domenica 18 febbraio 2018

La Valletta (Malta) - cosa vedere in pochi giorni

Pochi giorni per un viaggio lampo ... e la scelta cade su Malta.

La Valletta (capitale della cultura europea per il 2018) si raggiunge dopo un volo di novanta minuti da Roma. In mezz'ora dall'aeroporto, percorrendo strade intasate dal traffico, da semafori lampeggianti, in un continuum di case, piccoli capannoni, rimesse, officine, si giunge nella capitale. Il taxi ci lascia davanti all'Auberge di Siviglia, in una piazza che è già un piccolo incanto. Percorriamo la strada pedonale che porta all'albergo e passiamo dinanzi al palazzo che ospitò l'ingrato Napoleone Bonaparte. Qui a La Valletta le vie hanno quasi tutte nomi inglesi: Old Bakery Street, Republic Street. Ma si sente ovunque odore di cumino e molti visi portano le tracce di un passato fatto di invasioni, colonizzazioni e coesistenze, avvenute attraverso i secoli. I tratti somatici degli abitanti  dell'isola potrebbero essere simili ai nostri, ma anche a quelli inglesi, o magari arabi. Il linguaggio malti porta in sé il timbro e i termini di popolazioni che si sono stratificate negli anni.

La splendida capitale di Malta è tutto un saliscendi, scalinate che digradano verso il mare, vecchi palazzi nobiliari incastonati tra i vicoli che si aprono, suggestivi,  accanto a chiese barocche e antiche edicole di negozi che hanno resistito agli anni e ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. 

La Valletta
Tributo alla coraggiosa Daphne Garuana Galizia



Visitiamo Casa Rocca Piccola e mi perdo tra gli oggetti e le collezioni conservate in questa incantevole casa-museo (http://www.casaroccapiccola.com/). Un luogo unico, dove sono passati amori, disamori ed eventi, intatta fotografia di tempi lontani.

Casa Rocca Piccola

Casa Rocca Piccola

Per quanto la storia di Malta risalga a popolazioni neolitiche - che hanno lasciato tracce importantissime - passando per i Cartaginesi, i Romani e poi gli Arabi, è la presenza dei Cavalieri di Malta, insediatisi sull'isola nel 1530, ad aver lasciato le impronte più importanti. La Valletta fu fondata da loro e da un cavaliere prende il nome: Jean de la Vallette. Il quale preferì la sua posizione come avamposto nel  Mediterraneo alla più scomoda Mdina, situata all'interno dell'isola, a circa trenta km di distanza.

Mdina, porta d'ingresso

Mdina

Mdina, the silent city, vale la visita: stradine acciottolate, tutto l'incanto di un tempo fermo e affascinante. Da non perdere la visita a Palazzo Falson ( http://www.palazzofalson.com/). Attaccata a Mdina c'è Rabat, un sobborgo della prima. Vale senz'altro una passeggiata romantica.

Rabat, Malta

Al centro de La Valletta, troviamo una tra le più belle cattedrali d'Europa, quella di Saint John, il cui interno contrasta con la semplicità della facciata. Realizzata da Girolamo Cassaro su commissione di Jaen de la Cassiere, fu la chiesa dei Cavalieri di Malta ed ospita le loro tombe, che coprono l'intera pavimentazione, in un vero trionfo di oro e stucchi preziosi.
La Concattedrale ospita anche due meravigliose opere del Caravaggio, rifugiatosi nell'isola agli inizi del 1600 per sfuggire all'accusa di omicidio ed entrato nell'Ordine dei Cavalieri nel tentativo (assai maldestro, in verità) di riscattare la sua immagine.

The Saint John hotel
Vista da Forte Sant'Elmo
Tramonto a La Valletta
Concattedrale di Saint John

La decollazione di San Giovanni Battista


Due giorni pieni possono bastare per visitare La Valletta e l'antica capitale di Mdina. Da non perdere anche il Building Workshop di Renzo Piano, che ha ricucito il centro storico della capitale con un intervento ingegnoso e ricamando in modo inedito alcune facciate di palazzi.

La fortezza dei Cavalieri, posta nel centro storico della capitale, è un'altra tappa utile per comprendere la storia dell'isola anche se, a mio avviso, meriterebbe di essere tenuta meglio. 
Per dormire, è bene scegliere sistemazioni in centro. Noi abbiamo soggiornato al Saint John, comodo hotel in stile industrial, vicinissimo a tutti i punti di interesse.
Per mangiare (da non perdere l'ottimo coniglio alla maltese) abbiamo deciso (l'offerta è assai ampia!) per due bistrot situati in pieno centro storico, nelle vecchie cantine di palazzi settecenteschi: Guzè Bistrot e Legligin (http://www.guzevalletta.com/): pietre a vista, antiche cementine, cibo di qualità. Meglio prenotare prima, sono sempre pieni.

Di sera La Valletta si tinge di ocra per via dei lampioni, le vecchie edicole si illuminano, celando i mille segreti di una vita passata, e il tempo si ferma, splendente ed immobile.
Strait Street, la via principale, si riempie di passanti e i locali nelle stradine che la tagliano da entrambi i lati, in discesa verso il mare, spandono odore di cucinato e di buono. Di lontano, svetta Forte Sant'Elmo, teatro degli scontri con il Moro Dragut, un luogo da visitare soprattutto di giorno, per la luce che inonda la mente e gli occhi.
La mattina della partenza, Malta ci saluta con una promessa di sicuro ritorno. C'è ancora tanto da vedere e da capire!