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Cena baratto ed economia reale

Ogni venerdì, presso la libreria Masone di Benevento, dopo la consegna del GAS Arcobaleno (Gruppo d'Acquisto Solidale), si dà il via alla Cena Baratto. Con essa si sperimenta una nuova forma di aggregazione artistica che origina dai cibi e dai suoi riti. Con le Cene Baratto si cerca di stabilire una coesione tra i soci produttori e consumatori del GAS e chiunque voglia avere un rapporto responsabile con il cibo e con l'arte. Essa diviene così un presidio territoriale per resistere alla crisi offrendo altresì maggiori opportunità per una inclusione nella comunità locale. Lo scambio di competenze alimentari e artistiche diventa il luogo di fusione tra i soci del GAS Arcobaleno, fautori di un'economia solidale, e i promotori di Art'Empori, movimento, quest'ultimo, per una fruizione artistica responsabile e non delegata. "Per parteciparvi non serve molto, basta barattare un cibo cucinato, una performance artistica, un sapere concreto o un'esperienza che inneschi il cambiamento. Accomunati dalla stessa tavolata, eliminate le barriere tra attore e fruitore, tutti partecipano da coautori della serata, esercitandosi in una cittadinanza non delegata nel mondo" afferma Alessio Masone. Ogni partecipante alla Cena Baratto è fruitore dell'altro: c'è chi mette a disposizione la sua personale interpretazione dell'arte reale, quindi del cibo cucinato, chi esegue performance artistiche, chi condivide, raccontandolo un sapere concreto, chi si occupa della logistica che chi porta le stoviglie da casa.
Qui non esistono palchi che separano l'artista dallo spettatore e dal mondo quotidiano. In questo modo ogni artista è chiamato a contrastare il modello di sviluppo sovra-territoriale che, ormai tramontato, sopravvive aggredendo sempre più le identità e i redditi dei territori. "L'attuale crisi economica", precisa Masone "è anche dovuta a un'economia dei servizi che, da accessoria è diventata prevalente sull'economia reale. L'artista, dunque, non può far parte passivamente di quell'economia di intermediari che grava sui piccoli soggetti dell'economia reale. Esso è chiamato ad individuare forme alternative ai fondi pubblici ed ai luoghi tradizionalmente deputati agli spettacoli, se vuole essere promotore di cambiamento e giustizia". Una volta, per essere partecipi del cambiamento, si sceglieva di affrontare la faticosa vita di artista, senza appoggiarsi a una professione più rassicurante e convenzionale. Oggi, l'artista, se vuole essere coerente, dovrebbe entrare nella faticosa e rischiosa economia reale, quella che secondo Masone può salvarci. Ogni artista, se vuole essere testimone di questo tempo e delle sue emergenze, dovrebbe essere anche artigiano, contadino o negoziante. Tutti piccoli attori dell'economia reale che, fatta dal basso, dal cittadino in prima persona, è oppressa dal paradigma della filiera lunga: quella spersonalizzante e onerosa intermediazione fra i cittadini imposta dalla grande distribuzione e dallo stato. Le cocenti emergenze di oggi pretendono un palcoscenico diffuso nel mondo reale, nella quotidianità della città, con i suoi negozi, e della campagna, con le sue masserie. Per chi vive in città e non ha la possibilità di avere un proprio orto, ma vuole pur sempre far parte del cambiamento in atto, un piccolo passo è rappresentato dalla partecipazione alle Cene Baratto, dove la filiera corta e l'arte non delegata la fanno da padrona. (Articolo tratto dalla rivista B/Magazine, foto di Alessandro Caporaso).

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