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Due giorni a Bratislava

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Se vi aspettate la capitale rutilante di un Paese in netto rilancio, resterete delusi. Bratislava è una città tranquilla, con un centro storico piccolo ma molto  armonioso, che si visita in poco più di un'oretta. Fuori dal nucleo più antico, le arterie stradali fanno da limite e allo stesso tempo da apertura verso i quartieri moderni, oggetto di poderosi interventi di riqualificazione. Bratislava è però magica, pensata per il benessere dei suoi cittadini. Deliziosa, rilassata e rilassante, non stanca chi la visita.  La cattedrale metropolitana di San Martino venne consacrata nel 1452 e fu chiesa dell'incoronazione di ben 11 monarchi, tra cui Maria Teresa d'Austria. Erano i tempi del Regno d'Ungheria e un po' del fascino del passato si respira ancora, a pochi metri dal Danubio e dalle mura della città, a ridosso delle quali si trovava il quartiere ebraico, oggi scomparso. Più ungherese che austriaca, Bratislava è elegante, sospesa nel tempo, soprattutto nelle stradi...

A volte penso

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A volte penso di essere un sogno  che qualcuno si è dimenticato di fare,  il sogno nel cassetto aperto nel momento sbagliato,  il dormiveglia di una dalia d'inverno  che lascia i suoi petali  alla brina che l'uccide. Aldo Busi, L'amore trasparente ph @Tullia Bartolini 

Persone

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«Le persone più sveglie che conosco sognano di continuo. Le persone più sane che conosco fanno cose assurde, avventate, senza senso. Le più intelligenti parlano che le capiscono anche i bambini, le più forti è un sussurro la loro voce, e le più serie ridono, ridono sempre. Le più giuste hanno fatto errori che non si aggiustano e le più vive, le più vive, sono morte tante volte: e ogni volta, poi, di nuovo, di nuovo sono nate.» Enrico Galiano - L'arte di sbagliare alla grande, 2020

Essere MADRE

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“Io mi dissolvo e tu divieni reale (…) di volta in volta ti crei in me. Non siamo vivi, ricordi ? Ma è vivo tutto ciò che hai scritto (…)”.  ♡ D.Grossman  

In lei

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La memoria della donna che l'ha generata è stata inghiottita dal tempo. Silenzio nella casa e nei corridoi. Una bambina volteggia, guardandosi allo specchio. Ombre. Le vecchie poltrone di velluto verde.  Tutti gli oggetti scelti, i quadri, i fiori che impallidiscono nei vasi. I cristalli del lampadario. I suoi pensieri, il suo sguardo su sua figlia: tutto è scomparso. È svanita la sua coscienza di madre. Il mondo è silenzioso. (Il buio gorgo del nulla ha inghiottito il ricordo di lei come figlia). I rimproveri, le parole, il dito puntato a forare l'aria. Le lettere, le parole vane. L'amore. Lei non è più con lei, in lei. 

Detriti - Giuseppina Luongo Bartolini ~ nota critica di Francisco Soriano

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(Ringrazio il poeta Francisco Soriano per le parole dedicate a " Detriti " - raccolta di haiku di mia madre -, apparse su "Retroguardia", quaderno di critica letteraria a cura di Francesco Sasso e Giuseppe Panella). RETROGUARDIA 3.0 – Miscellanea Il verso inverso n.5: Giuseppina Luongo Bartolini, “Detriti. haiku ed altre terzine” 4 Ottobre 2023 Giuseppina Luongo Bartolini, Detriti.haiku ed altre terzine, Gazebo, 2002. pp.112 di  Francisco Soriano . Gli haiku sono bagliori, incandescenze, privazioni, silenzi, cecità. L’immagine fugace deve rendere rapida una rappresentazione: talvolta simultanea ad altre, qualche altra volta si inerpica sui sentieri dello spirito e fra le ellissi imperfette. Gualcisce fiori / la curva del tempo / nella clessidra – sono versi di emblematica e asimmetrica bellezza: nella corporeità di una clessidra, involucro del tempo che si arresta, fluisce senza conciliarsi né con il circolare moto orientale né con il lineare susseguirsi di diafra...

Per amore

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 Se è per amore, ci verrà perdonato, resteranno dopo di noi letti sfatti e città iniziate, tende schiuse, oggetti appena sfiorati e un po’ di stoviglie sporche. Se è per amore, non resterà dopo di noi il vuoto, c’è una tale innata discordanza grammaticale, il vuoto non può abitare in luoghi segnati dai nostri corpi, usciranno da essi piuttosto bambini, paesi e tutti i colori. Se è per amore, dalla nostra parte ci saranno animali, cani abbandonati. Loro ci perdoneranno l’immobilità e lo sguardo perso in qualche punto in noi. Saremo sdraiati e ci cammineranno sopra giorni e correnti. Costruiranno su di noi una città e liberi elettroni si affolleranno su di noi, ronzeranno, e i sogni, i sogni saranno nostri per sempre. Tomasz Różycki - Secondo ipnotico