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Visualizzazione dei post da maggio, 2012

Niente si oppone alla notte

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"Niente si oppone alla notte" è l'ultima pubblicazione, in Italia, della scrittrice francese Delphine de Vigan.  Lo stile è netto, incisivo, ed il contenuto è impudico: si tratta di materiale autobiografico e le vicende narrate sono davvero scabrose.  La storia è quella di Lucile, la madre della scrittrice che, da subito, conosciamo grazie all'immagine di copertina: una donna evidentemente bellissima . Lucile si tolse la vita nel 2008, a poco più di sessant'anni, dopo vari internamenti in manicomio, cure per correggere il suo bipolarismo, un matrimonio fallito, due figlie messe al mondo che non aveva potuto crescere. In questo libro si racconta di lei: di una ragazza che aveva letto molti libri e che amava la vita, finché qualcosa andò in pezzi dentro la sua testa, segnando irrimediabilmente anche l'esistenza di chi l'aveva amata. Un destino già scritto? La pazzia come malattia ereditaria? Oppure vicende familiari tenute nascoste? Chi legge avverte di s...

Prima o poi

Piu' di tutto, quell'immagine.  Un album pieno di colori pastello e facce rotonde. La storia di una bimba in cui m'immedesimavo, col fiocco al collo, la cartella, i sandali.  Mio padre era venuto a prendermi all'uscita di scuola, a casa s'era messo a preparare il pranzo, canticchiando. Sempre quegli occhi azzurri fiduciosi. Io incollavo le figurine sull'album con perizia, gioiosamente. Tutto era perfetto, ogni parte di me - quella che sarei diventata, quella che ero già - m'appariva allineata. Non avrei saputo dire cosa fosse quella sensazione così certa e fuggevole, eterna.  Ora so che era la felicità.  Avrei dovuto dirtelo, prima o poi, papà.
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Scrittura-luogo-origine-corpo, sono una sola cosa, per questo paesologo-onnivoro-poeta. Tanto che ti affezioni ai suoi versi, così diretti, onesti, fastidiosi.  "Gli scapoli qui sono davvero tanti. non dormono all'aperto sui cartoni. stanno con le mamme. comprano frutta (...) uno è fermo come un bassorilievo, un altro ha grossi chiodi nelle vene". C'è il qui, il paesaggio intorno; il paesaggio umano, le madri, la solitudine, il vento che 'sparpaglia pure le ossa dei morti'. Il dolore degli anziani, i viaggiatori ipocondriaci ( io porto in gita la morte del mio corpo ), le domeniche d'inverno, quelle passate davanti ai bar, o dal medico. L'osservatore che guarda - e che è osservato - mangia ed è mangiato dal tempo, dal paese, dalla gente che mangia - a sua volta - il tempo/dramma che le è concesso. E avanza, il poeta, seguendo invisibili crepe sui muri, solchi della mente, col pensiero che frana nelle meningi : osservare è 'la' malattia. ...

La comunista (Francesca Spada)

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'Mistero napoletano', di Ermanno Rea, all'epoca in cui lo lessi, mi chiarì il comunismo napoletano degli anni della guerra fredda. Molti di voi conosceranno questo testo, opera di uno scrittore che ha sempre usato le parole in modo meraviglioso. Lì, tra quelle pagine, inciampai in Francesca Nobili.  Musicista, docente di filosofia, ribelle per indole e giornalista dell'Unità (si firmava Francesca Spada): un personaggio da film. L'immagine del romanzo era filtrata dalla penna di un uomo che l'aveva conosciuta bene e che doveva averne sperimentato su di sé tutto il fascino controverso. Mi sarebbe piaciuto - l'avevo detto all'amico che mi aveva regalato il libro - scrivere una storia su di lei, dandole un volto. Difficile reperire informazioni e immagini di Francesca, in rete. La immaginavo ardente, intensa, scura di capelli.    In libreria, qualche giorno fa, un volto mi ha attratto, irresistibilmente, dalla copertina di un libro. Aveva occhi timidi ma ind...