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Visualizzazione dei post da Novembre, 2012

Parlando ieri sera di Tolstoj

...Voleva intuire cosa cercasse Tolstoj quando con impeto giovanile lasciò il mondo ovattato di Jasnaja Poljana: il ritorno alle contrafforti boscose della strada per Vedeno e Shatoi; i pendii dove si nascondevano i ribelli dell'Imam Shamil, ricoperti di abeti e sterpi. Sarà stato il ritorno alle origini della sua vocazione di scrittore a dargli coraggio nelle ultime ore della sua evasione, in un vano sforzo di fuorviare Sof'ja e gli onnipresenti gendarmi dalla casacca azzurrina? La morte lo raggiunse ad Astapovo, nella modesta abitazione di un capostazione, con in tasca un biglietto di terza classe.


Juan Goytisolo - Oltre il sipario

Franz e Yair, ovvero della paura di amare

"E' un fuoco vivo, quale non ho mai visto" (Franz Kafka su Milena).

Sara’ stato lo stesso del ritratto della Wulz. Il viso di lei, voglio dire, com’era quando Yair la vide, per la prima volta,  nel cortile della scuola.
Difficile entrare nella mente complessa di due scrittori di talento. Scoprire il punto in cui le loro sensibilità convergono. Ma Grossman ha pensato a Franz Kafka nel momento stesso in cui ha deciso di scrivere ‘Che tu sia per me il coltello’ (frase tratta, appunto, da una lettera di Franz a Milena Jesenska) per raccontare la paura di amare. E per dire, ancora,‘quanto coraggio occorra per toccare veramente l’anima – ed il corpo- di un altro essere umano’.
Dunque lei,nel romanzo di Grossman,la donna intravista nel cortile della scuola: il suo sguardo, la ferita dello sguardo, che a lui – che della stessa effrazione soffre e porta i segni – non sfugge. Ne rimane folgorato. Le chiede di poter ‘stare’ con lei, in un rapporto puramente epistolare. …

Faber

Laudate dominum Laudate dominum Laudate dominum Voce: Forse fu all'ora terza forse alla nona/ cucito qualche giglio sul vestitino alla buona/ forse fu per bisogno o peggio per buon esempio/ presero i tuoi tre anni e li portarono al tempio/ presero i tuoi tre anni e li portarono al tempio./ Non fu più il seno di Anna fra le mura discrete/ a consolare il pianto a calmarti la sete/ dicono fosse un angelo a raccontarti le ore/ a misurarti il tempo fra cibo e Signore/ a misurarti il tempo fra cibo e Signore./ Coro: Scioglie la neve al sole ritorna l'acqua al mare/ il vento e la stagione ritornano a giocare/ ma non per te bambina che nel tempio resti china/ ma non per te bambina che nel tempio resti china./ Voce: E quando i sacerdoti ti rifiutarono alloggio/ avevi dodici anni e nessuna colpa addosso/ ma per i sacerdoti fu colpa il tuo maggio/ la tua verginità che si tingeva di rosso/ la tua verginità che si tingeva di rosso./ E si vuol dar marito a chi non lo voleva/ si batt…

Landslide

I took my love, i took it down/ climbed a mountain and i turned around/ and i saw my reflection in the snow covered hills/ 'til the landslide brought it down/ oh, mirror in the sky/ -what is love? -can the child within my heart rise above? -can i sail thru the changin' ocean tides? -can i handle the seasons of my life? i don't know/ well, i've been afraid of changin/' 'cause i've built my life around you/ but time makes you bolder/ even children get older/ and i'm getting older too/ oh, take my love, take it down/ climb a mountain and turn around/ -and if you see my reflection in the snow covered hills/ well the landslide will bring it down/ -and if you see my reflection in the snow covered hills/ well the landslide will bring it down/ the landslide will bring it down... Fleetwood Mac
".....Che sia tutto qui, nella palude / nel giorno grigio, nell'onda smorta / tutto qui il senso / inaccettabile corsa senza dove / e la domanda è sempre come fare / a tagliare il cerchio / nella sua parte esatta / per ricominciare".

Una perfida dolcezza

Si risvegliò dallo stordimento del piacere perché qualcuno lo stava chiamando al telefono. Si sciolse allora dall'abbraccio di lei, annaspò nel buio alla ricerca del cellulare.  Il display lampeggiò a lungo, un riflesso sulla testiera del letto che iniziò a innervosirlo.
Tutto allora prese a causargli disagio: la gamba di lei di traverso sulle sue,  i panni gettati alla rinfusa sulla poltrona. La stessa poltrona, di un velluto sbiadito che s’ostinava a non vedere, perché quello era l’unico albergo subito dopo l’uscita dalla tangenziale, il più vicino all’ufficio.
Era sua moglie. Fece una voce stentorea, le disse ‘sono occupato’, come se quella inopportuna telefonata avesse interrotto discorsi importanti, ineludibili. Poi aggiunse: - Abbi solo un po’ di pazienza, tra un'ora sarò a casa.

La luce penetrava tra le persiane, lei vedeva il suo profilo, il profilo del suo petto. Vi fece passare sopra le dita, lentamente. Avevano fatto all’amore nella solita maniera precipitosa e …
"Fa parte della natura umana costruire le più complicate gabbie di regole e regolamenti in cui rinchiudere se stesso, e poi, con la stessa ingenuità e gusto, spremersi il cervello su come riuscire a sfuggirne di nuovo".

Sappiamo?

"Sappiamo cosa significhi amare? O conosciamo solo il piacere e il desiderio, che chiamiamo amore? Si dipende dalla propria moglie, si ama la propria moglie ma, se lei muore, se ne prende un'altra, tanto grande è la dipendenza. Non ci si chiede mai perchè si dipenda da un altro (...). Se esaminerete bene la cosa, vedrete come siete soli, depressi, come siete frustrati e infelici. Non sapete cosa fare con questa solitudine, che è una forma di suicidio. E così, non sapendo cosa fare, dipendete (...). Ma, se amate, allora potete fare ciò che volete. Per l'uomo che ama, non esiste errore - o, se c'è un errore, lo corregge immediatamente. Un uomo che ama non ha gelosia, rimorso; per lui non esiste perdono, perchè in nessun momento ci sono cose da perdonare. Tutto ciò esige grande attenzione, sollecitudine, penetrazione". J.Krishnamurti