Tre giorni a dicembre nelle Fiandre, tra Anversa, Bruges e Gand


Fiandre, eccoci a noi... 



Anversa ci accoglie con una lunga, affascinante strada, la Meir, via dello shopping tra le più importanti d'Europa, che espone marchi di moda prestigiosi e collega la Stazione Centrale della città (patrimonio UNESCO) al Municipio. E' lunga quasi un chilometro e bisogna attraversarla tutta per scoprire piazze enormi e vicoli che scompaiono negli androni dei palazzi cinquecenteschi. Rubens  (https://it.wikipedia.org/wiki/Peter_Paul_Rubens) nacque in questa città e vi dipinse i suoi quadri più belli. La nostra scoperta di Anversa parte proprio dalla Meir, che attraversiamo ben coperti per via del freddo pungente e del vento che sferza la città. L'hotel è situato accanto alla Stazione; da lì ci muoveremo facilmente per raggiungere anche Bruges e Gand. 

Arriviamo alla Grote Markt (letteralmente Mercato Grande), che ci appare piena di chioschi e bancarelle natalizie. Circondata dai palazzi delle Corporazioni, presenta una forma quadrangolare e architetture gotiche e rinascimentali come il Municipio, che occupa il lato occidentale dello slargo. Al centro, c'è la fontana di Silvio Brabone (1887) e, a sud, l'alto campanile della cattedrale di Nostra Signora che svetta maestoso. Accanto alla cattedrale si può vedere la scultura in marmo dedicata ai protagonisti del romanzo "A Dog of Flanders": Nello e il suo cane Patrasche dormono stretti in un abbraccio sotto una coperta di ciottoli.

Hanno appena inaugurato i mercatini di Natale e veniamo subito accolti da musiche allegre, odore di fritto e bancarelle piene di cibarie, hot dog e salsicce. Nonostante le temperature, ci fermiamo a bere qualcosa, perché l'atmosfera è irresistibile. Sta scendendo la sera e cerchiamo un po' di riparo in un locale situato nei dintorni della piazza; assaggiamo cioccolato belga e beviamo caffè. Ceniamo poi in un localino tipico in pieno centro, dall'atmosfera bohémienne: zuppe calde a volontà e salsicce. 






Il giorno dopo prendiamo il treno per Bruges, situata a circa un'ora e mezza di distanza da Anversa. Sono già stata in questa città e, strano a dirsi, non mi aveva particolarmente incantato, perché mi era parsa 'turistificata'. Di sicuro, si pone come meta ineludibile di un viaggio nelle Fiandre. Stavolta, a causa delle decorazioni natalizie, dell'aria frizzante (e dell'ottima compagnia) mi appare più attraente: con le sue viuzze, i negozietti, i canali, gli scorci suggestivi. Che dire: ogni tanto il cielo rischiara e ci regala scorci magnifici, che ci fanno dimenticare l'umidità e le basse temperature. 



Bruges

Ancora Bruges



Stazione di Anversa 


La zona più suggestiva di Bruges è sicuramente quella del Beghinaggio (Beghinaggio di Bruges (Begijnhof Ten Wijngaerde): fondato nel 1245, è stato dichiarato patrimonio UNESCO. Sorge vicino al lago Minnewater ed è bagnato dai canali del fiume Reie. Al tempo ospitava donne laiche devote (beghine) ed oggi le monache benedettine. 

Un panino mangiato sotto la pioggia battente(ma qui - ci dicono - piove sempre) e poi ci dirigiamo verso la Stazione, poco fuori dal centro storico. Ci attende un  treno per Gand,che raggiungeremo in circa 40 minuti di percorrenza. I biglietti hanno orari intercambiabili a seconda delle esigenze dei viaggiatori. 

La bellissima Gand

Da Amadeus



Il fiume Lys, a Gand


La Stazione Gent Sint Pieters è fuori dal centro storico; così prendiamo un bus che ci porta al capolinea: da lì, dopo una passeggiata di circa un chilometro, arriviamo alla Korenmarkt (letteralmente Mercato del Grano), considerata il cuore della città sin dal X secolo: è circondata da locali, bar, edifici storici, ristoranti con terrazze. Ma l'incanto si concentra tutto a Graslei e Korenlei, banchine storiche sul fiume Lys: meravigliose, scenografiche. Pontili sospesi e volo d'uccelli in un'atmosfera fiabesca, gotica. Gand mi appare più autentica di Bruges: imperfetta, ma viva, bellissima. Piove a dirotto e l'atmosfera è stimolante, vivace. 

Ceneremo costolette di maiale (ribs) in un locale che più turistico non si può, Amadeus. Si tratta di un franchising, ma gli interni sono accoglienti e la carne davvero buona (e così pure il conto 😉). Abbiamo poco tempo, perché ci attende il treno di ritorno... 


Il giorno dopo, esploriamo finalmente Anversa.

Iniziamo con il Museo Rubenshuis che, purtroppo, è in ristrutturazione. Ma si possono visitare i magnifici giardini che l'artista curava personalmente. La struttura, al piano inferiore, gode di un reparto interattivo molto divertente. Davvero imperdibile è il Plantin Moretus, primo Museo patrimonio dell'Umanità al mondo. Esso onora la memoria di Cristoffler Plantijn, famoso stampatore belga e fondatore dell'omonima impresa nel 1550. La stamperia prese poi il nome anche da Christophe Moretus, suo successore alla guida dell'attività. Edward Moretus, discendente di Christophe, la vendette nel 1876 alla città, che la trasformò in Museo. Conserva le due più antiche presse del mondo, unitamente a stampi e matrici. Mi ha emozionato vedere il diario della moglie di uno dei proprietari della stamperia che, rimasta vedova, gestì l'impresa con grandi risultati. L'agenda, scritta di pugno dalla donna, riporta entrate e uscite, ma pure la ricetta per fare i waffles.

Rubenshuif

Giardini della Rubenshuif

Federica 





Museo Plantin Moretus





Camminiamo a lungo, ci concediamo un po' di shopping, attraversiamo piazze e raggiungiamo il fiume Schelda. Di notte Anversa è ancora più bella. con le sue luci, le decorazioni natalizie, i vicoli addobbati. Per un puro caso, ci imbattiamo nel ristorante T'Hofke https://www.thofke.com/, un locale situato in una casa del 1500, una delle poche risparmiate dalla distruzione degli anni successivi. Il nucleo più antico di Anversa si concentra tutto attorno alla zona del castello Het Steen e alla piazza Grote Markt. Le vie medievali sono caratterizzate da strette strade acciottolate e case storiche. Romantiche, poco illuminate, rappresentano il cuore della storia di questa città. 


Cosimo e Federica 




T'Hofke








Ancora Gand


Abbiamo camminato molto, cercato di vedere, in pochi giorni, quante più cose possibile, respirato un'atmosfera natalizia, festosa. Visto luoghi bellissimi. Il mattino dopo ci attende il treno che ci porterà a Bruxelles. Da lì ci imbarcheremo per Napoli. Negli occhi ho il colore del cielo delle Fiandre, grigio e screziato di azzurro; nelle narici mi porto l'odore della pioggia. Ho festeggiato il mio compleanno con le persone che amo: ditemi voi cosa c'è di meglio al mondo.


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