Un cuore di cenere compressa

"So bene quanto l'essere umano menta a se stesso e agli altri", disse Leda, abbassando lo sguardo. Fissava, adesso, un punto indefinito tra le sue cosce e il pavimento. "Bisogna gettare via le maschere, Saul. Ormai non valuto più la portata dell'offesa; sto, piuttosto, attenta a non offendere. Ma ricadere nei soliti schemi è facilissimo". Poi alzò gli occhi, guardò l'uomo e sorrise. "L'impronta affettiva ricevuta nell'infanzia può fare molti danni...Ma, oggi, sento solo questo mio cuore di cenere compressa, che merita di essere perdonato, di perdonare, di esplodere".

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