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Francesca Spada o della disillusione di partito

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Sulla porta di casa sua figlia l’ha inseguita e le ha stretto le gambe all’altezza delle cosce. I bambini sentono sempre ciò che sta per accadere. Ora sale verso i Camaldoli, lungo i tornanti trafficati. Lancia uno sguardo ai muretti a secco invasi dalle erbacce, alle scritte che inneggiano all’amore libero. La conosce: è la sua Napoli in disuso, stanca come una vecchia in pantofole. Francesca guarda ogni cosa come se non la riguardasse più. E’ bella ancora, la ruga tra le sopracciglia non appesantisce il suo sguardo, curioso come quello di un bambino. Fa caldo, nonostante l'estate sia ancora lontana. E’ un giorno di ricorrenze e giaculatorie nelle chiese. Sente le mani incollate al volante. Sudano come quelle di sua figlia quando gliele ha strette sulla porta di casa dicendole: Torna subito . Un ragazzo in motorino le taglia la strada, tra le labbra gli penzola una sigaretta, frena bruscamente e  alza le mani in segno di scusa. Il rumore stridulo della frenata la ripo...

Hannah Arendt e Martin Heidegger: un amore a senso unico

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Appare difficile immaginare Hannah Arendt tra le braccia di Martin Heidegger. Innanzitutto per la differenza di età che c'era tra di loro;  poi perché il filosofo non era quel che si dice 'un uomo attraente'. Era, però, il suo professore all’università, navigato amatore di donne, che seduceva per vanità e per celia. Le propose subito un rapporto ben congegnato, fatto di incontri clandestini nell’appartamento dove la ragazza viveva, perché lui era sposato e sua moglie (che, nelle lettere pervenuteci, a lei indirizzate, chiamava ‘amata mia’ ), non aveva un carattere facile.  Hannah era un ragazza dagli occhi malinconici e intensi, che non passava inosservata: precoce e intelligente, metteva in soggezione chiunque la conoscesse. Eppure sedurla, da parte del navigato professore, non fu difficile. Heidegger aveva trentacinque anni e manifestò sin da allora, e proprio nei confronti di Hannah, il tratto più caratteristico della sua personalità: amava esercitare un potere ...

Per gentile concessione di Angelo Imbriani - La Shoah e la memoria

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Chi non ricorda la propria storia è destinato a riviverla [di Angelo Imbriani] In questi giorni esce un libro di Elena Loewenthal, una scrittrice italiana ed ebrea, che si intitola Contro il giorno della memoria. La Loewenthal spiega così questo suo volume: il giorno della Memoria è figlio delle istituzioni che lo hanno ideato ed è un figlio che assomiglia in tutto ai genitori: è noioso, è ricattatorio, è retorico, cerca lo spettacolo, bada all’”immagine”. Sarò sincero: condivido pienamente queste parole e se sono qui è solo perché penso che si possa e che si debba vivere in ben altro modo, specie nelle scuole, questa giornata. E mi sforzerò, per quanto mi riesce, di dare un contributo in tal senso. Certo, il motivo che ha portato a istituire questa celebrazione non si può non condividere: dobbiamo impegnarci affinché quel crimine, quell’orrore non si verifichi mai più. E perché questo mai più si avveri noi dobbiamo conservare e coltivare la memoria. “Coloro che non ricordano la ...

L'Oasi dell'antica quercia - la pizzeria 'resistente'

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Ernesto Varricchio è una persona che ama sperimentare. Folgorato sulla via del lievito e della farina – come ama dire il suo amico Felice Simeone – ha cambiato vita e lavoro e ora gestisce una pizzeria. Che non è una cosa ‘qualunque’, ma un’attività che si fonda sulla passione, sulla qualità dei prodotti e sulla creatività. ‘L’Oasi dell’antica quercia’ è un ristorante-pizzeria che si trova a Benevento, in Contrada Epitaffio. Molta parte dell’arredo è opera di Ernesto, che ha una grande manualità e ama riciclare; anche il forno è stato creato da lui con una piastra rotante per cuocere le pizze alla giusta temperatura. Non finisce qui: i pomodori che usa vengono dalle pendici del Vesuvio; la mozzarella è di Agerola, così come sono selezionate tutte le materie prime adoperate: dalla zucca, alla pancia magra, al pistacchio di Bronte. La farina è di grano 100% italiano: macinata con un metodo simile a quella a pietra, quindi ricca di fibre naturali e di sali minerali, contribu...

Ishmael di Daniel Quinn

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"Il problema dell'essere umano è che non sa come deve vivere". "Ishmael", di Daniel Quinn, è un magnifico libro, di quelli che è bene definire 'imperdibili' perché capace di catturare emotivamente il lettore, guardando alle cose senza patetico, grazie soprattutto a una scrittura capace di arrivare al dunque. Si tratta senza dubbio di un romanzo visionario che parla del mondo, dell'ambiente e dell'Uomo. E che appare dolorosamente attuale, nonostante gli anni trascorsi dalla sua prima edizione: avanziamo a passi spediti verso il baratro, figli del progresso, incapaci di fermarci, dice Quinn. Dobbiamo ammettere, sottolinea l'autore, che Madre Cultura ci ha mentito ('Vale di più un caffè con un amico che tutti i libri che ho letto nella mia vita', recitava il novello Cristo del film di Olmi, 'Cento chiodi'), costringendoci in gabbie fatte di menzogne. Ci ha sradicati, consegnati al dio mercato. Ci ha voluti soli, sem...

Lentamente, la Cooperativa che crede nella disciplina della terra

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Ho conosciuto Donato De Marco nel corso di una lunga cena pre-natalizia organizzata nel dopo-gas, presso la libreria Masone di Benevento. Mi ha molto colpito il suo entusiasmo e la serietà dell'impegno che si è assunto, pur essendo tanto giovane. Durante l'incontro in libreria Donato ci ha parlato della Cooperativa 'Lentamente', da lui fondata assieme a un gruppo di amici. Credo fortemente che il futuro sia in questo tipo di progetti e nel recupero dei valori ad essi collegati. Mi torna spesso alla mente una canzone di Fossati, 'La disciplina della terra', che amo molto e che si adatta molto al caso. Così, ho rivolto a Donato alcune domande. Quando e come nasce l'idea di creare la Cooperativa? "Sono di Torrecuso. Mi occupo di agricoltura sociale da circa dieci anni, da quando, nel 2004, scrissi una tesi di laurea su questo argomento. Grazie a quella tesi sono poi diventato socio di una cooperativa agricola, Agricoltura Nuova di Roma, che, tra le pr...

La casa di Schiele

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Che Sara Cancellieri e Igor Verrilli abbiano dedicato la propria associazione al grande artista austriaco non ha fatto che aumentare l'ammirazione che ho per entrambi. Venerdì scorso, 13 dicembre, Igor e Sara sono stati ospiti d'onore a un'affollatissima cena-baratto organizzata presso la Libreria Masone, nella serata del dopo Gas. Un momento associativo di grande bellezza a cui partecipo da mesi con piacere, che consente uno scambio di cibo ed esperienze (di vita, poetiche, artistiche) spontaneo ed arricchente. E' stata una serata assai bella, spesa all'insegna della buona alimentazione ( locale e consumata in nome della filiera corta) e di un'arte che nasce e si sviluppa sul territorio. Igor, che ha vissuto diverso tempo a Termoli, è tornato nella sua città e, con 'La casa di Schiele' (https://www.facebook.com/lacasadischiele?ref=hl), la neonata associazione culturale, vuole rilanciare, attraverso mostre, workshop, corsi di pittura e scultura, un di...