Consigli di viaggio: la Castiglia Leòn, un luogo magico




Ho conosciuto una Spagna arcana , gotica, misteriosa. 
Sulle orme dei Tristàmara, ho percorso le navate della chiesa di Segovia, dove Isabella fu incoronata, vergine regina. Ho respirato la stessa aria di Miguel de Cervantes, o del severo Cisneros. Proprio lui, il confessore di Corte, cardinale contro ogni intenzione, riformatore della Santa Inquisizione. Un personaggio su cui si potrebbero scrivere interi volumi: spietato, quasi crudele, eppure capace di finanziare con i suoi soldi l'edificazione di una città universitaria, quella di Alcalà de Henares. Ho visto il leggìo dal quale gli studenti dissertavano la loro tesi di laurea: appena uno su mille era destinato a farcela.
Qui di sotto mi sono divertita a tracciare  una breve cronaca del viaggio, per chi volesse seguire i miei consigli su come spostarsi lungo una parte della Castiglia Leòn. Le distanze sono minimali, fino a un massimo di due ore di automobile. I distributori di benzina sono rari, lungo la Sierra, dunque è bene fare sempre il pieno prima di partire. Il rapporto qualità-prezzo degli alberghi spagnoli è superiore a quello italiano; quindi meglio scegliere, senza paura, un buon quattro stelle, mediamente più economico dei nostri e anche più elegante.
Buona lettura!

Partiamo dall'aeroporto di Madrid, da dove, con un'auto presa in fitto, ci dirigiamo verso Toledo. Abbiamo infatti deciso di by-passare la capitale. Di lontano, in un pomeriggio di sole splendido, Madrid appare avvolta in una cappa grigia di smog che stride dolorosamente con l'azzurro del cielo. Toledo fa parte della Castiglia La Mancha, ma è un'ottima base di partenza per il nostro tour. Per chi non la conoscesse, si tratta di un vero gioiellino: la si visita bene percorrendone i vicoli, perchè è allora che ci si imbatte nei portali cinquecenteschi dei palazzi, tutti meravigliosamente conservati. L'Alcazar merita una visita di oltre un'ora.

Dopo Toledo è la volta di Avila. Da subito, con l'imponenza delle sue mura, questa piccola cittadina colpisce gli occhi e il cuore. Il tempo, dal punto di vista metereologico, è dalla nostra parte: il cielo blu, le mura bianche, perfettamente conservate, ci accolgono nel cuore di questa antichissima città, che vanta una delle cattedrali gotiche più belle d'Europa, i cui interni tolgono il fiato. I luoghi di Santa Teresa hanno mantenuto il fascino di un tempo: nella chiesa a lei dedicata, dove sorge il convento e dove è conservato il suo anulare (!), c'è la camera da letto in cui nacque. Ma ci si può spingere oltre i soliti percorsi e arrivare, così, al Monastero di Santo Tomas, dove dicono sia segretamente sepolto il perfido Torquemada e dove è possibile vedere il sepolcro di Don Juan (il figlio dei re cattolici), morto troppo giovane per diventare re.
Avila è piccola, trascorrervi una notte è sufficiente. Per dormire, abbiamo trovato ottima questa soluzione : https://www.hotelpalaciodelosvelada.com/?gclid=CjwKEAjwja_JBRD8idHpxaz0t3wSJAB4rXW54HzCGKsjUwTlFpxN2CoenknILrvzx0GUxxa3esC0TBoCw1Dw_wcB

