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Zagabria, una capitale da scoprire lentamente

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Zagabria  non abbaglia, seduce lentamente. Va scoperta nella parte alta, tra le viuzze e i palazzi dove regnano pace e tranquillità. La zona è in rifacimento, dopo il terremoto del 2020: m usei particolari (tra cui quello delle "R elazioni interrotte",  3,50 euro a biglietto, uno strano spazio che ho trovato divertente ma senza grandi attrattive), molto verde e vie pedonali che si irradiano dalla piazza  Josipa Jelačića  fino ai margini della città.  La via dei locali L'ottima cucina croata La nostra visita della capitale croata parte proprio dalla piazza: si tratta di uno slargo circondato da palazzi ottocenteschi e brutte costruzioni risalenti all'epoca di Tito. Il grattacielo   Zagreb 360 , 8,00 euro a ticket d'ingresso, offre un'ampia  panoramica sulla città, ma non è esattamente un'attrattiva, perché stona col resto delle costruzioni. Nelle giornate di sole questo spazio si riempie di gente, avventori e bambini: è possibile trovarvi bei bar e...

IX Edizione del Premio Letterario Benevento Braille

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(Nota trasmessaci da Maria Cristina Donnarumma). Venerdì 18 ottobre 2024 alle ore 17,00, presso l’accogliente Sala dell’Antico Teatro di Palazzo Paolo V, dinanzi ad un numeroso e interessato pubblico, si è tenuta la IX edizione del  Premio Letterario Benevento BRAILLE , ideata e organizzata dal dott. Dario D’Auria, che ne è l’anima.  L’evento è stato coordinato dalla prof.ssa Maria Cristina Donnarumma e sono intervenuti con proprie riflessioni il Magnifico Rettore dell’Università del Sannio, Gerardo Canfora, il Magnifico Rettore dell’ Università Giustino Fortunato, Giuseppe Acocella, la sig.ra Raffaela Masotta, Presidente dell’ Associazione UICI BN, il dott. Valerio Villoresi, Presidente della Fondazione Dario Mellone, l’avv. Consuelo Basile in rappresentanza dell’Antum Hotel e il dott. Dario D’Auria.  Il Premio, che si avvale di vari patrocinii morali, quali il Comune di Benevento, la Provincia di Benevento, l’Università del Sannio, l’Unione italiani ciechi ed ipoveden...

La regola

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"Nell'umanità la regola − che naturalmente comporta delle eccezioni − è che i duri sono dei deboli di cui gli altri non si sono curati, e che i forti, preoccupandosi poco che ci si curi o meno di loro, sono i soli ad avere quella dolcezza che il volgo scambia per debolezza".                                                                                                         Marcel Proust

A lungo rimasi - Giuseppina Luongo Bartolini

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"A lungo rimasi a salutarti ombra che ti allontani e ti volgi timidamente a guardarmi nel vetro del vagone tra i volti i volti ripiega disperato e lontano il tuo sguardo celeste l'inafferrabile addio sradicato hanno i pini e gli abeti terra deserta mulino di famiglia moscerini e farfalle dispersi e i nidi il nulla in quel tutto".

Luz

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“All'inizio non capii, poi le immagini tornarono. Papà recise i tentacoli di netto col coltello perché a mani nude non riusciva. Sentii qualcosa di viscido scivolare dal mio corpo, mi rimase sulle cosce il segno delle ventose". “Perché non diceste nulla?”. “Non lo so. Ero caduta in acqua e non sapevo nuotare, lui si era distratto. Sarebbe andato via e lo sapeva, lo aveva deciso da chissà quanto tempo, forse è per questo che scelse di stare zitto". Estirpo le erbacce dalle connessure. Massi cubici tagliati con cura, messi uno sopra l’altro, che si restringono in cima, pietre raccolte nelle campagne, unite a formare un corpo. Mia madre, mio padre. Blocchi divelti,  scalfiti dalle intemperie: se li tocco sono ancora caldi, eppure il sole sta per tramontare.  Siamo in spiaggia, mio fratello gioca più in là, raccoglie sassi che getta nell’acqua, poi si volta a guardarmi. E’ più piccolo di me, chiede con slancio gli abbracci e li ottiene, io invece ho paura, ogni cosa mi lacera...

Vita

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Nonostante tutte le perdite e le privazioni che ho subito, io amo ardentemente la vita, amo la vita per la vita e, davvero, è come se tuttora io mi accingessi in ogni istante a dar inizio alla mia vita. E non riesco tuttora assolutamente a discernere se io mi stia avvicinando a terminare la mia vita o se sia appena sul punto di cominciarla: ecco il tratto fondamentale del mio carattere; ed anche, forse, della realtà. Fëdor Dostoevskij 

Mi chiamava e io ...

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Quanti numeri ho cancellato dalla memoria? Dovevo prendere un treno e già mi mancava. Sorrideva - era proprio bello, quel ragazzo che poi sarebbe diventato mio marito - ma io andavo via. Sono sempre stata quella più difficile.  Me ne sarei andata anche dopo, ma non potevamo saperlo. * E la tua voce, di sera, di mattina, la voce in segreteria, dicevi: Sono Pina.  Piano ti scollegavi dalla realtà, non ricordavi se avessi preso i soldi della pensione, dimenticavi dove mettevi le cose. Aiutami, dicevi. Proprio tu, abituata a dirigere la tua vita e a decidere per tutti, chiedevi alla pecora nera della famiglia di essere il bastone della tua vecchiaia. In quel momento ti ho perdonato e mi sono perdonata. La figlia eretica è diventata figlia davvero. Ribellarmi è stato doloroso, ma mi ha liberata. Ho iniziato a camminare nel mondo con passo leggero, i miei figli mi sono stati accanto. Due soli luminosi. Ci sono state ombre irrisolte lungo il cammino, uomini i cui numeri ho dimenticat...