Norimberga: fiabesca città della Franconia. Cosa vedere in due giorni.

Era da tempo che desideravamo visitare Norimberga

Una città dal nome evocativo, ricca di storia e di angoli suggestivi. Complice la neve - ma eravamo attrezzati con maglie termiche e moon boot - ci è parsa ancora più bella di come l'avevamo immaginata. Il termine giusto per definirla è: fiabesca. Purtroppo, non siamo riusciti a trovare voli diretti, così siamo atterrati a Monaco di Baviera e, da lì, abbiamo preso il treno che - in due ore e poco più - ci ha portati a destinazione. 

Eccoci dunque arrivati... 

                          🏨

L'hotel scelto - un ottimo NH - è a due passi dalla stazione e dal centro storico. Temperatura: -2/3 gradi, ma sopportabili.

Heilig Steig Spital





In serata, poco dopo il nostro arrivo, ceniamo all'Heilig-Geist-Spital: secoli fa era il più grande ospedale della città imperiale. Fu edificato nel 1339 e destinato alla cura di poveri e anziani, funzione che svolge ancora oggi; ospita anche l'omonimo, famoso ristorante. La taverna offre piatti tradizionali, salsicce a volontà e zuppe. Nulla di indimenticabile, ma vi si respira una bella atmosfera e la location, alquanto suggestiva, sorge sul fiume Pegnitz. 

Il giorno dopo partiamo alla scoperta della città, dirigendoci verso la Altstadt, lungo il miglio storico. C'è uno splendido sole e decidiamo di visitare la chiesa di San Lorenzo, a mio avviso la più bella di Norimberga: principale luogo di culto evangelico luterano, è in stile gotico e fu tra le prime, in Germania, ad aderire alla Riforma. Facciamo poi un salto alla Handwerkerhof, una stradina acciottolata, ricostruita con case tipiche a graticcio di epoca medieovale, botteghe di artigiani e negozietti che vendono prodotti locali. Una passeggiata breve, ma simpatica, con vista sulle antiche mura di Norimberga (Stadtmauer), che sono tra le più imponenti d'Europa (si estendono per circa 5 km): risalgono al 1400 e appaiono intervallate da torri e bastioni. 

Intanto, inizia a nevicare.

Chiesa di San Lorenzo, esterni

Chiesa di San Lorenzo





Il Castello Imperiale, Kaiserburg, fu eretto dai Conti Hohenzollern e le sue fondamenta risalgono all'anno 1000: è un edificio fortificato tra i più significativi del medioevo europeo. Purtroppo, come molti monumenti storici della città, fu colpito dai bombardamenti e ricostruito  secondo precisi modelli, ma in modo magistrale. Tutti gli imperatori del Sacro Romano Impero vi risiedettero; la torre merita una visita perché offre una vista meravigliosa sulla città. Durante il periodo nazista fu sede dei raduni annuali del partito, fino quasi a divenirne luogo simbolo, come tutta Norimberga, d'altronde. 

Pranziamo da Trodel Stuben: sembra di essere calati in una favola, l'arredo è tipico e molto particolare, con stufa a vista e oggetti di antiquariato. Si sta ben al caldo e il cibo - soprattutto la zuppa di gulash - è davvero ottimo. Vi torneremo anche il giorno dopo. Un buon espresso ci aspetta da Caffè Neef, ottima pasticceria in cui ci fermiamo senza saper resistere a un dolce al cioccolato - per andare, poi, a visitare Palazzo Fembo, dimora mercantile tardo-rinascimentale sopravvissuta ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Dapprima casa di un mercante olandese e poi, nel XVII secolo, di un facoltoso patrizio, oggi ospita l'interessante Museo Civico, con begli interni che riproducono gli arredi dell'epoca. 

Molto bella anche la limitrofa Hauptmarkt, la piazza principale della città, sulla quale sorge la chiesa di Nostra Signora, capolavoro gotico del 1400, col suo famoso orologio meccanico.

Trodel Stuben


Trodel stuben, interni

E' scesa la sera e ci è venuta fame: a poca distanza dal centro cerchiamo Zum Gulden Stern, probabilmente il ristorante di salsicce più antico nel mondo. Fortunatamente troviamo posto, mentre fuori la neve turbina. Leggo che vanta una lunga storia familiare e i piatti tipici della Franconia, prontamente  assaggiati, non deludono. Spalla di maiale, crauti, patate, stinco, salsicce a volontà, birra scura. I prezzi dei ristoranti di Norimberga sono spesso più bassi che in Romania, in Croazia, in Italia. Le birre medie artigianali costano 4,50 euro l'una e ci sono gallerie sotterranee, visitabili (Historische Felsengänge)   dove si  può bere in antichi birrifici. Le famiglie norimbergensi, sin dal XIV secolo, producevano e fermentavano in proprio birra nelle cantine di casa, poiché questa bevanda era considerata più sana dell'acqua, tanto che ne bevevano anche i bambini. Non abbiamo avuto il tempo di visitarle, ma il percorso inizia in Bergstrasse n. 19, dal lunedì al venerdì dalle 11,00 alle 17,00, mentre, di sabato e domenica, dalle 10,00 alle 17,00.




