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Vita

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Nonostante tutte le perdite e le privazioni che ho subito, io amo ardentemente la vita, amo la vita per la vita e, davvero, è come se tuttora io mi accingessi in ogni istante a dar inizio alla mia vita. E non riesco tuttora assolutamente a discernere se io mi stia avvicinando a terminare la mia vita o se sia appena sul punto di cominciarla: ecco il tratto fondamentale del mio carattere; ed anche, forse, della realtà. Fëdor Dostoevskij 

Mi chiamava e io ...

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Quanti numeri ho cancellato dalla memoria? Dovevo prendere un treno e già mi mancava. Sorrideva - era proprio bello, quel ragazzo che poi sarebbe diventato mio marito - ma io andavo via. Sono sempre stata quella più difficile.  Me ne sarei andata anche dopo, ma non potevamo saperlo. * E la tua voce, di sera, di mattina, la voce in segreteria, dicevi: Sono Pina.  Piano ti scollegavi dalla realtà, non ricordavi se avessi preso i soldi della pensione, dimenticavi dove mettevi le cose. Aiutami, dicevi. Proprio tu, abituata a dirigere la tua vita e a decidere per tutti, chiedevi alla pecora nera della famiglia di essere il bastone della tua vecchiaia. In quel momento ti ho perdonato e mi sono perdonata. La figlia eretica è diventata figlia davvero. Ribellarmi è stato doloroso, ma mi ha liberata. Ho iniziato a camminare nel mondo con passo leggero, i miei figli mi sono stati accanto. Due soli luminosi. Ci sono state ombre irrisolte lungo il cammino, uomini i cui numeri ho dimenticat...

La polvere dei calzari

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"A ffiancarti all'improvviso in una folla un mercato una chiesa Madre un'aperta tettoia nel rimorchio dei giorni e la luce trasversale degli anni e protrarre nella stretta del braccio la vicinanza carnale gravidanza d'ogni bene futuro e appena guardarti riconquistata al mio tremore manto d'ogni difesa e ritrovarti nella distesa azzurra fierezza degli occhi e chiamarti voltandoti nel riprendermi senza ritorno andando verso il dove che sei e l'infinito quando dell'altrove". Giuseppina Luongo Bartolini La polvere dei calzari, pag.194 - Campanotto Editore

Bucarest in due giorni e mezzo: cosa vedere

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Volevamo visitare  Bucarest  da un po'.  La Romania appare in piena rinascita; il suo PIL è in continua crescita e il suo debito pubblico è, in proporzione, pari a circa il 35%: nulla, rispetto al 145% italiano.  Non crediate che la  capitale sia così economica: è - piuttosto - una città al passo con i tempi, che vuol recuperare gli anni bui della dittatura e che sa sfruttare molto bene i fondi europei. Da poco il Paese è entrato anche nell'area Schengen. Vie di Lipscani Monastero di Stavopoleos  Palazzo Reale ● Bucarest è una città fascinosa e  imperfetta che non annoia; in pieno restyling, appare ricca di contrasti, di semafori e di dehors. Il progetto di Ceausescu di modernizzare la Romania - e di fare della sua capitale una degna metropoli -, unito alla sua megalomania, portò allo sventramento del centro storico e alla creazione di immensi boulevard, che tagliano la città in lungo e in largo. Furono abbattute antiche chiese e abitazioni di ep...

Giuseppina Luongo Bartolini ~ Enciclopedia delle donne

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https://www.enciclopediadelledonne.it/edd.nsf/biografie/giuseppina-luongo-bartolini "Giuseppina Luongo nasce il 25 luglio 1926 ad Altavilla Irpina (AV), da Achille Luongo e Antonia Bruno, prima di cinque fratelli. È una famiglia molto unita: in casa si leggono libri di storia e si fa musica. La madre è una casalinga, donna di polso, intelligente; il padre un industriale che produce pezzi di ricambio per le macchine agricole. Giuseppina (detta Pina) segue i suoi fratelli negli studi, dedicando loro gran parte della sua giovinezza. Presto diviene sannita d’adozione; negli anni Trenta del Novecento la famiglia Luongo si trasferisce infatti a Benevento, dove Giuseppina conclude i suoi studi per poi laurearsi in Letteratura italiana presso la Federico II di Napoli. Prestissimo comincia a insegnare nelle scuole elementari, in città e nella campagne, vincendo poi il concorso come docente nelle Scuole superiori e, successivamente, quello di Preside di Scuola Media. Il ricordo dei primi an...

Due giorni a Bratislava

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Se vi aspettate la capitale rutilante di un Paese in netto rilancio, resterete delusi. Bratislava è una città tranquilla, con un centro storico piccolo ma molto  armonioso, che si visita in poco più di un'oretta. Fuori dal nucleo più antico, le arterie stradali fanno da limite e allo stesso tempo da apertura verso i quartieri moderni, oggetto di poderosi interventi di riqualificazione. Bratislava è però magica, pensata per il benessere dei suoi cittadini. Deliziosa, rilassata e rilassante, non stanca chi la visita.  La cattedrale metropolitana di San Martino venne consacrata nel 1452 e fu chiesa dell'incoronazione di ben 11 monarchi, tra cui Maria Teresa d'Austria. Erano i tempi del Regno d'Ungheria e un po' del fascino del passato si respira ancora, a pochi metri dal Danubio e dalle mura della città, a ridosso delle quali si trovava il quartiere ebraico, oggi scomparso. Più ungherese che austriaca, Bratislava è elegante, sospesa nel tempo, soprattutto nelle stradi...