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Consigli di viaggio: Strasburgo la meravigliosa. Cosa vedere in pochi giorni.

Algida, ma molto meno di quanto si pensi, Strasburgo è sede del Parlamento Europeo e della Corte Europea dei diritti dell’Uomo. Fondata dai Romani su un isolotto circondato dalle acque del fiume Ill, affluente del Reno, la città ha visto passare, lungo le sue strade, re, regine e cardinali. Capoluogo dell’Alsazia, ha una popolazione di 1.145.000 abitanti ed è stata contesa per secoli da Francia e Germania.

Scopro subito che il mezzo migliore per muoversi in città è la bicicletta: infinite sono le piste ciclabili che affiancano i marciapiedi e le vie di transito. Mi imbatto, così, in stradine deliziose, giardini nascosti, splendide costruzioni seicentesche lontane dai percorsi convenzionali. La zona più antica di Strasburgo è la Petit France, dichiarata patrimonio dell’Umanità: incroci di vicoli, antiche botteghe di conciatori, osterie, palazzi medioevali, case a graticcio dai colori pastello. Una meraviglia per gli occhi e per l’anima. Appena atterrata a Baden Baden, il pulmino della Alsace Navette (http://alsace-navette.com/) mi attende dinanzi all’aeroporto, alla fermata numero quattro, puntuale come un orologio svizzero. Viaggio con altre persone e attraverso il confine Germania-Francia: il paesaggio è netto, nitido. Vedo il Reno tagliare, maestoso, tutta la pianura. Dopo circa un’ora, la navetta mi lascia davanti dall’ingresso della stazione ferroviaria. Il mio hotel è a un centinaio di metri di distanza, non potevo scegliere di meglio. Strasburgo è piccola, il tram è una comoda soluzione per coprire le eventuali distanze con la periferia, ma il centro si può girare tranquillamente a piedi. La posizione dell’albergo mi sarà utile tra qualche giorno, quando la navetta verrà a riprendermi per tornare a casa. Decido di fittare una bici: è semplice ed economico, basta lasciare una caparra tramite prenotazione con carta di credito, rivolgendosi ai vari punti per il noleggio presenti in città (www.velocation.net). Per dormire ho scelto un albergo alternativo: il Graffalgar, in Rue Desert. Ogni stanza è diversa dall’altra e ognuna è affrescata da un artista emergente, che ha lasciato il proprio autografo sulla porta. La mia (la 101) ha, come toni dominanti, il nero, il grigio e l’azzurro. L’autore dell’opera si chiama Monsta e ha raffigurato sulle pareti una sorta di minotauro che pare voler invadere la stanza. Armadi e comodini in rovere chiaro, nessun cassetto, arredamento minimal e anti-convenzionale. La colazione è semplice ed essenziale (ottime le baguettes ed anche il caffè, per quanto lontano dai nostri standard) e costa 8,00 euro a persona (http://www.graffalgar-hotel-strasbourg.com/).

La cucina alsaziana offre diverse specialità: patate, salsicce e cipolle sono alla base dei piatti tradizionali. Dopo aver sperimentato qualche ristorante ‘tipico’ in pieno centro - è bene evitare le trappole per turisti, disseminate ovunque – ne ho trovati un paio che val le pena segnalare: Argentoratum (dall’antico nome romano della città): situato a due passi dalla Petit France, è un locale arredato in modo semplice e moderno, con tavolini all’aperto. Piatti abbondanti a base di carne, dolci da leccarsi i baffi (14, rue du Bain aux Plantes, tel.03 88 10 21 21). Cucina alsaziana di qualità anche da Winstub S’kaechele, piccola locanda dall’atmosfera intima e suggestiva. Simpatica la titolare, capace di descrivere ogni piatto in perfetto inglese. La si può trovare al n.8 di rue de l’Argile, una traversa della Grand’Rue. Meglio prenotare (tel. 03 88 22 62 36). Ottimo il coniglio farcito. I prezzi sono medio-alti per entrambi i locali, ma Strasburgo è cara. Strasburgo vanta dieci musei, tutti interessanti, situati in edifici di grande rilevanza storica; con un unico biglietto (costo 15,00 euro), della durata di tre giorni, si possono visitare senza spendere altro, e i minori non pagano nulla. Tra i più interessanti ho trovato il museo del Palais Rohan, in Place du Chateau, a due passi dalla magnifica cattedrale (molto importante il museo archeologico) e il Museo alsaziano: in una suggestiva casa cinquecentesca, strutturata su diversi piani, è ricostruita l’ambientazione delle abitazioni del tempo, con oggetti e mobili recuperati.




Non ho rinunciato al giro dell’isola in battello, ascoltando in cuffia la storia della città: dei notabili, ma anche dei conciatori di pelli, delle lavandaie e, in definitiva, delle persone comuni. In 70 minuti, dall’approdo situato alle spalle di palazzo Rohan, sono arrivata alla zona che ospita il Parlamento europeo, attendendo l’apertura delle chiuse (http://www.batorama.it/). Il biglietto intero costa 12,50 euro, mentre il ridotto (fino ai 12 anni di età) 7,20 euro. I bambini di età inferiore ai 4 anni non pagano nulla. La cattedrale di Notre Dame (n.1, Rue de Rohan) è una meraviglia architettonica.




Svetta nel suo colore rosato, tra le vie del centro affollate dai turisti, con i suoi 175 metri di altezza. Le arpe di marmo che ne decorano la facciata ne fanno un capolavoro assoluto. Goethe vi saliva ad ammirare il tramonto. Al lato destro della cattedrale, nelle aiuole dov’è possibile sdraiarsi, prendo il sole, abbagliata dal giallo dei mille narcisi piantati per celebrare i mille anni dall’edificazione della cattedrale. L’incantevole Palazzo Rohan, sede dei cardinali da cui prese il nome, è solo a pochi metri. Uno dei discendenti fu coinvolto nel famoso ‘affare della collana’ e Marie Antoinette, moglie di Luigi XVI, soggiornò in queste stanze appena arrivata in Francia. Ma l’incanto e lo stupore sono tutti nella Petit France: ci si arriva attraversando ponti e passaggi suggestivi. In piazza Benjamin Zix, seduti ai tavolini all’ombra dei platani, si può sorseggiare una bibita: mi siedo così a osservare il via vai dei turisti, mentre l’Ill riflette la sua luce sulle finestre dell’antica casa dei conciatori, forse una delle costruzioni a graticcio più belle (e più fotografate) di Strasburgo. Lungo gli incroci e le vie della Petit France si trovano locali e antiche locande; bar, birrerie e paninerie. Da lì, si risale verso la Grand’Rue, piena di deliziosi negozi e brasserie.



Sembra di essere in pieno medioevo: il mio sguardo è letteralmente rapito dall’architettura che mi circonda. Un mondo intatto, protetto dalle antiche torri che sembrano ancora vegliare su questa splendida città e sui suoi abitanti.

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