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Visualizzazione dei post da Giugno, 2015

Quando finisce l'amicizia

Grazie a un'amica storica, compagna di tante confidenze da più di trent'anni, ho avuto modo di leggere un articolo che mi ha toccata profondamente. E' la storia di un'amicizia e della sua fine; la cronaca - molto dolorosa - di ciò che accade in questi casi. Di quando, cioè, non ci si riconosce più e si prova addirittura rigetto nei confronti di chi si è amati con allegria, trasporto, complicità.
Forse è vero quel che diceva qualcuno: uccidiamo proprio ciò che più amiamo. Si cambia, ci si evolve, o forse no, muta la prospettiva, il desiderio, la visione delle cose. Ed è sempre tremendo, anche - e proprio perchè - non si è stati capaci di dirselo. Ma il peggio viene dopo. Per tutto quel passato che torna, improvviso, mentre sei intenta a fare altro: memorie sparse qui e lì, fotografie di viaggi incredibili, matte risate, problemi e immancabili inciampi. Le storie, la vita: gli uomini che passano, che scopri essere mediocri o che sei destinata a rimpiangere per sempre (g…

Amata nobis

Un romanzo storico?
No, non del tutto. Ho rivisitato molti fatti.
Alla 'mia' Bellezza Orsini ho dato la possibilità di scegliere.
Il titolo si rifà ai versi di Catullo, famosi in tutto il mondo.
Amata nobis quantum amabitur nulla.

Chi era, Bellezza?

Tocca a Marco Calisto da Todi, inquisitore ormai prossimo alla fine della sua vita, cercare le risposte.

Che sono intime, ma anche più profonde, e riguardano la società, le gabbie che intrappolano le donne, l'inganno in cui si cade tutte le volte che giudichiamo qualcuno senza conoscerlo.

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Russia, mon amour: un reportage di viaggio

Questo mio reportage dalla Russia risale a un pò di tempo fa. E' apparso su Magazine Roma (http://magazineroma.it/2011/09/reportage-l-anima-della-russia-nelle-case-di-gorkij-chechov-e-tolstoij) e lo consiglio a chi ha desiderio di conoscere questo Paese, almeno sulla carta, approfondendo poi le letture dei grandi autori e dei grandi viaggiatori che, molto meglio di me, hanno saputo raccontarcelo.




Appena scesa all'aereoporto di San Pietroburgo m'assale un presentimento. I pavimenti di vecchie piastrelle, le pareti grigie, il mobilio anni '50, gli scaffali: ogni cosa prelude a una realtà (concreta) che poi sarà (presto) sostituita da un'immagine di facciata.
Dall'aereoporto all'hotel, in taxi, è tutto un susseguirsi di aiuole, semafori, palazzi ripuliti dall'anima decadente. Come un vecchio appartamento che venga arieggiato, senza per questo perdere il suo aspetto decadente, San Pietroburgo mi dà un'idea di fittizio, di falsa allegria. Non c'è an…