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Koufunissi, Amorgos e Folegandros

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Arcipelago di Koufunissi L'arcipelago di Koufunissi Ano Koufunissi Il nostro viaggio verso l'arcipelago di Koufunissi inizia da Naxos, dal cui porticciolo ( Volakas ) ci imbarchiamo prendendo un taxi-boat. Sarà il capitano Kostas Prassinos a sfidare un mare forza sei per condurci fino ad Ano Koufunissi, isola minuscola e paradisiaca: non più di trecento abitanti per circa 4 km quadrati. Nel tardo pomeriggio agostano l'isola ci appare sonnacchiosa, immersa in un'atmosfera rassicurante. La Chora è situata alla sinistra del porto, per chi sbarca: minuscola, deliziosa, ricca di negozietti e in leggera salita fino alla chiesetta di San Giorgio, il cui campanile s'allunga contro il cielo azzurro. L'esplorazione dell'isola inizia il giorno successivo. Il mare che bagna Koufunissi è incantevole, da togliere il fiato. E' il simbolo di una vita libera, a piedi nudi, senza orpelli. L'isola è un'enclave italiana: si sentono per lo più ...

Inganno, di Philip Roth

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Il protagonista di "Inganno" è uno scrittore cinquantenne che soffre di mal di schiena cronici. Si divide tra il suo studio e l'appartamento in cui vive; è un  sessuomane e un narcisista. Da tempo tradisce sua moglie  con una trentenne, anch'essa sposata. È un uomo simpatico, colto,  intelligente. Alla sua amante fa un sacco di domande, chiede, ma non svela molto di sé. Lei, l'amante, è prigioniera di un matrimonio avvilente e dei ruoli che una moglie di solito finisce con  l'incarnare. E' stanca, annoiata. Suo marito ha un'amichetta e lei non ha il coraggio di divorziare.  Philip c'è, si incontrano nello studio di lui: scrivania, sedia, poltrona, un computer e un tappetino dove  lo scrittore - che, come detto, soffre di mal di schiena cronici - fa esercizi e incontra le sue donne. Sono dialoghi serrati, che si svolgono prima e dopo gli amplessi. Dialoghi sinceri , soprattutto, che non  richiedono filtri, tra due adulterini stanchi...

"L'animale morente" di Philip Roth, secondo Antonella Rosa

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"Consumami il cuore: malato di desiderio / e avvinto a un animale morente / non sa più cos'è / e accoglimi / nell'artificio dell'eternità". Il bel titolo del libro trae spunto da alcuni versi del "Byzantium" di W. B. Yeats.  Il professor Kepesh e le sue ossessioni erotiche. Il dominio sul corpo, la sottomissione al corpo, il tempo che (s)fugge, la lussuria come merce di scambio per non sentirsi soli, l'amore come malattia, il sesso come antidoto alla morte, masturbazioni ritmate da sonate classiche e grandi romanzieri. È un monologo con la propria coscienza, quello che Roth costruisce con questo romanzo, una fragilità emotiva che va a braccetto con la perversione di "sentire l'intensità di ogni ultima grazia perduta. Di essere vecchio, ma in un modo nuovo".  Sullo sfondo, la questione politica americana e cubana, solo sfiorata, mai approfondita.  Roth non mi cattura, mi annoia a tratti, tuttavia il finale non mi l...

Gabriella's home

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E' un po' di tempo che condivido con alcuni amici ed amiche tante riflessioni sulla lettura. Leggere da soli non è sufficiente, non lo è affatto e ne sono sempre stata convinta. Occorre rileggere assieme e cercare, con umiltà, spunti che non avevi afferrato. Comprendi allora come la pagina scritta, nel momento in cui fa i suoi passi nel mondo, non sia più di nessuno e di come, al contempo, appartenga a tutti. Può essere plasmata e vissuta in modo differente a seconda di chi vi si avvicini. Gabriella è un'amica del gruppo e trascorre gran parte delle sue estati in una villa che è, di per sé, un mondo. E' una casa adatta a chi legge, un luogo, come dice lei, in cui 'to stay' . Da Gabriella (appassionata lettrice, grande gusto, preciso senso della bellezza), ci sono quadri, foto di viaggi, ricordi di famiglia, cappelli di paglia, cesoie per fiori da recidere, grandi vasi nei quali raccogliere la lavanda. Una pergola carica dei rami di un glicine trente...

