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Iv Sor (cartoline dalla Cambogia)

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L'ampia volta ha la forma di una "V" rovesciata e si apre verso l'esterno. Da quel varco si spande una luce accecante, sfuggita all'intrico dei rami. Albeggia e il sole già fende coi suoi raggi la nebbia del mattino, allungando a dismisura le ombre sul terreno.  Sor è un uomo di circa cinquant'anni, ha un corpo esile e un viso dalla pelle bruna. Sta curvo, seduto sul dorso dell'elefante, ne conta meccanicamente i passi, pare un suo prolungamento. Entrambi sembrano accecati dall'abbaglio. L'uomo mastica e sputa. Tra poco, magnifiche, le pietre del Bayon si staglieranno all'orizzonte, appena sfiorate dal tempo. Subito dietro all'alto muro invaso dal muschio color smeraldo appariranno i volti immobili, col loro freddo sorriso, i nasi tagliati come diamanti. L'uomo ama quei visi imperscrutabili sin da quando, bambino, sentiva suo padre narrare i miti della foresta e dei sacrifici umani in onore degli dei. Lo preparava a quello che sarebb...

Verehia, l' associazione che promuove cultura e bellezza nel Sannio

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Ci sono realtà in cammino che sorprendono. Nel corso della manifestazione "Benevento longobarda", all'inizio della scorsa estate, mi sono imbattuta in ragazzi competenti, preparati, seri, che mi hanno guidata  alla scoperta di una Benevento inusitata e arcana. Un viaggio che mi ha davvero stupita e che consiglio a chiunque ritenga di voler approfondire la storia di una città tanto antica e fascinosa come la nostra. "Verehia" ( www.verehia.it ) è un'associazione che lascia ben sperare sul futuro di Benevento,  dopo tanta stasi culturale. Ho rivolto qualche domanda ad Anthonyla Bosco, membro dell' associazione, figura sensibile, bella. Il futuro non è così oscuro, mi sono detta... Nella foto, Anthonyla Bosco Quando nasce Verehia e da dove questo nome ? Verehia nasce ufficialmente nel maggio del 2012 dalla volontà di alcuni giovani beneventani di mettere a disposizione le proprie competenze per favorire la rinascita e lo sviluppo della ...

Vanni Miele, un musicista eclettico (e, soprattutto, un amico)

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A Vanni mi lega una lunga amicizia, basata su interessi comuni, empatia, stima immutata. È un musicista eclettico, una persona misurata e intelligente a cui voglio un gran bene. Abbiamo messo in piedi, assieme, spettacoli multisensoriali e sperimentato percorsi artistici innovativi. Per un lungo periodo abbiamo fatto coppia fissa in progetti dedicati al teatro e alla commistione tra immagini, suoni e parole. Ho voluto dedicargli un'intervista che meditavo da tempo e che ha a che fare con il percorso che lo riguarda, quello fatto finora ma anche i progetti futuri, e con la libertà che il cammino creativo richiede. Parlaci dei tuoi inizi. "Sin da piccolo sono stato attratto dal suono. Ho sempre giocato con il suono. L’ho imitato, dapprima semplicemente, come può fare un bambino, poi l’ho registrato e in seguito ho cominciato a metterlo in relazione con altri suoni, con l’ambiente e con il movimento. Studiare musica ha rafforzato questo mio interesse. Ho constata...

"Minchia di mare", il nuovo romanzo di Arturo Belluardo

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Conosco Arturo Belluardo dagli anni dell'Università. Lui, un brillante studente di economia, io una smarrita matricola iscritta alla facoltà di giurisprudenza, 'anima vagula blandula' , come si divertiva a chiamarmi lui, persa com'ero nei meandri della L.u.i.s.s. E' prossimo all'uscita il suo "Minchia di mare" (Elliot Editore) che, a breve, avrò il piacere di leggere. Gli ho rivolto qualche domanda, per questo filo tra di noi che non si è mai interrotto, fatto di scambi di libri, lunghe telefonate, incontri nei vicoli di Napoli (ricordi, caro Arturo, com'erano piccoli i nostri ragazzi?). Abbiamo in comune molte cose, io e Arturo. Lui vive nella capitale e scrive da sempre. E' arrivato il momento di confrontarci su questo. Come nasce la passione per la scrittura, in un bancario come te?  La mia passione per le storie, siano esse scritte, disegnate o filmate, nasce da prima che iniziassi a lavorare, quindi la banca c...

Lettere

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Ho ritrovato, a casa di mia madre, un pacco di vecche lettere indirizzate a me e mai spedite. Sulla busta c'era scritto: "A mia figlia, parole vane ". Insomma, non ero e non sono stata la figlia che mia madre avrebbe voluto. Mi è accaduto tardi di ribellarmi ai suoi desideri, anche se questa necessità si è palesata sempre , in me, esplodendo d'improvviso e facendo non poche vittime.  Acqua passata, direbbe qualcuno. Eppure, il ritrovamento di queste lettere ha riaperto la ferita, mostrato la perenne necessità - che resta - di decifrare i segni per non farci distruggere. Le madri (e i padri) sono cicatrici, primi mondi che ci condizionano per sempre. Riuscire a capire quale meccanismo ci ha incastrati fin dalla nascita non salva dalla caduta. Ma è la caduta che ci salva , è l'errore che ci traghetta verso la nostra vita più autentica. E anche dopo, nel rialzarci, resta questa zoppìa d'aver compreso e pure la fierezza di aver saputo scartare che, però, n...

L.A.

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Si scrive per amore verso la parola. Si scrive perché si ha la possibilità, così, di incontrare persone uniche. Sono una donna fortunata. ... Carissima Tullia, in tutto questo tempo, tra l'altro, ho finalmente letto "Amata nobis" e sono rimasto colpito dalla tua capacità narrativa, dalla scrittura, dal governo della e sulla parola. Un resoconto inventato e tuttavia così reale, asciutto ma non arido, con atmosfere e visioni che potrebbero certamente trovare casa in Teatro, se non addirittura al Cinema. Sono felicemente compiaciuto e me ne rallegro. Spero tu sia alle prese con un'altra storia perché (ma non debbo dirtelo io, lo sai bene da te) non è dato a tutti di abitare la città delle Idee . Tu sì. A mio sommessissimo parere, tu sì.  E ciò mi consola ... e mi conforta il sapere d'averti conosciuta. E sono contento che Roberto ti sia vicino in questo viaggio. Gli fa onore. Ora mi sento un po' meglio; aver condiviso con te qualche parola intorno a...

"Amata nobis" in braille

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Il mio "Amata nobis" è ora anche in scrittura Braille. Grazie a Dario D'Auria, a Pasquale, Iris, Simona, a tutti gli amici che mi hanno accompagnata in questo percorso. Il mondo degli ipo-vedenti è fatto di suoni, colori, di un'insospettabile gioia di vivere . E' un onore essere stata con loro, aver interagito col loro universo. Bellezza Orsini era una cuciniera, vedova, considerata invisibile e costretta ai margini per la sua diversità. Sarebbe stata davvero contenta di questi incontri meravigliosi . http://www.ntr24.tv/2016/12/19/premio-letterario-benevento-braille-la-consegna-del-testo-vincitore-allunione-italiana-ciechi-ed-ipovedenti/