Tu resti qui
Mia madre deve aver intuito. “E insomma, cosa fai? Frequenti fantasmi?” mi ha detto domenica mentre lavavo i piatti in cucina e pulivo i ripiani, facendo ordine nel caos delle sue cose. Lei, nei suoi discorsi ancora sensati, ricorda gli apparecchiuzzi che sorvolavano la città durante la seconda guerra mondiale, gli alleati che bombardavano e distruggevano il centro storico per colpire i nemici in fuga. Mi è parso dunque molto strano che i suoi ragionamenti fossero stati interrotti da una simile domanda. Non ho avuto argomenti per risponderle. Era così perfetta, la descrizione della mia vita sentimentale, che mi sono limitata a darle un bacio sulla fronte. Nel ribaltamento dei ruoli che ci riguarda, abbiamo scoperto la tenerezza. Si abbandona ai miei slanci affettuosi, proprio lei, la donna distante che era abituata a dirmi sempre: “Cedi troppo spesso al tuo temperamento”. Ho realizzato tardi di aver avuto genitori anziani che non avevano né la forza, né la voglia, di giocar...