Caffé Neef


Il giorno successivo ci dirigiamo verso la Casa-museo di Albrecht Dürer, ai piedi del Castello. Una piccola salita ed ecco la dimora: alta quattro piani, ha una struttura a graticcio; fu abitazione - e luogo di lavoro - del famoso artista dal 1509 al 1528. Vi sono state ricostruite alcune stanze che mostrano le condizioni di vita dell'epoca, gli arredi e il mobilio; mi ha colpito la grande cucina al secondo piano, cuore della casa e regno di Agnes, moglie dell'artista, cui fu legata da un matrimonio combinato. Si narra che Dürer fosse omosessuale o bisessuale e forse per questo non ebbe figli. Da Wikipedia: "La loro relazione non fu generalmente felice, come indicano le lettere di Dürer in cui scherzava con Willibald Pirckheimer in toni estremamente duri sulla moglie. La chiamava "vecchia corvara" e faceva altre osservazioni volgari. Pirckheimer non fece mistero della sua antipatia per Agnes, descrivendola come una bisbetica avara dalla lingua amara, che contribuì alla morte di Dürer in giovane età. Un autore ritiene che Albrecht fosse bisessuale, se non omosessuale, a causa di diverse sue opere che contengono temi di desiderio omosessuale, nonché della natura intima della sua corrispondenza con alcuni amici maschi molto intimi".

Nel 1828, in occasione dei 300 anni dalla sua morte, la casa di Durer è stata trasformata in Museo; successivamente, è scampata ai bombardamenti per un puro caso. 


Agnes Durer, ritratta dal marito (1495)




Casa Museo di Durer, esterni

Più tardi raggiungiamo a piedi il Memoriale del processo di Norimberga. E' a circa 3,5 km dal centro e la sala 600 è visitabile. Il tempo di metterci seduti e un raggio di sole trafigge la stanza: non nego di essermi sentita un po' a disagio. Fa un certo effetto essere proprio lì dove furono processati, 80 anni fa, alcuni dei peggiori criminali nazisti. Il Museo annesso consente ai visitatori di comprendere bene i retroscena del famoso processo tenutosi nel Palazzo di Giustizia dall'autunno 1945 all'ottobre 1946.

Sala 600




Visitiamo il Germanisches Nationalmuseum ("Museo nazionale germanico", fondato nel 1852), nel primo pomeriggio. Espone una ricca collezione di oggetti e di quadri relativi alla cultura tedesca ed è considerato uno dei più importanti della Germania, con 1.200 pezzi relativi a varie epoche, incluso il paleolitico. Anche solo architettonicamente è un posto avveniristico e merita una visita di un paio d'ore. 

Ho raccolto, qui di sotto, alcune immagini della città di Norimberga. Sono di certo troppo "mediterranea" per viverci. Ma credo che le foto diano l'idea di quanto il luogo sia innegabilmente bello. 

Esterni del Museo 















Taverna Trodel Stuben

Zum Gulden Stern, la taverna più antica della città



Vista dalla Torre del Castello

Per chi volesse raggiungere questa splendida città, ricordo che la "Nurnberg Card" consente l'ingresso in tutti i musei cittadini - per 48 ore consecutive - al prezzo conveniente di circa 33,00 euro. La card si può comprare presso il Tourist Information, nei pressi della Stazione centrale. Noi non ne abbiamo usufruito, ma ritengo sia molto utile.

                         🇩🇪

Norimberga, distrutta dai bombardamenti durante il secondo conflitto mondiale, è stata ricostruita negli anni con pervicacia, in un mix di antico e moderno molto ben riuscito. Per certi aspetti, la sua architettura ricorda quella di Danzica. I colori, la luce, l'eleganza delle sue strade mi hanno davvero molto colpita. Il centro storico è completamente pedonalizzato, si gira facilmente a piedi e sorprende per la sua armoniosita'; si sviluppa su entrambe le rive del fiume, come fosse stato pensato in funzione dello scorrere dell'acqua, con rilassatezza. La città intera, in realtà, pare un luogo immaginato per essere 'a misura dei suoi abitanti'. Palazzi che non superano i tre piani,  arredo urbano affascinante. 
Risorta dopo l'orrore, su tremende macerie di sangue, luogo amato dai nazisti, che proprio a Norimberga radunavano folle oceaniche, è stato riedificato su un'idea di bellezza. E si vede. 





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