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Un articolo di Elide Apice sul mio 'Amata nobis' - presentazione del 20 novembre u.s.

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Un momento della serata del 20 novembre scorso. Da sinistra: Alice Costantino, Luisa Ventorino, Loredana La Peccerella ed io. E’ un libro su Bellezza Orsini, è un libro magico e suggestivo, è “Amata nobis” (Giovane Holden dizioni) scritto da Tullia Bartolini, da sempre affascinata dal personaggio. La presentazione, questa sera, a La Fagianella, nell’ambito degli incontri culturali. All’incontro condotto da Loredana La Peccerella hanno partecipato oltre l’autrice, Luisa Ventorino e la giovane lettrice Alice. Un libro suggestivo che restituisce emozioni antiche, che parte da una narrazione legata alla figura di Bellezza Orsini “che ho immaginato più giovane di quanto, all’incirca sessantenne, fu sottoposta a processo”. Alla figura della protagonista e dei tanti personaggi reali, l’autrice ha voluto aggiungere personaggi e storie di fantasia, tutti, però, basati su un attento studio di quel processo e dalla profonda lettura delle testimonianze storiche. “Da sempre la mia mente gi...

Forse

Forse, smetterla di star curva nelle spalle. Annotare tutto ciò che scuote, o che fa tremare. Non dare per scontato nessun brivido. Ammettere la lentezza, come una nuova conquista. Darsi la possibilità di un perdono.

Conversazioni

"Nelle conversazioni private, di fronte a fatti enormi e violenti, prevale, sul sacro dubbio, il 'luogo comune'. In realtà, il dubbio ha un peso specifico che si fa fatica a sopportare. Nei nostri giudizi sul mondo - e su ciò che nel mondo accade - applichiamo sempre ciò che applicheremmo nel privato: il senso di un malinteso molto beninteso".

Amata nobis

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P.P.P.

Dacia Maraini: "Ti fanno soffrire di più gli amici o i nemici?".  P.P.Pasolini: "Soffro delle cose oggettive, come le denunce, le calunnie, gli impedimenti al mio lavoro. Le persone che mi stanno a cuore non mi fanno soffrire".

Marguerite e Grace

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La incontrò che aveva superato da poco la trentina e non era ancora così famosa. Lei, Grace Frick, appariva ossuta, spigolosa. Marguerite aveva invece ereditato da suo padre le grandi labbra, le guance morbide. Con Grace abdicò alla passione. Si accucciò dentro la gelosia di lei e mise mano a 'Fuochi', forse il suo libro più intenso, ispirato all'amore per un omosessuale che aveva frequentato e che adorava la sua mente, pur trovandola 'brutta'. Pellegrina e straniera, con Grace affrontò molti viaggi e approdò in America. Si finse libera tutta la vita, ma non lo fu mai: piuttosto, era terrorizzata dalla solitudine. Grace tradusse i suoi scritti in inglese; fu la sua miglior amica, la sua amante, la sua consigliera. Gentilissima, discreta, consapevole del talento di Marguerite, fu soprattutto la sua ombra, per ben quarant'anni. Sapevano, assieme, classificare le piante, riconoscere il suono degli uccelli. Mount Desert fu un mondo privato, dove solo lo...

"Percorsi", di Nadia Marino: una recensione.

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        Fedele all'idea che l'arte debba rompere come una scure il ghiaccio che abbiamo sul cuore (per dirla con Kafka) e che, dal basso, debba trovare la sua ispirazione e diffusione, mi sono avvicinata a "Percorsi ", un romanzo di Nadia Marino, pubblicato nel 1998 per i tipi di ' oppure' . Datato? Per niente. Anzi, attualissimo nella trama: è incentrato sul dialogo tra un immigrato e una donna, non più giovane ma neppure vecchissima, che si mettono a nudo, notte dopo notte, incontro dopo incontro. E se fossero, i due, metafore della situazione attuale, la vecchia Europa e il nuovo che avanza, dolorosamente, a piedi nudi, in cerca di una possibile salvezza? "Lui era un cosiddetto immigrato, stanco di essere chiamato con questo appellativo, quando riusciva a non beccarsi quello di extracomunitario, terzomondiale, o a non entrare nelle cifre delle statistiche che chiamavano quelli come lui 'l'invasione' o 'l'esercito...