Post

Costa brava in sette giorni: cosa vedere

Immagine
Una settimana in Costa Brava, con l'idea di  evitare i luoghi troppo frequentati, i locali alla moda e le spiagge prese d'assalto dai turisti.  Partiamo con un piccolo bagaglio a mano e tanta curiosità. Abbiamo scelto un'auto con navigatore e ci siamo muniti di cartina e di qualche buona lettura per consolidare i nostri percorsi. Abbiamo voglia di scoprire i luoghi dove visse Salvador Dalì e dove la gioventù hippy, negli anni '60, andava a vivere seguendo ritmi lenti e trasgressivi... Dunque si parte, è giugno ed ancora pare non sia scoppiato il grande caldo, neppure in terra iberica... GIRONA (sabato e domenica)   - La base di partenza è stata Barcellona, dopo un volo da Napoli di quasi due ore. Da lì, fittata un'automobile, siamo partiti alla volta di Girona:  circa 102 km di autostrada, poco più di un'ora e mezza di percorrenza senza buche, con l'unico inconveniente dei pedaggi autostradali che, contrariamente al resto della Spagna, i...

Premio Benevento Braille 2018 a Fatos Lubonja

Immagine
Ospite della terza Edizione del Premio Benevento Braille , lo scrittore ed attivista Fatos Lubonja sarà nel capoluogo sannita il prossimo 21 giugno , data del solstizio d’estate. L’importante scrittore albanese, direttore della rivista "Perpjekia", riceverà, nella Sala Vergineo del Museo del Sannio, il Premio Braille per la sua produzione letteraria e per il suo impegno in favore delle libertà fondamentali. Un nome, il suo, che apre le porte a una collaborazione internazionale tra autori e promotori dell’iniziativa. Nella foto, secondo da destra, Dario D'Auria Si deve certamente all’impegno di Dario D’Auria aver saputo dare voce ai diritti dei non vedenti, coinvolgendo in un Premio – che cresce sempre di più - realtà diverse ed eterogenee. Lubonja, fisico nato a Tirana nel 1941, si è fatto portavoce delle classi albanesi emarginate e delle vittime dei soprusi dei poteri forti, scontando col carcere (ben diciassette anni) il coraggio dimostrato attrave...

Gli 'altri'

Immagine
L'imbarazzo dell'artigiano che vende in un vicolo del Chiado le sue porcellane. Tutto misero: le mura scrostate, il legno marcio degli scaffali, l'odore penetrante di muffa. D'impulso, decidere di comprare qualcosa per non andare via a mani vuote: la bellezza a poco prezzo, giusto quel che serve a sopravvivere alla miseria.  Il mio sguardo incrocia il tuo, piccola mia, nel disagio di saperci tanto simili nella compassione.  Di cosa si tratta? E' questo, forse, l'uso del mondo, e la sua ingiustizia, e la sua bellezza, nonostante tutto.

Luca Gamberini, "Enciclopedia del far niente", una recensione

Immagine
"Mi contraddistingue una smisurata passione per il disinteresse a qualsiasi forma di ambizione", scrive Luca Gamberini nell'esergo alla sua ultima opera poetica, edita da 96, rue de La Fontaine , ed intitolata "Enciclopedia del far niente".  In questi versi, pieni di struggimento, straniamento, amore e disamore, appare la vocazione certa dell'autore verso un 'oltre'. Un oltre che si ponga quale argine alle meschinità quotidiane, allo sgomitare per stare al mondo, contro un 'io' che consuma e che mente. Il "far niente" di Luca  è certamente resistenza, ricerca profonda di senso, proprio nell'istante in cui pare rinunciarvi. Ma le poesie di Gamberini sono anche poesie d'amore. Verso la vita, verso la natura, verso l'essenza stessa della realtà. Realtà che, infatti, il poeta non nega, ma anzi indaga con una curiosità pura e disincantata al tempo stesso: "Ti ho seguita ovunque come un cane meticcio per ...

Estranei

Immagine
Rivedo la strada, così come mi appariva al mattino presto, in quel quartiere la cui estraneità era solo lo specchio della nostra, rivedo l'imbarazzo e la cortesia untuosa di un uomo che prepara il caffè alla donna con cui ha passato la notte, una donna più giovane di lui, che rincorre per le scale solo per dirle: "Hai dimenticato i tuoi orecchini sul comodino".

I giorni di festa

Immagine
I giorni di festa. Le Pasque, i Natali, talvolta confusi tra di loro, processioni di immagini, echi di risate, brani di frasi che fanno parte della retorica dello stare al mondo, facce, smorfie, lineamenti che il tempo ha modellato, cancellato, che continua a cancellare, a modificare. Questi giorni sono isole senza contesto in cui imprigiono qualche dato che ha a che fare con me stessa, con la mia vita, con le persone che ne fanno parte, incastonate come in un gioiello: il sorriso dei figli, l'aria dicembrina, le luci colorate, le mani di mia madre poggiate con grazia sui braccioli della poltrona. 

Lisboa, mio amore

Immagine
Vista dall'Elevator de Santa Justa @copyright Tullia Bartolini  Della Lisbona di circa vent'anni fa ricordo soprattutto l'odore di cipolle fritte tra i vicoli del Rossio, un odore oggi scomparso, assieme alla voragine del palazzo distrutto da un incendio in Rua Garrett. Lisbona, nel 1994, venne scelta come capitale della cultura europea e sembrava scalpitare, voler uscire dall'isolamento esotico in cui la si immaginava, anche in virtù del suo nome, pronunciato con  la 'esse' arrotondata.  Me ne innamorai perdutamente. Era il mio primo vero viaggio con A., l'estate atlantica inondava il cielo di luce e l'azzurro costringeva ad alzare gli occhi oltre le guglie e i pinnacoli delle costruzioni manueline, ben piu in alto dei palazzi dell'Avenida. Oggi ho ritrovato una Lisbona più vivace, meno ritrosa, fascinosa ma più europea, omologata, nei negozi come nei locali, ad altre mete conosciute. Conservo ancora le foto di quel viagg...