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Processo al Sig.K.

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Magistrato nelle corti internazionali ed esperto di diritto, Antonio Cassese era anche uno studioso del grande scrittore ceco. Ora i suoi appunti e diari diventano un libro. Eccone un estratto: “Imputato Kafka, lei è buono Io la assolvo dal senso di colpa” Il Processo di Kafka è la storia, si sa, di un impiegato di banca che una mattina viene arrestato da due rappresentanti della legge, che non sanno dirgli di cosa è accusato né chi lo processerà. Egli rimane a piede libero per subire un processo davanti ad autorità sconosciute e irraggiungibili. Il libro descrive i suoi sforzi per capire di quali colpe è accusato e per difendersi in qualche modo, avvicinando diverse persone variamente legate alla legge. Alla fine, senza essere mai trascinato in giudizio davanti ad un tribunale, viene prelevato a casa sua da altri due rappresentanti della legge, portato in una cava abbandonata e triste e ucciso con «un lungo coltello da macellaio affilato da tutte e due le parti». Tutto il ro...

La distanza

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"Ergetevi insieme ma non troppo vicini; poi che il tempio ha colonne distanti e la quercia e il cipresso non crescono l'una all'ombra dell'altro". Gibran

“A uno a uno le fil cuntavano”: la leggenda delle streghe nel Sannio

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La leggenda delle streghe nacque e si sviluppò nel nord Europa soprattutto dopo la pubblicazione del Malleus Maleficarum, letteralmente il ‘martello delle streghe’, il manuale anti-stregoneria per eccellenza, che mirava a colpire donne e uomini in grado di praticare la magia nera. Anche in Italia il fenomeno prese piede: il clima di demonomania vide vittime soprattutto le donne e i loro saperi: siamo nel 1300, è del 1340 il primo rogo per stregoneria.  Chi non conosce la leggenda delle streghe beneventane? Essa si incardina lungo un lunghissimo asse temporale che vede protagoniste queste dominae nocturnae, legate a doppio filo alla notte (il termine strega deriva infatti da strix, uccello notturno) e ai suoi misteri. Erano conoscitrici di erbe e spesso capaci più dei medici ufficiali (tutti uomini, naturalmente) di curare i malanni. Venivano chiamare janare, dal termine latino ‘janua’, che, tradotto, vuol dire ‘porta’. Era appunto dinanzi alla porta di casa che veniva colloc...

Liuba Scudieri: Tre donne al mare - Stasera a Benevento, presso il Centro Sociale Depistaggio, ore 20,00

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"Quella cosa incredibile da farsi per una ragazza, attraversare il mare e passare dal vecchio al nuovo mondo per raggiungere colui che ama: quella cosa io la farò".  Da "Adele H." di Francois Truffaut TRE DONNE AL MARE scritto e raccontato da Liuba Scudieri - musiche originali di Davide Chimenti- video e sito internet : Christine Fassanaro - grafica e fotografie : Caroline Herard - costumi: Nina Langhammer. "Scrivere di donne, seguendo percorsi di vite difficili, ascoltandone a lungo i racconti, comprendendo i motivi dei loro sogni e dei loro errori. Liuba Scudieri, napoletana che vive da anni a Marsiglia, narratrice e archeologa, presenta "Tre donne al mare", di cui è autrice e unica protagonista. Uno spettacolo sulla migrazione, tema forte soprattutto se vissuto e raccontato da chi si scontra oggi con la dura cronaca (....). ' Porto così in scena, dopo averle incontrate e aver parlato a lungo con loro, la storia di Giuseppina, donn...

Francesca Spada o della disillusione di partito

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Sulla porta di casa sua figlia l’ha inseguita e le ha stretto le gambe all’altezza delle cosce. I bambini sentono sempre ciò che sta per accadere. Ora sale verso i Camaldoli, lungo i tornanti trafficati. Lancia uno sguardo ai muretti a secco invasi dalle erbacce, alle scritte che inneggiano all’amore libero. La conosce: è la sua Napoli in disuso, stanca come una vecchia in pantofole. Francesca guarda ogni cosa come se non la riguardasse più. E’ bella ancora, la ruga tra le sopracciglia non appesantisce il suo sguardo, curioso come quello di un bambino. Fa caldo, nonostante l'estate sia ancora lontana. E’ un giorno di ricorrenze e giaculatorie nelle chiese. Sente le mani incollate al volante. Sudano come quelle di sua figlia quando gliele ha strette sulla porta di casa dicendole: Torna subito . Un ragazzo in motorino le taglia la strada, tra le labbra gli penzola una sigaretta, frena bruscamente e  alza le mani in segno di scusa. Il rumore stridulo della frenata la ripo...

Hannah Arendt e Martin Heidegger: un amore a senso unico

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Appare difficile immaginare Hannah Arendt tra le braccia di Martin Heidegger. Innanzitutto per la differenza di età che c'era tra di loro;  poi perché il filosofo non era quel che si dice 'un uomo attraente'. Era, però, il suo professore all’università, navigato amatore di donne, che seduceva per vanità e per celia. Le propose subito un rapporto ben congegnato, fatto di incontri clandestini nell’appartamento dove la ragazza viveva, perché lui era sposato e sua moglie (che, nelle lettere pervenuteci, a lei indirizzate, chiamava ‘amata mia’ ), non aveva un carattere facile.  Hannah era un ragazza dagli occhi malinconici e intensi, che non passava inosservata: precoce e intelligente, metteva in soggezione chiunque la conoscesse. Eppure sedurla, da parte del navigato professore, non fu difficile. Heidegger aveva trentacinque anni e manifestò sin da allora, e proprio nei confronti di Hannah, il tratto più caratteristico della sua personalità: amava esercitare un potere ...

Per gentile concessione di Angelo Imbriani - La Shoah e la memoria

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Chi non ricorda la propria storia è destinato a riviverla [di Angelo Imbriani] In questi giorni esce un libro di Elena Loewenthal, una scrittrice italiana ed ebrea, che si intitola Contro il giorno della memoria. La Loewenthal spiega così questo suo volume: il giorno della Memoria è figlio delle istituzioni che lo hanno ideato ed è un figlio che assomiglia in tutto ai genitori: è noioso, è ricattatorio, è retorico, cerca lo spettacolo, bada all’”immagine”. Sarò sincero: condivido pienamente queste parole e se sono qui è solo perché penso che si possa e che si debba vivere in ben altro modo, specie nelle scuole, questa giornata. E mi sforzerò, per quanto mi riesce, di dare un contributo in tal senso. Certo, il motivo che ha portato a istituire questa celebrazione non si può non condividere: dobbiamo impegnarci affinché quel crimine, quell’orrore non si verifichi mai più. E perché questo mai più si avveri noi dobbiamo conservare e coltivare la memoria. “Coloro che non ricordano la ...