Lucia Maio, la fotografia come essenza e anima



Prosegue la serie delle interviste resistenti. Questa volta ho rivolto alcune domande a Lucia Maio. Architetto, ma anche appassionata di fotografia.


Un primo piano di Lucia Maio


Come nasce la tua passione per la fotografia?

Premetto che sono una beneventana, e respiro da sempre l’arte figurativa e la cultura. La mia città è infatti connotata da una stragrande presenza di monumenti di notevole importanza storica. La passione per la fotografia è emersa quando, per il mio dodicesimo compleanno, mi fu regalata una macchina fotografica. Così iniziai a catturare l’immagine di tutto ciò che andava oltre il “tempo e il segno”. Ricordo i mille “scatti” alle scenografie delle manifestazioni teatrali della “Benevento città spettacolo”, i diversi scatti per trovare il punto di vista ideale per immortalare l’Arco di Traiano o quello del Bue Apis, le foto mai sviluppate del portone bronzeo del Duomo, il mio girovagare per il museo del Sannio per comprendere che lo stesso è unico nel suo genere per reperti storici egizi reperiti nella città di Benevento. Il mio peregrinare per la ricca provincia di Benevento e soffermarmi, anche, a Guardia Sanframondi per i suoi riti settennali, emozionandomi nella cattura di “scatti” del segno significante. L’incontro casuale con il fotografo partenopeo Mimmo Jodice, mi ha particolarmente motivata all’arte fotografica.


Questa, come tutte le foto dell'articolo, è un'immagine di Lucia Maio.
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Parlami di te. Interessi, progetti, sogni.

Sono un architetto di Benevento con molti interessi, che vanno dalla cultura alle arti figurative di cui l’arte fotografica è la naturale espressione, per poi passare agli aspetti tecnici dell’acustica e della progettazione. Ho tanti sogni nel cassetto riguardo al mio lavoro di architetto, però, in questo momento, non ho riscontri positivi. I miei progetti attuali sono legati più alla fotografia e al mondo dell’arte in generale, ma non chiudo certamente la porta a quello della progettazione.

Un'altra bella foto di Lucia Maio



A quale fotografo fai riferimento, chi è il tuo maestro?

Non c’è un maestro vero e proprio, in realtà ce ne sono diversi: da Mimmo Jodice a Gabriele Basilico, da Mario Ferraro a Cosmo Laera, i quali mi hanno dato degli ottimi consigli per migliorare la tecnica.


Scorci di Torrecuso (Bn)


Due parole sulla mostra di Torrecuso e sui vari riconoscimenti che hai ottenuto.

La mostra di Torrecuso è stata la mia prima esperienza come curatore e artista, condivisa con altri due compagni di avventura, ed è stata nello stesso tempo interessante, impegnativa e divertente. Questa esperienza mi ha fatto capire che gli scatti esposti a palazzo Di Palma Cocchiaro non erano semplici immagini degli angoli caratteristici del Borgo Medioevale perché, in ogni fotografia, c’è l’essenza del luogo, il suo tessuto vissutale quale elemento di reciprocità degli elementi contigui. Nel mese di giugno sono stata selezionata per esporre alla Biennale di Genova, mostra internazionale di arte contemporanea: siamo stati  255 artisti selezionati su 1437 iscritti. Le sezioni erano pittura, scultura e fotografia. Nel mese di luglio mi hanno proposto di esporre due fotografie alla manifestazione Photissima Art Fair di Venezia, in concomitanza con la 56° biennale di arte contemporanea,  svoltasi dall'8 settembre al 30 ottobre scorsi.

Riti settennali di guardia Sanframondi


Quali sono i segreti per una bella foto?

Il segreto è : “la passione allo stato puro per l’arte fotografica”!  Non esistono segreti per una bella foto, ogni fotografo è il pilota della propria “macchina del tempo”; la caratteristica delle mie fotografie è la ricerca della giusta luce e di quel “segno” che la contraddistingue. Disegnare con la luce è la mia massima espressione di creatività, la continua ricerca dell’inquadratura che possa dare il maggior risalto possibile al soggetto o al luogo fotografato; ogni scatto deve trasmettere l’essenza e l’anima del soggetto significante.

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