Il giorno dopo partiamo alla volta di Salamanca. E qui ci troviamo davvero in presenza di una città splendida, elegante, popolata da giovani universitari, che ospita una delle piazze più belle d'Europa.
Incantevole in ogni suo angolo, suggestiva, vanta due cattedrali, costruite una sull'altra: quella 'antica' e quella detta 'nuova'. La prima risale all'epoca medioevale ed è spettacolare. Salire sul campanile e godersi il tramonto è un'esperienza che non si può mancare. L'antica università, dove insegnarono grandi nomi, vanta una facciata preziosa, bellissima. Fra' Luis, incarcerato per quattro anni nel periodo dell'Inquisizione, vi tornò a insegnare pronunciando le famose parole: "Come stavo dicendo ieri...".
Abbiamo dormito in un hotel delizioso dalle parti di Piazza della Libertà (https://www.salamancasuitestudios.com/  ), che è a due passi da tutto: non lasciatevelo sfuggire! A Salamanca ogni angolo è un capolavoro di cura e conservazione del passato. Una città ideale dove vivere.
E' bene far sosta qui per almeno un paio di giorni, così da godere di tutta la bellezza della città.
Di sera, alla luce dei lampioni, sembra di fare un salto nel passato: le stradine lastricate, in pieno centro, riportano a tempi lontani, persi nelle nebbie degli anni che, qui, si sono come cristallizzati.

Ci muoviamo poi alla volta di Segovia. L'imponente acquedotto romano parte proprio dal nostro albergo, che è ricavato in un antico monastero ( ecco qui di seguito,  l'indirizzo web del sito: http://www.sanantonioelreal.es/en/ ) per arrivare in pieno centro, svettante fino a un'altezza di oltre venti metri. Roba da togliere il fiato.
A piedi, ci inerpichiamo lungo i vicoli che portano alla parte alta della città, fino all'Alcazar. In una di queste stradine soggiornò a lungo Antonio Machado, enorme, immenso poeta spagnolo che prese in fitto una camera in un pensionato: è ancora visibile il suo letto, la sua scrivania, la pendola che ispirò una sua poesia sul tempo (vedi http://machado.turismodesegovia.com/casa-museo-de-antonio-machado.)
Ogni vicolo merita di essere percorso a piedi, ogni incrocio; il quartiere ebraico, poi fatto sgomberare, sembra risuonare di voci, di risate, dello scalpiccio dei passi dei suoi antichi abitanti.
A Segovia si mangia il maialino, che può non piacere a tutti e, soprattutto, un ottimo dolce, il ponche
http://www.pastelerialimonymenta.com/.

L'ultima tappa prima del ritorno è a due passi da Madrid: Alcalà de Henares. Famosa per aver dato i natali all'autore del Don Chisciotte, che era figlio di uno squattrinato cerusico sempre in giro per la Spagna a cercare di far cassa, è un momento ineludibile del viaggio. La riproduzione della casa in cui nacque Miguel De Cervantes è un esperimento molto ben riuscito (e gratuito) che consente di avere un'idea precisa delle abitazioni di un tempo. Soprattutto, Alcalà è famosa per la sua città universitaria, la prima al mondo, fondata da Cisneros. La visita ai cortili interni e alle aule è un'esperienza da vivere assolutamente. Ho festeggiato il mio compleanno nell'antico refettorio universitario (ecco le indicazioni:   http://culturalcala.es/espacios/hosteria-del-estudiante/  ). Anche Alcalà si fa visitare: per il suo quartiere moresco, per la sua poeticità,  la sua vicinanza alla capitale.
Per dormire, consiglio http://www.hotelelbedel.com/ e, per mangiare, non bisogna mancare il suo ristorante, che offre un servizio impeccabile e cibo di altissima qualità (Ristorante La Càtedra).
Alcalà è a pochi chilometri da Madrid, dove ci attende l'aereo di ritorno. Di seguito, alcune foto che ho scattato durante il viaggio.


Salamanca, di notte 
Segovia, vista dall'Alcazar
Acquedotto di Segovia
Plaza Mayor, Salamanca

Scrivere qual è il tuo ultimo desiderio nella vita....
  

Vista dalla Cattedrale di Salamanca
Hotel a Segovia
Localino a Salamanca


"Poichè i versi non sono, come crede la gente, sentimenti (che si hanno già presto), sono esperienze. Per un solo verso si devono vedere molte città, uomini e cose.... E solo quando divengono in noi sangue, sguardo e gesto (...) solo allora può darsi che in una rarissima ora sorga nel loro centro e ne esca la prima parola di un verso". R.M.Rilke

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