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I.

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Di alcune persone, il ricordo è collegato a vicende necessarie e importanti. Abbiamo fatto largo alla loro presenza negli spazi che non siamo soliti aprire, gli abbiamo affidato i nostri affanni. Oggi ho pensato a te e a quando ti ho vista la prima volta.  Ma le date si accavallano, io ero troppo giovane e tu madre di quattro figli, forse avevi l'età che ho io adesso ed eri in preda a un dolore recente.  * Un pomeriggio entrai in cucina (raccoglievo le briciole dai mobili, riordinavo i panni stesi sul tavolo dove tu stiravi) e ti trovai che piangevi. Mi risultò semplice consolarti, forse non aspettavi altro,  raccontavo a me stessa storie che neppure immaginavo (ero pur sempre stata un'alunna diligente) e tu volesti credermi, perché ne avevi bisogno. Eri una donna semplice ma, allora, non potevo comprendere quanta forza ti avesse richiesto essere solo una moglie, e una madre. Ho del tuo volto un ricordo approssimativo e bello, come di una foto i...

Amina Ingaldi e la BdT a Benevento

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Classe 1966, beneventana doc, Amina Ingaldi è stata mia compagna di banco durante i beati anni del Liceo. Non ci siamo mai perse di vista e non abbiamo mai perduto la capacità di ridere di noi stesse. Durante il mio incontro con lei, avvenuto qualche giorno fa davanti ad un buon caffè, il concetto di Tempo è stato l'argomento centrale, perché Amina è un vulcano e, da quando la conosco, non ha smesso di  sognare. Impegnata nel sociale, non le ha mai mandate a dire; ha fatto parte della Giunta Mastella dal giugno 2016 al marzo 2017, prima eletta tra le donne e, tra i due generi, la terza eletta su quattro liste di coalizioni. Un consenso davvero significativo. Si è occupata delle Politiche della famiglia e dell'infanzia con delega, tra l'altro, anche alla Mobilità. Ho voluto rivolgerle alcune domande. - "Credo nell'associazionismo, non quello radical chic, sterile, di nicchia. Io ho bisogno di produrre, il resto non fa per me". - Dopo l'...

Costa brava in sette giorni: cosa vedere

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Una settimana in Costa Brava, con l'idea di  evitare i luoghi troppo frequentati, i locali alla moda e le spiagge prese d'assalto dai turisti.  Partiamo con un piccolo bagaglio a mano e tanta curiosità. Abbiamo scelto un'auto con navigatore e ci siamo muniti di cartina e di qualche buona lettura per consolidare i nostri percorsi. Abbiamo voglia di scoprire i luoghi dove visse Salvador Dalì e dove la gioventù hippy, negli anni '60, andava a vivere seguendo ritmi lenti e trasgressivi... Dunque si parte, è giugno ed ancora pare non sia scoppiato il grande caldo, neppure in terra iberica... GIRONA (sabato e domenica)   - La base di partenza è stata Barcellona, dopo un volo da Napoli di quasi due ore. Da lì, fittata un'automobile, siamo partiti alla volta di Girona:  circa 102 km di autostrada, poco più di un'ora e mezza di percorrenza senza buche, con l'unico inconveniente dei pedaggi autostradali che, contrariamente al resto della Spagna, i...

Premio Benevento Braille 2018 a Fatos Lubonja

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Ospite della terza Edizione del Premio Benevento Braille , lo scrittore ed attivista Fatos Lubonja sarà nel capoluogo sannita il prossimo 21 giugno , data del solstizio d’estate. L’importante scrittore albanese, direttore della rivista "Perpjekia", riceverà, nella Sala Vergineo del Museo del Sannio, il Premio Braille per la sua produzione letteraria e per il suo impegno in favore delle libertà fondamentali. Un nome, il suo, che apre le porte a una collaborazione internazionale tra autori e promotori dell’iniziativa. Nella foto, secondo da destra, Dario D'Auria Si deve certamente all’impegno di Dario D’Auria aver saputo dare voce ai diritti dei non vedenti, coinvolgendo in un Premio – che cresce sempre di più - realtà diverse ed eterogenee. Lubonja, fisico nato a Tirana nel 1941, si è fatto portavoce delle classi albanesi emarginate e delle vittime dei soprusi dei poteri forti, scontando col carcere (ben diciassette anni) il coraggio dimostrato attrave...

Gli 'altri'

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L'imbarazzo dell'artigiano che vende in un vicolo del Chiado le sue porcellane. Tutto misero: le mura scrostate, il legno marcio degli scaffali, l'odore penetrante di muffa. D'impulso, decidere di comprare qualcosa per non andare via a mani vuote: la bellezza a poco prezzo, giusto quel che serve a sopravvivere alla miseria.  Il mio sguardo incrocia il tuo, piccola mia, nel disagio di saperci tanto simili nella compassione.  Di cosa si tratta? E' questo, forse, l'uso del mondo, e la sua ingiustizia, e la sua bellezza, nonostante tutto.

Luca Gamberini, "Enciclopedia del far niente", una recensione

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"Mi contraddistingue una smisurata passione per il disinteresse a qualsiasi forma di ambizione", scrive Luca Gamberini nell'esergo alla sua ultima opera poetica, edita da 96, rue de La Fontaine , ed intitolata "Enciclopedia del far niente".  In questi versi, pieni di struggimento, straniamento, amore e disamore, appare la vocazione certa dell'autore verso un 'oltre'. Un oltre che si ponga quale argine alle meschinità quotidiane, allo sgomitare per stare al mondo, contro un 'io' che consuma e che mente. Il "far niente" di Luca  è certamente resistenza, ricerca profonda di senso, proprio nell'istante in cui pare rinunciarvi. Ma le poesie di Gamberini sono anche poesie d'amore. Verso la vita, verso la natura, verso l'essenza stessa della realtà. Realtà che, infatti, il poeta non nega, ma anzi indaga con una curiosità pura e disincantata al tempo stesso: "Ti ho seguita ovunque come un cane meticcio per ...

Estranei

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Rivedo la strada, così come mi appariva al mattino presto, in quel quartiere la cui estraneità era solo lo specchio della nostra, rivedo l'imbarazzo e la cortesia untuosa di un uomo che prepara il caffè alla donna con cui ha passato la notte, una donna più giovane di lui, che rincorre per le scale solo per dirle: "Hai dimenticato i tuoi orecchini sul comodino".