Nell'ultimo romanzo di Dacia Maraini, "Chiara d'Assisi-Elogio della disobbedienza ", edito da Rizzoli, c'è una Chiara che cammina scalza, d'inverno come d'estate, a passi svelti, i piedi piagati, percorrendo le stanze del convento di San Damiano. E' irrequieta, eppure irresoluta. Bella, ma non sembra curarsene. Questa Chiara, ragazza di buona famiglia, abituata alle sete e alle gemme, ha tagliato i capelli e ha iniziato a disobbedire : alla sua famiglia, a chi aveva già deciso per lei un destino di agiatezza. Per giunta, come se non bastasse, ha fondato un ordine che ha, come voto fondamentale, quello della povertà . Poi, ad appena trent'anni, di cui già molti passati in convento, smette di camminare, in preda a una malattia misteriosa. Lei, così avventurosa, coraggiosa, che avrebbe voluto raggiungere le porte dell'Africa e predicare il Verbo, ha obbedito alla chiamata di Gesù, alla regola e al volere di Francesco. Che il suo male...