosa e l’Incompiuta, dove riposano le ossa di Roberto il Guiscardo. (A Potenza i miei genitori vissero per qualche anno, il tempo di dare alla luce la loro prima figlia, mia sorella. A casa di mia madre si conservano foto di Antonella bambina in un passeggino, sullo sfondo di palazzi in costruzione, nei nuovi quartieri che fiorivano dal nulla, speranza delle generazioni sfuggite alla guerra, che non vedevano l’ora di ricominciare. Eppure qualcosa, nella ripresa della Basilicata...

The best of, di Luca Gamberini

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Leggere Luca Gamberini è, per me, sempre un piacere. La sua capacità di dire, di svelare, di essere sincero, mi spiazza ogni volta e mi entusiasma. Il suo "The best of" (Ed.Youcanprint) mi è arrivato a casa con una dedica, come per un appuntamento tra amici fedeli. Distanti, certo, conosciutisi solo attraverso i versi e per una pura casualità. Ma pur sempre amici. Ho letto d'un fiato questa sua nuova raccolta. Dentro c'è Luca, il suo mondo sospeso, il suo coraggio. Nel tempo, vado sempre più convincendomi che la vera scrittura trovi la sua espressione più alta solo nella capacità di dire le cose davvero come stanno . Senza infingimenti, nè pavidità. Dobbiamo, in sostanza e per citare Hemingway, sforzarci di raccontare sempre "la cosa più sincera che sappiamo". Questa è l'operazione che Luca compie attraverso i versi e la prosa. Credo che il nostro autore lo faccia da sempre, che sia questa la sua dote innata. Lo fa con ironia, con dolore, ...

In memoria di Don Luigi Caturano

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La primavera procede, incurante delle nostre preoccupazioni, nei vicoli e nelle strade. È in questi giorni di quarantena, illuminati da un sole sfottente, che mi arriva la notizia della morte di Don Luigi. Se n'è andato nella calma e nel silenzio che hanno caratterizzato i suoi ultimi anni, senza clamore. Invio a mia sorella un messaggio per comunicarle la brutta notizia, sono le undici di sera ma lei, nonostante sia in prima linea come molti medici, è ancora sveglia. "Non lo sapevo. Quanti ricordi", mi risponde. È proprio vero che la memoria è un ingranaggio subdolo: miliardi di neuroni portati avanti e indietro da qualcosa che non riusciamo a controllare. Tutto sembra passare e nulla passa. Ecco che lo vedo senza abito talare alla guida della sua auto scassata. Frena energicamente, parcheggia, scende dal veicolo con la sua andatura elegante: è un uomo alto e magro, sembra un attore, è deciso, cordiale, ci vuole incontrare per stabilire i termini della racco...

"Fuga a perdere", due domande all'autrice, Tiziana Tafani

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Erano gli anni novanta e si stava, giovani ed ingenui, nella Roma di Craxi-Forlani-Andreotti. Io, anima vagula blandula, mi aggiravo per i corridoi della LUISS e lei era con me, tra i banchi: già così donna, dirompente e diretta. "Lei" è Tiziana Tafani, mia compagna di corso all' Università, nata a Viterbo ma cresciuta ad Orvieto, scrittrice per vocazione e per scelta. Nel tempo non ci siamo perse, complici i social e, soprattutto, una certa affinità. Ci siamo riviste alle varie rimpatriate universitarie e raccontate un po' di vita. Ora lei ha dato alle stampe il suo terzo lavoro, dopo "And we can be heroes" (L'Erudita 2016) e "Freud e Orvieto" (Intermedia 2017). Le ho rivolto qualche domanda, incuriosita dalla sua vocazione letteraria che si fa sempre più sicura ed intensa. Io -  "Tiziana, ti ho conosciuto sui banchi dell'università. Già allora amavi leggere, scrivere. Da dove nasce, secondo te, l'urgenza della scr...

Nutrici di se, Iod Edizioni

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Parlare della "complessità generativa" e di dove stiano andando oggi le donne, è una sfida difficile da raccogliere. Una sfida che, però, non ha spaventato le tre autrici di questo testo curato da Cinzia Caputo (psicologo analista) co-autrice, con Antonella Palmisano (ricercatrice presso il CNR)  e  Marina Boniello (consuelor filosofico) di " Nutrici di se ", edito dalla Iod . Un titolo che è già di per sé un manifesto, dove l'accento mancante sta ad indicare l'apertura al dubbio, alla scoperta di percorsi femminili differenti, a prescindere da quello della maternità. Una donna che non ha avuto figli, per caso o per scelta, si può dire abbia fallito il proprio ruolo sociale e personale o, piuttosto, la si deve pensare come un essere che ha deciso di incontrare il proprio "animus" su un piano differente? Le circa cento pagine del testo scorrono velocemente attraverso le diverse testimonianze e l'incontro col Mito e gli Archetipi che...

Gabriella's home

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E' un po' di tempo che condivido con alcuni amici ed amiche tante riflessioni sulla lettura. Leggere da soli non è sufficiente, non lo è affatto e ne sono sempre stata convinta. Occorre rileggere assieme e cercare, con umiltà, spunti che non avevi afferrato. Comprendi allora come la pagina scritta, nel momento in cui fa i suoi passi nel mondo, non sia più di nessuno e di come, al contempo, appartenga a tutti. Può essere plasmata e vissuta in modo differente a seconda di chi vi si avvicini. Gabriella è un'amica del gruppo e trascorre gran parte delle sue estati in una villa che è, di per sé, un mondo. E' una casa adatta a chi legge, un luogo, come dice lei, in cui 'to stay' . Da Gabriella (appassionata lettrice, grande gusto, preciso senso della bellezza), ci sono quadri, foto di viaggi, ricordi di famiglia, cappelli di paglia, cesoie per fiori da recidere, grandi vasi nei quali raccogliere la lavanda. Una pergola carica dei rami di un glicine trente...