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Gli 'altri'

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L'imbarazzo dell'artigiano che vende in un vicolo del Chiado le sue porcellane. Tutto misero: le mura scrostate, il legno marcio degli scaffali, l'odore penetrante di muffa. D'impulso, decidere di comprare qualcosa per non andare via a mani vuote: la bellezza a poco prezzo, giusto quel che serve a sopravvivere alla miseria.  Il mio sguardo incrocia il tuo, piccola mia, nel disagio di saperci tanto simili nella compassione.  Di cosa si tratta? E' questo, forse, l'uso del mondo, e la sua ingiustizia, e la sua bellezza, nonostante tutto.

Luca Gamberini, "Enciclopedia del far niente", una recensione

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"Mi contraddistingue una smisurata passione per il disinteresse a qualsiasi forma di ambizione", scrive Luca Gamberini nell'esergo alla sua ultima opera poetica, edita da 96, rue de La Fontaine , ed intitolata "Enciclopedia del far niente".  In questi versi, pieni di struggimento, straniamento, amore e disamore, appare la vocazione certa dell'autore verso un 'oltre'. Un oltre che si ponga quale argine alle meschinità quotidiane, allo sgomitare per stare al mondo, contro un 'io' che consuma e che mente. Il "far niente" di Luca  è certamente resistenza, ricerca profonda di senso, proprio nell'istante in cui pare rinunciarvi. Ma le poesie di Gamberini sono anche poesie d'amore. Verso la vita, verso la natura, verso l'essenza stessa della realtà. Realtà che, infatti, il poeta non nega, ma anzi indaga con una curiosità pura e disincantata al tempo stesso: "Ti ho seguita ovunque come un cane meticcio per ...

Estranei

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Rivedo la strada, così come mi appariva al mattino presto, in quel quartiere la cui estraneità era solo lo specchio della nostra, rivedo l'imbarazzo e la cortesia untuosa di un uomo che prepara il caffè alla donna con cui ha passato la notte, una donna più giovane di lui, che rincorre per le scale solo per dirle: "Hai dimenticato i tuoi orecchini sul comodino".

I giorni di festa

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I giorni di festa. Le Pasque, i Natali, talvolta confusi tra di loro, processioni di immagini, echi di risate, brani di frasi che fanno parte della retorica dello stare al mondo, facce, smorfie, lineamenti che il tempo ha modellato, cancellato, che continua a cancellare, a modificare. Questi giorni sono isole senza contesto in cui imprigiono qualche dato che ha a che fare con me stessa, con la mia vita, con le persone che ne fanno parte, incastonate come in un gioiello: il sorriso dei figli, l'aria dicembrina, le luci colorate, le mani di mia madre poggiate con grazia sui braccioli della poltrona. 

Lisboa, mio amore

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Vista dall'Elevator de Santa Justa @copyright Tullia Bartolini  Della Lisbona di circa vent'anni fa ricordo soprattutto l'odore di cipolle fritte tra i vicoli del Rossio, un odore oggi scomparso, assieme alla voragine del palazzo distrutto da un incendio in Rua Garrett. Lisbona, nel 1994, venne scelta come capitale della cultura europea e sembrava scalpitare, voler uscire dall'isolamento esotico in cui la si immaginava, anche in virtù del suo nome, pronunciato con  la 'esse' arrotondata.  Me ne innamorai perdutamente. Era il mio primo vero viaggio con A., l'estate atlantica inondava il cielo di luce e l'azzurro costringeva ad alzare gli occhi oltre le guglie e i pinnacoli delle costruzioni manueline, ben piu in alto dei palazzi dell'Avenida. Oggi ho ritrovato una Lisbona più vivace, meno ritrosa, fascinosa ma più europea, omologata, nei negozi come nei locali, ad altre mete conosciute. Conservo ancora le foto di quel viagg...

La Valletta (Malta) - cosa vedere in pochi giorni

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P ochi giorni per un viaggio lampo ... e la scelta cade su Malta. La Valletta  ( capitale della cultura europea per il 2018 ) si raggiunge dopo un volo di novanta minuti da Roma. In mezz'ora dall'aeroporto, percorrendo strade intasate dal traffico, tra semafori lampeggianti, in un continuum di case, piccoli capannoni, rimesse, officine, si giunge nella capitale. Il taxi ci lascia davanti all'Auberge di Siviglia, in una piazza che è già un piccolo incanto. Percorriamo la strada pedonale che porta all'albergo e passiamo dinanzi al palazzo che ospitò l'ingrato  Napoleone Bonaparte. Qui a La Valletta le vie hanno quasi tutte nomi inglesi: Old Bakery Street , Republic Street . Ma si sente ovunque odore di cumino e molti visi portano le tracce di un passato fatto di invasioni, colonizzazioni e coesistenze avvenute attraverso i secoli. I tratti somatici degli abitanti  dell'isola potrebbero essere simili ai nostri, ma anche a quelli inglesi, o magari arabi. Il l...

Napoli

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@Mario Spada Passano le voci nei vicoli, tra i panni stesi e i clacson. Non mi fido di nessuno e sono abbagliata da tutti, dalle voci che si arrotolano ed escono da bocche sdentate, vomitate da visi smunti, dalle labbra di donne oscene, lo smalto rosso brillante, la pelle urticata. Dove vado, dico, persa nella fila indiana che attraversa Via Marina, di fronte a me il Maschio sgranato di grigio nel cielo fosco, imponente come una menzogna - dove vado, il tempo non mi basterà per vedere tutto, con questa smania di voler capire cosa nasconde ogni vita, nel fondo cupo degli occhi, nelle parole che cadono come frutti vuoti. Le frasi che tradiscono dolorose aspettative, i canti di sirena che illudono l'esistenza e la fanno impavida come non sa essere.