Sarà che invecchio. Primi capelli bianchi - ancora proprio non un'invasione, devo dire - rughette, zampe di gallina, e lo sguardo che cambia, sì, e che diventa, come dire, vissuto. Sarà che invecchio, ma io le cose che leggo in giro non le capisco. Le nuove generazioni, voglio dire, quelle che scrivono, quando scrivono. Quelle che pubblicano pure, e con editori di livello. L'osanna delle critica a certe frasi scomposte, che fanno giri involutivi, s'arrampicano sugli avverbi, cercano l'affondo a effetto. Ma questa non è scrittura, dico io; è scoop. Non è ricerca di uno stile personale, è la parodia di un costrutto. Il mercato sembra affascinato dai ghirigori, mentre la scrittura - mi fu detto ma, ripeto, qui si invecchia - è soprattutto eliminazione di massa inutile. Nei labirinti concettuali, farciti del nuovo lessico giovanile, nello slang della parola pensata (ma sempre fino un certo punto, per carità, niente pesantezze), affondo. Perdo il filo, inciampo, rileggo, torno indietro, in uno sforzo interpretativo che mi perplime. Qualcuno ci ridia Tabucchi.

Commenti

  1. A questo punto se, "scrivere è osservare", affermo che scrivi malissimo...poiché, facendo un confronto con le foto pubblicate, tutti questi segni dell'invecchiamento non si vedono... allora, delle due l'una, o mentono le foto (perché truccate) oppure menti tu.

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