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Visualizzazione dei post da aprile, 2020

Tu resti qui

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Mia madre deve aver intuito. “E insomma, cosa fai? Frequenti fantasmi?” mi ha detto domenica mentre lavavo i piatti in cucina e pulivo i ripiani, facendo ordine nel caos delle sue cose. Lei, nei suoi discorsi ancora sensati, ricorda gli apparecchiuzzi che sorvolavano la città durante la seconda guerra mondiale, gli alleati che bombardavano e distruggevano il centro storico per colpire i nemici in fuga. Mi è parso dunque molto strano che i suoi ragionamenti fossero stati interrotti da una simile domanda. Non ho avuto argomenti per risponderle. Era così perfetta, la descrizione della mia vita sentimentale, che mi sono limitata a darle un bacio sulla fronte. Nel ribaltamento dei ruoli che ci riguarda, abbiamo scoperto la tenerezza. Si abbandona ai miei slanci affettuosi, proprio lei, la donna distante che era abituata a dirmi sempre: “Cedi troppo spesso al tuo temperamento”. Ho realizzato tardi di aver avuto genitori anziani che non avevano né la forza, né la voglia, di giocar...

I vagabondi, di Olga Tokarczuk

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Conobbi Olga Tokarczuk, premio Nobel per la letteratura nel 2018, leggendo il suo "I vagabondi", titolo italiano dato al quasi intraducibile "Bieguni": si trattava di una raccolta di racconti sul senso del viaggio o, meglio, sullo "spostamento/spaesamento" del viaggiatore. "I racconti hanno una specie di inerzia propria" scriveva l'autrice "che non si può mai controllare fino in fondo. Richiedono gente come me, insicura, indecisa, facile da sviare, ingenua". La distanza che il viaggio crea, rispetto al quotidiano, può darci risposte sul nostro essere al mondo o, quanto meno, aiuta a porci delle domande. Lo spostamento è vita, rompe lo schema, la ripetizione, la contabilità ordinata dei giorni. "Più pause nello spazio, e quindi più luoghi sperimentiamo, più il tempo scorre in modo soggettivo". Lo spazio di cui l'autrice ci narra è soprattutto un luogo mentale che nasce dall'osservazione e dalla riscrittura dei ...

L'irrequietezza di Ransmayr - Leggere mette le ali

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Christoph Ransmayr, scrittore austriaco noto per il suo "Il mondo estremo", è uno degli autori scelti dal nostro gruppo di lettura nell'ambito della trilogia dedicata all'irrequietezza. "Atlante di un uomo irrequieto", oggetto della nostra lettura condivisa, è un testo ipnotico, i cui racconti iniziano tutti con " ho visto ". Diario, narrazione di viaggi attraverso Paesi diversi, secondo una geografia poetica che sfrutta un linguaggio fascinoso e fotografico, il testo ha suscitato in noi reazioni differenti. Io: "Trovo la sua prosa affascinante e misteriosa, forse dispersiva, qui e lì, ma le sue narrazioni rovesciano le immagini, come se l'osservazione della vita avvenisse attraverso un caleidoscopio capace di rileggerne il senso, o forse di scoprirlo per la prima volta". Gabriella Moscati: "È piu bello il tuo commento dei suoi racconti.  Li trovo molto costruiti a tavolino... la struttura seriale con lo stesso incipit ...