Michel Houellebecq e 'Sottomissione'







Ho letto - grazie al suggerimento prezioso di un'amica - 'Sottomissione', l'ultima opera di Michel Houellebecq, uscita a gennaio di quest'anno. Linko, qui di sotto, il bellissimo pezzo di Giuseppe Rizzo,  che coglie in modo approfondito, secondo me, l'opera di questo scrittore.
Il romanzo mi è piaciuto molto; lo stile è crudo, diretto, senza fronzoli. Tra le righe non c'è traccia dell'islamofobia di cui molti hanno parlato, che valse allo scrittore addirittura un processo. C'è, piuttosto, una critica dolorosa, sentita, alla perdita di valori dell'Occidente. "La gente è stanca della propria libertà", ha più volte detto, nel corso di diverse interviste, lo stesso Houellebecq, cogliendo in pieno il malessere dei nostri tempi liquidi.
Hanno più volte scritto della sua misoginia; ma Houellebecq appare, piuttosto, di un realismo doloroso proprio quando parla di donne e della loro liberazione senza libertà; della rincorsa a un'autonomia che sembra sempre passare attraverso lo sguardo del maschio.
Non perdete l'occasione di leggere questo libro.
Un modo per scoprire un autore tra i più grandi della letteratura contemporanea.
Qui di sotto, la mia breve recensione del romanzo per 'Aphorism':
http://www.aphorism.it/michel_houellebecq/libri/sottomissione/ e l'articolo di Rizzo: http://www.internazionale.it/opinione/giuseppe-rizzo/2015/01/17/michel-houellebecq-e-una-carogna

Ma anche, per una lettura critica di tipo diverso, il bel pezzo di Baricco, apparso su La Repubblica, all'indomani dell'uscita del libro:
//www.zeroviolenza.it/rassegna/pdfs/20Jan2015/20Jan20151c01f87fec1e2bb62d9546fd016f064a.pdf http

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