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A lungo rimasi - Giuseppina Luongo Bartolini

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"A lungo rimasi a salutarti ombra che ti allontani e ti volgi timidamente a guardarmi nel vetro del vagone tra i volti i volti ripiega disperato e lontano il tuo sguardo celeste l'inafferrabile addio sradicato hanno i pini e gli abeti terra deserta mulino di famiglia moscerini e farfalle dispersi e i nidi il nulla in quel tutto".

Luz

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“All'inizio non capii, poi le immagini tornarono. Papà recise i tentacoli di netto col coltello perché a mani nude non riusciva. Sentii qualcosa di viscido scivolare dal mio corpo, mi rimase sulle cosce il segno delle ventose". “Perché non diceste nulla?”. “Non lo so. Ero caduta in acqua e non sapevo nuotare, lui si era distratto. Sarebbe andato via e lo sapeva, lo aveva deciso da chissà quanto tempo, forse è per questo che scelse di stare zitto". Estirpo le erbacce dalle connessure. Massi cubici tagliati con cura, messi uno sopra l’altro, che si restringono in cima, pietre raccolte nelle campagne, unite a formare un corpo. Mia madre, mio padre. Blocchi divelti,  scalfiti dalle intemperie: se li tocco sono ancora caldi, eppure il sole sta per tramontare.  Siamo in spiaggia, mio fratello gioca più in là, raccoglie sassi che getta nell’acqua, poi si volta a guardarmi. E’ più piccolo di me, chiede con slancio gli abbracci e li ottiene, io invece ho paura, ogni cosa mi lacera...

Vita

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Nonostante tutte le perdite e le privazioni che ho subito, io amo ardentemente la vita, amo la vita per la vita e, davvero, è come se tuttora io mi accingessi in ogni istante a dar inizio alla mia vita. E non riesco tuttora assolutamente a discernere se io mi stia avvicinando a terminare la mia vita o se sia appena sul punto di cominciarla: ecco il tratto fondamentale del mio carattere; ed anche, forse, della realtà. Fëdor Dostoevskij 

Mi chiamava e io ...

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Quanti numeri ho cancellato dalla memoria? Dovevo prendere un treno e già mi mancava. Sorrideva - era proprio bello, quel ragazzo che poi sarebbe diventato mio marito - ma io andavo via. Sono sempre stata quella più difficile.  Me ne sarei andata anche dopo, ma non potevamo saperlo. * E la tua voce, di sera, di mattina, la voce in segreteria, dicevi: Sono Pina.  Piano ti scollegavi dalla realtà, non ricordavi se avessi preso i soldi della pensione, dimenticavi dove mettevi le cose. Aiutami, dicevi. Proprio tu, abituata a dirigere la tua vita e a decidere per tutti, chiedevi alla pecora nera della famiglia di essere il bastone della tua vecchiaia. In quel momento ti ho perdonato e mi sono perdonata. La figlia eretica è diventata figlia davvero. Ribellarmi è stato doloroso, ma mi ha liberata. Ho iniziato a camminare nel mondo con passo leggero, i miei figli mi sono stati accanto. Due soli luminosi. Ci sono state ombre irrisolte lungo il cammino, uomini i cui numeri ho dimenticat...

La polvere dei calzari

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"A ffiancarti all'improvviso in una folla un mercato una chiesa Madre un'aperta tettoia nel rimorchio dei giorni e la luce trasversale degli anni e protrarre nella stretta del braccio la vicinanza carnale gravidanza d'ogni bene futuro e appena guardarti riconquistata al mio tremore manto d'ogni difesa e ritrovarti nella distesa azzurra fierezza degli occhi e chiamarti voltandoti nel riprendermi senza ritorno andando verso il dove che sei e l'infinito quando dell'altrove". Giuseppina Luongo Bartolini La polvere dei calzari, pag.194 - Campanotto Editore

Bucarest in due giorni e mezzo: cosa vedere

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Volevamo visitare  Bucarest  da un po'.  La Romania appare in piena rinascita; il suo PIL è in continua crescita e il suo debito pubblico è, in proporzione, pari a circa il 35%: nulla, rispetto al 145% italiano.  Non crediate che la  capitale sia così economica: è - piuttosto - una città al passo con i tempi, che vuol recuperare gli anni bui della dittatura e che sa sfruttare molto bene i fondi europei. Da poco il Paese è entrato anche nell'area Schengen. Vie di Lipscani Monastero di Stavopoleos  Palazzo Reale ● Bucarest è una città fascinosa e  imperfetta che non annoia; in pieno restyling, appare ricca di contrasti, di semafori e di dehors. Il progetto di Ceausescu di modernizzare la Romania - e di fare della sua capitale una degna metropoli -, unito alla sua megalomania, portò allo sventramento del centro storico e alla creazione di immensi boulevard, che tagliano la città in lungo e in largo. Furono abbattute antiche chiese e abitazioni di ep...

Giuseppina Luongo Bartolini ~ Enciclopedia delle donne

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https://www.enciclopediadelledonne.it/edd.nsf/biografie/giuseppina-luongo-bartolini "Giuseppina Luongo nasce il 25 luglio 1926 ad Altavilla Irpina (AV), da Achille Luongo e Antonia Bruno, prima di cinque fratelli. È una famiglia molto unita: in casa si leggono libri di storia e si fa musica. La madre è una casalinga, donna di polso, intelligente; il padre un industriale che produce pezzi di ricambio per le macchine agricole. Giuseppina (detta Pina) segue i suoi fratelli negli studi, dedicando loro gran parte della sua giovinezza. Presto diviene sannita d’adozione; negli anni Trenta del Novecento la famiglia Luongo si trasferisce infatti a Benevento, dove Giuseppina conclude i suoi studi per poi laurearsi in Letteratura italiana presso la Federico II di Napoli. Prestissimo comincia a insegnare nelle scuole elementari, in città e nella campagne, vincendo poi il concorso come docente nelle Scuole superiori e, successivamente, quello di Preside di Scuola Media. Il ricordo dei primi an...