Marguerite e Grace





La incontrò che aveva superato da poco la trentina e non era ancora così famosa. Lei, Grace Frick, appariva ossuta, spigolosa. Marguerite aveva invece ereditato da suo padre le grandi labbra, le guance morbide.
Con Grace abdicò alla passione. Si accucciò dentro la gelosia di lei e mise mano a 'Fuochi', forse il suo libro più intenso, ispirato all'amore per un omosessuale che aveva frequentato e che adorava la sua mente, pur trovandola 'brutta'.
Pellegrina e straniera, con Grace affrontò molti viaggi e approdò in America. Si finse libera tutta la vita, ma non lo fu mai: piuttosto, era terrorizzata dalla solitudine. Grace tradusse i suoi scritti in inglese; fu la sua miglior amica, la sua amante, la sua consigliera. Gentilissima, discreta, consapevole del talento di Marguerite, fu soprattutto la sua ombra, per ben quarant'anni. Sapevano, assieme, classificare le piante, riconoscere il suono degli uccelli.
Mount Desert fu un mondo privato, dove solo loro due potevano e sapevano orientarsi. Marguerite, protetta dai suoi grandi scialli, solitaria tra la gente, inaccessibile anche alla stessa amica, si preparava a diventare 'il monumento'. Ma odiò fino alla fine il clamore del mondo. Il suo cuore, facile alle passioni, non era mutato.
Grace l'aveva salvata da se stessa: dalla girandola degli incontri senza futuro, dall'inferno delle passioni sessuali.
Quando Grace morì, Marguerite si innamorò di un giovane omosessuale che si divertiva ad umiliarla.
Lei aveva ottant'anni, lui trentacinque. Eppure gli sopravvisse. Di poco: l'apparentemente fredda, algida, Marguerite soffriva di cuore, da quando non c'era più Grace a proteggerla.

"Non cadrò, ho raggiunto il centro", aveva scritto molti anni prima.
Ma s'illudeva.
L'amore uccide sempre, quando ami.




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