Philip Roth: "Mi sono arreso alla scrittura"

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E’ stata messa in vendita, a New York, la casa di Philip Roth. 150 metri quadri di sobria eleganza, nessun orpello, una scrivania contigua al salotto, un leggio, un fax, la poltrona di pelle nera dove pare amasse sedersi a leggere. Dalla casa, dopo la sua morte, non è stata portato via nulla. Le sue ciabatte, i maglioni in perfetto ordine nell’armadio. I potenziali acquirenti passano in rassegna le stanze e tutte le sue cose, gli oggetti di uso quotidiano, lo spazzolino da denti. Ho cercato in rete le immagini dell’appartamento (con vista, impagabile, su Manhattan), con la curiosità di chi vuol vedere chi fosse veramente Roth, scrittore che, come pochi, ha attirato sulla sua vita privata sempre molta curiosità. Nel suo “Perché scrivere? ” (Einaudi Editore), uscito postumo (che contiene molte domande e riflessioni – ma nessuna risposta – sulla letteratura), non si comprende quale, secondo lui, debba essere il confine tra autobiografia e finzione. Se, cioè, una vita scialba a...

Qualche (brevissima) nota su Dio e sulla fisica quantistica

Qualche anno fa, il telescopio Hubble ha ripreso lo scontro tra due galassie: la materia  era entrata in collisione. Ma non la collisione che potremmo immaginare quanto, piuttosto, un'interazione gravitazionale in grado di cambiarne addirittura la forma. L' antimateria , invece, non aveva interagito se non attraversando con levità la materia che aveva di fronte, continuando poi il suo cammino. Ho ripensato al libro che avevo letto, "Qualche nota su Dio e sulla fisica quantistica", dei fratelli Anselm e Michael Grun (Tea Edizioni). Nel testo, che metteva a confronto le teorie della fisica quantistica con la teologia (i due fratelli sono, rispettivamente, monaco benedettino e fisico), si diceva quanto la fisica moderna, rispetto a quella classica, avesse riaperto domande considerate chiuse. Soprattutto quelle su Dio, un dio possibile, non necessariamente consolatorio (ma come può, l'Assoluto, non consolare colui che cerca?). Questo Dio è - a me piace pensarlo...

Benevento Braille 2019: premiata la scrittrice Alessandra Oddi Baglioni

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Il 21 giugno, presso la Rocca dei Rettori di Benevento, si è svolta la quarta edizione del Premio Braille , che ha visto premiata Alessandra Oddi Baglioni con il suo “Un cannolo per lo sceicco”, pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Un libro davvero ‘gustoso’, ben scritto, corredato da ricette arabo-sicule: ma delizioso anche per le atmosfere che sa ricreare (siamo nella Sicilia dominata dagli Arabi, intorno all’anno mille, al tempo dello scontro da Normanni ed Arabi) e per la storia che racconta, che è quella, fiabesca,   della nascita del cannolo siciliano. Quattro ragazze vengono rapite per entrare a far parte dell’harem del sultano Kalid. Grazie ad Hala, maestra e cuciniera dell’harem, impareranno l’arte della resilienza, traendo una possibilità di riscatto dalla loro condizione. Alessandra Oddi Baglioni La Oddi Baglioni, coniugata, due figli, nonna di cinque nipotini, non è nuova a pubblicazioni e si definisce scrittrice ‘in ritardo’ (nel senso che ha scop...