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Bucarest in due giorni e mezzo: cosa vedere

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Volevamo visitare  Bucarest  da un po'.  La Romania appare in piena rinascita; il suo PIL è in continua crescita e il suo debito pubblico è, in proporzione, pari a circa il 35%: nulla, rispetto al 145% italiano.  Non crediate che la  capitale sia così economica: è - piuttosto - una città al passo con i tempi, che vuol recuperare gli anni bui della dittatura e che sa sfruttare molto bene i fondi europei. Da poco il Paese è entrato anche nell'area Schengen. Vie di Lipscani Monastero di Stavopoleos  Palazzo Reale ● Bucarest è una città fascinosa e  imperfetta che non annoia; in pieno restyling, appare ricca di contrasti, di semafori e di dehors. Il progetto di Ceausescu di modernizzare la Romania - e di fare della sua capitale una degna metropoli -, unito alla sua megalomania, portò allo sventramento del centro storico e alla creazione di immensi boulevard, che tagliano la città in lungo e in largo. Furono abbattute antiche chiese e abitazioni di ep...

Giuseppina Luongo Bartolini ~ Enciclopedia delle donne

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https://www.enciclopediadelledonne.it/edd.nsf/biografie/giuseppina-luongo-bartolini "Giuseppina Luongo nasce il 25 luglio 1926 ad Altavilla Irpina (AV), da Achille Luongo e Antonia Bruno, prima di cinque fratelli. È una famiglia molto unita: in casa si leggono libri di storia e si fa musica. La madre è una casalinga, donna di polso, intelligente; il padre un industriale che produce pezzi di ricambio per le macchine agricole. Giuseppina (detta Pina) segue i suoi fratelli negli studi, dedicando loro gran parte della sua giovinezza. Presto diviene sannita d’adozione; negli anni Trenta del Novecento la famiglia Luongo si trasferisce infatti a Benevento, dove Giuseppina conclude i suoi studi per poi laurearsi in Letteratura italiana presso la Federico II di Napoli. Prestissimo comincia a insegnare nelle scuole elementari, in città e nella campagne, vincendo poi il concorso come docente nelle Scuole superiori e, successivamente, quello di Preside di Scuola Media. Il ricordo dei primi an...

Due giorni a Bratislava

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Se vi aspettate la capitale rutilante di un Paese in netto rilancio, resterete delusi. Bratislava è una città tranquilla, con un centro storico piccolo ma molto  armonioso, che si visita in poco più di un'oretta. Fuori dal nucleo più antico, le arterie stradali fanno da limite e allo stesso tempo da apertura verso i quartieri moderni, oggetto di poderosi interventi di riqualificazione. Bratislava è però magica, pensata per il benessere dei suoi cittadini. Deliziosa, rilassata e rilassante, non stanca chi la visita.  La cattedrale metropolitana di San Martino venne consacrata nel 1452 e fu chiesa dell'incoronazione di ben 11 monarchi, tra cui Maria Teresa d'Austria. Erano i tempi del Regno d'Ungheria e un po' del fascino del passato si respira ancora, a pochi metri dal Danubio e dalle mura della città, a ridosso delle quali si trovava il quartiere ebraico, oggi scomparso. Più ungherese che austriaca, Bratislava è elegante, sospesa nel tempo, soprattutto nelle stradi...

A volte penso

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A volte penso di essere un sogno  che qualcuno si è dimenticato di fare,  il sogno nel cassetto aperto nel momento sbagliato,  il dormiveglia di una dalia d'inverno  che lascia i suoi petali  alla brina che l'uccide. Aldo Busi, L'amore trasparente ph @Tullia Bartolini 

Persone

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«Le persone più sveglie che conosco sognano di continuo. Le persone più sane che conosco fanno cose assurde, avventate, senza senso. Le più intelligenti parlano che le capiscono anche i bambini, le più forti è un sussurro la loro voce, e le più serie ridono, ridono sempre. Le più giuste hanno fatto errori che non si aggiustano e le più vive, le più vive, sono morte tante volte: e ogni volta, poi, di nuovo, di nuovo sono nate.» Enrico Galiano - L'arte di sbagliare alla grande, 2020

Essere MADRE

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“Io mi dissolvo e tu divieni reale (…) di volta in volta ti crei in me. Non siamo vivi, ricordi ? Ma è vivo tutto ciò che hai scritto (…)”.  ♡ D.Grossman  

In lei

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La memoria della donna che l'ha generata è stata inghiottita dal tempo. Silenzio nella casa e nei corridoi. Una bambina volteggia, guardandosi allo specchio. Ombre. Le vecchie poltrone di velluto verde.  Tutti gli oggetti scelti, i quadri, i fiori che impallidiscono nei vasi. I cristalli del lampadario. I suoi pensieri, il suo sguardo su sua figlia: tutto è scomparso. È svanita la sua coscienza di madre. Il mondo è silenzioso. (Il buio gorgo del nulla ha inghiottito il ricordo di lei come figlia). I rimproveri, le parole, il dito puntato a forare l'aria. Le lettere, le parole vane. L'amore. Lei non è più con lei, in lei.