Passa ai contenuti principali

Le ultime diciotto ore di Gesù

"Le ultime diciotto ore di Gesù", di Corrado Augias, è un capolavoro di introspezione, affidato a pochi, determinanti personaggi e alle loro vivide testimonianze. Al centro del racconto - chiuso in uno struggente silenzio - c'è Joshua Ha Nozri, nato in Galilea e destinato a riformare il mondo. Bambino ribelle, carattere tenace, sensibilissimo, Joshua sarà protagonista del dramma che tutti conosciamo. La sua cattura e messa a morte si svolgeranno in poche, concise ore, trascorse le quali nulla sarà più come prima. Augias ripercorre con maestria le strade religiose e politiche che portarono all'arresto del profeta. Da Pilato a sua moglie Claudia Procula, donna tormentata e dal passato difficile; da Caifa a Joseph, il vecchio padre di Gesù, fino a Caio Quinto Lucilio, la vicenda viene analizzata da un punto di vista inusitato, quello strettamente processuale. Tenendo conto, però, delle reali motivazioni che - passando per l'incapacità e l'inettitudine dei protagonisti - portarono alla messa a morte di un illuminato riformatore. Lo stile è perfetto, elegantissimo, nella descrizione dei protagonisti e del paesaggio. Lo stridìo delle ruote dei carri, le grida della folla, la polvere delle strade di Gerusalemme, il belare delle bestie, il sudore, il sangue. Un mondo che sta per esplodere, mai abbastanza pronto alla vera rivoluzione dei cuori. Il personaggio meglio riuscito del romanzo è proprio quello di Caio Quinto Lucilio, intellettuale deluso che ormai non crede più e che, però, rimane abbagliato dalla figura di Cristo. A lui, nella conclusione del libro, viene affidato - crediamo - il pensiero dell'autore. Nel rispetto dell'altro, nella gentilezza, nella rinuncia all'egoismo, c'è la sola salvezza possibile, la possibilità di vivere il solo tempo che c'è dato, ora e qui.
Corrado Augias

Commenti

  1. Una recensione che mi rende urgente la lettura. Lo leggerò.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Poi mi dirai. Un abbraccio, Lino.

      Elimina
    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Vanni Miele, un musicista eclettico (e, soprattutto, un amico)

A Vanni mi lega una lunga amicizia, basata su interessi comuni, empatia, stima immutata. È un musicista eclettico, una persona misurata e intelligente a cui voglio un gran bene. Abbiamo messo in piedi, assieme, spettacoli multisensoriali e sperimentato percorsi artistici innovativi. Per un lungo periodo abbiamo fatto coppia fissa in progetti dedicati al teatro e alla commistione tra immagini, suoni e parole.
Ho voluto dedicargli un'intervista che meditavo da tempo e che ha a che fare con il percorso che lo riguarda, quello fatto finora ma anche i progetti futuri, e con la libertà che il cammino creativo richiede.

Parlaci dei tuoi inizi.

"Sin da piccolo sono stato attratto dal suono. Ho sempre giocato con il suono. L’ho imitato, dapprima semplicemente, come può fare un bambino, poi l’ho registrato e in seguito ho cominciato a metterlo in relazione con altri suoni, con l’ambiente e con il movimento. Studiare musica ha rafforzato questo mio interesse. Ho constatato quanto, fra gli …

"Minchia di mare", il nuovo romanzo di Arturo Belluardo

Conosco Arturo Belluardo dagli anni dell'Università. Lui, un brillante studente di economia, io una smarrita matricola iscritta alla facoltà di giurisprudenza, 'anima vagula blandula', come si divertiva a chiamarmi lui, persa com'ero nei meandri della L.u.i.s.s.
E' prossimo all'uscita il suo "Minchia di mare" (Elliot Editore) che, a breve, avrò il piacere di leggere. Gli ho rivolto qualche domanda, per questo filo tra di noi che non si è mai interrotto, fatto di scambi di libri, lunghe telefonate, incontri nei vicoli di Napoli (ricordi, caro Arturo, com'erano piccoli i nostri ragazzi?).
Abbiamo in comune l'amore per la parola scritta e per la lettura, io e Arturo. Lui vive nella capitale e scrive da sempre. E' arrivato il momento di confrontarci su questo.





Come nasce la passione per la scrittura, in un bancario come te? 

La mia passione per le storie, siano esse scritte, disegnate o filmate, nasce da prima che iniziassi a lavorare, quindi…

La comunista (Francesca Spada)

Quando lessi 'Mistero napoletano', di Ermanno Rea, riuscii a capire meglio il comunismo napoletano degli anni della guerra fredda. Molti di voi conosceranno questo bellissimo libro, opera di uno scrittore che usa le parole in modo meraviglioso ancora oggi e che non ha mai perso il suo rigore. Lì, tra quelle pagine, inciampai in Francesca Nobili. Musicista, docente di filosofia, ribelle per indole, giornalista dell'Unità (si firmava Francesca Spada): un personaggio da film. L'immagine del romanzo era filtrata dalla penna di un uomo che l'aveva conosciuta bene e che doveva averne sperimentato su di sè tutto il fascino controverso. Mi sarebbe piaciuto - l'avevo detto a un caro amico che mi aveva regalato 'Mistero napoletano'- scrivere una storia su di lei, dandole un volto. Difficile reperire immagini di Francesca in rete. Anzi, impossibile. La immaginavo ardente, intensa: scura di capelli, forse. In libreria, qualche giorno fa, un volto mi ha attratto, ir…