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Too young: Francesca Woodman

Aveva solo ventitré anni e diceva di voler preservare 'tutte le cose delicate' che portava dentro di sè.

Sapeva, forse, che il tempo gliele avrebbe sottratte. Che il mercato é bastardo e che rischiava di fagocitare anche lei. Possedeva dei parametri, lasciò scritto. Non era tipa che potesse svendere i propri sogni. Non li svendette, infatti.

Era nata nel 1958. Nel 1981 si suicidò, gettandosi dalla finestra del suo studio: un volo di decine di metri. Lasciò un fratello, due genitori che avevano fatto - e fanno ancora - della propria arte una ragione di vita. Il suicidio ha eternato questa incredibile ragazza. Basta guardare le sue foto per capire il talento 'mostruoso' di cui era dotata. E per comprendere anche le radici di una tragedia, se tragedia fu e non, piuttosto, una liberazione, un modo per eternare il bello.

'Una delle cose che ci mantiene uniti', ha detto il padre della Woodman a proposito del suo matrimonio con la madre di Francesca e di tutto quello che è accaduto dopo, 'è che entrambi dobbiamo essere artisti, non che dobbiamo stare per forza assieme. Questo dover essere ci rende vulnerabili, ma noi ci crediamo. Tutto nell'arte è ricordo e memoria. Senza, nulla ha ragione di esistere'.


Appariva in molte delle proprie fotografie e il suo lavoro si concentrava soprattutto sul suo corpo e su ciò che lo circondava, riuscendo spesso a fonderli insieme con abilità. La Woodman usava in gran parte esposizioni lunghe o la doppia esposizione, in modo da poter partecipare attivamente all'impressionamento della pellicola. Nelle sue foto compaiono anche l'amica fotografa Sloan Rankin Keck e il compagno Benjamin Moore.

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