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Visualizzazione dei post da settembre, 2025

In memoria di Giuseppina Luongo Bartolini

Passeggiavo dalle parti di Vico Volpe, ieri. Quanti anni avevi, quattordici? Era lì, che vivevi. Poi ci furono i bombardamenti. Davanti alla San Filippo Neri la memoria mi ha rimandato l'immagine di te, giovane donna, filo di perle al collo, che mi accompagnava a scuola. Tutti quei sudori, la fatica, l'impegno di essere al mondo, dove sono andati a finire? Non credo che tu sia andata via, comunque. Da qualche parte, ovunque tu brilli adesso, mi racconti ancora la tua versione della storia. Ti ho dedicato un sito, perché le cose non vadano perdute: ciò in cui credevi, gli autori che amavi, la tua visione della natura umana, pessimista, certo, ma pur sempre corroborata dal  desiderio di andare avanti. Ciao, mamma, ti voglio bene. https://www.giuseppina-luongo-bartolini.com/
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Mary Oliver

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Atene è per sempre

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"Vedrai, se vai ad Atene ti innamorerai della Grecia" . Così disse ad Henry Miller il suo amico Lawrence Durrell, mettendolo in contatto con il greco Ghiorghios Katsìmbalis, uomo dal fisico taurino ma con la "sensibilità di una colomba". Fu proprio l'incontro con Giorghios che consentì allo scrittore di conoscere profondamente un luogo a cui restò legato per sempre. Nel '39 Miller lasciò Parigi, dove aveva vissuto per dieci anni, a causa della guerra, e raggiunse Atene. Scoprire la Grecia fu, per lui, una vera e propria epifania. La visitò interamente. Nel suo "Il colosso di Marussi" scrisse di aver viaggiato come un "selvaggio": senza leggere nulla né approfondire, solo con la volontà di sentire il luogo, la natura e i paesaggi. D'altronde, Miller non fu il solo, a innamorarsi di Atene: Freud, che tanto ne aveva letto, arrivato nel 1904 al cospetto del Partenone, assieme a suo fratello, ebbe quasi un malore. " Per me fu come av...