Chiara Rigione, la 'resistente'

 
 
Chiara Rigione


Chiara è una ragazza ‘resistente’: lo si capisce subito dallo sguardo chiaro, deciso e diretto con cui accompagna le sue parole. E’ piena di passioni e di interessi, tra tutti quello per la cultura cinematografica. La puoi incontrare al ‘Labus’, lo spazio gestito dall’associazione Kinetta, di cui fa parte assieme a Michele Salvezza. Spesso ci ritroviamo da loro a parlare di cinema e di letteratura, in questo luogo suggestivo che rimanda alla settima Arte. Ogni oggetto esposto è reinventato, riutilizzato, reinterpretato. Divani vintage, vecchi dischi di vinile, riviste, alle pareti locandine di film cult che hanno fatto la storia del cinema.
Ho voluto rivolgerle qualche domanda, sapere di lei e dell’Associazione Kinetta.

 - Da dove nasce la passione per la settima Arte?

Credo che ogni persona impieghi un certo tempo per capire chi è e cosa voglia diventare. Per alcuni questo tempo è breve ed è semplice ed immediato riuscire a percorrere la strada giusta. C’è chi invece impiega di più e, dopo diversi tentativi, sbagliando, trova quello che cercava. Poi c’è chi, per colpa delle circostanze, non raggiunge mai quell’obiettivo. Per quanto mi riguarda, tra l’inizio di quel percorso e ciò che sono diventata adesso sono trascorsi molti anni, anni in cui ho creduto persino di non avere alcuna passione e di essere forse interessata a troppe cose per farmene piacere davvero qualcuna. Ho cercato la mia strada a lungo, percorrendone diverse, dall’astronomia all’ingegneria. Il cinema non era mai stato contemplato tra queste. Eppure mi affascinava molto, fin da piccola quando, non appena ottenuto un minimo di autonomia e una paghetta, non lasciavo passare una sola settimana in cui non sedessi sulle poltrone del vecchio cinema di città. E poi a casa, con la mia famiglia o con gli amici, c’era sempre l’abitudine di guardare dvd di film presi a noleggio, meticolosamente scelti da me. Spesso non si da ascolto fino in fondo alle proprie passioni, considerandole solo degli hobby. Poi può capitarti un incontro che, senza esagerare, ti cambia la vita. Quando ho conosciuto Michele Salvezza, oggi responsabile insieme a me dello Spazio Labus, nonchè presidente della nostra associazione cinematografica Kinetta e regista, e abbiamo iniziato ad andare al cinema, la mia visione del mondo finora conosciuto è cambiata radicalmente. Ho compreso cosa fosse davvero una passione e come poterla indirizzare verso qualcosa di positivo, di “utile”. Poi ci siamo portati il cinema a casa, passando tutti i giorni liberi a vedere film, uno dopo l’altro, alla ricerca di nuovi registi, di linguaggi alternativi, di un cinema sconosciuto ai grandi schermi a cui eravamo abituati. Insomma studiavamo il cinema in visione di quello che avremmo potuto realizzare. Poi Michele mi ha mostrato cosa ci fosse oltre quello schermo, coinvolgendomi in alcuni suoi progetti come la realizzazione del cortometraggio YouBorn ( https://vimeo.com/99661699), che è stata un’esperienza impagabile. Infine, insieme ad altri tre folli, con un investimento minimo, tanta forza di volontà e la giusta incoscienza, siamo riusciti ad aprire la sede dell’associazione, allestendo una piccola sala cinematografica a Benevento che fosse aperta a chi avesse la necessità come noi di suggestione e condivisione, in una città che nel frattempo stava perdendo via via tutti i suoi spazi cuturali più importanti. A quel punto ero già inevitabilmente e completamente innamorata di quel mondo. Il 1° marzo 2014 nasceva lo Spazio Labus. Da allora quella passione si è trasformata in un impegno a tempo pieno. Nel frattempo, da gennaio, siamo rimasti solo in due, abbiamo costituito una nuova associazione denominata Kinetta e abbiamo continuato a fare il cinema che amiamo, credendoci e ottenendo inaspettate soddisfazioni da parte dei nostri assidui frequentatori, alcuni dei quali anche molto giovani, per i quali siamo diventati un vero e proprio punto di riferimento.


- Chi sono i tuoi registi preferiti?

Potrei fare molti nomi, sceglierne solo alcuni sarebbe riduttivo, perchè ognuno di loro ha contribuito a creare opere senza tempo che rivedrei infinite volte: Lars von Trier, Ingmar Bergman, Federico Fellini, Bela Tarr, Werner Herzog, Jean-Luc Godard, Bruno Dumont, Apichatpong Weerasethakul… Insomma, potrei star qui per giorni.

- Un regista emergente da non sottovalutare?

Altra domanda alla quale non potrei dare una risposta semplice, un solo nome. Nelle visioni degli ultimi anni, come dicevo, ho potuto scoprire un mondo del cinema completamente diverso da quello che in genere ci viene presentato. Ciò che arriva nelle sale è solo una piccolissima parte di quello che attualmente viene prodotto in modo indipendente e non in Europa e nel resto del Mondo. Per quanto riguarda i registi emergenti, ancora giovani e poco conosciuti in Italia, amo molto il messicano Carlos Reygadas, che ha all’attivo pochi film ma una visione assolutamente interessante ed uno stile molto netto e riconoscibile. Ho avuto la fortuna di vedere il suo “Post Tenebras Lux” in un multisala di Lisbona. Qui in Italia non sarebbe stato possibile. Un cinema molto interessante è anche quello dello svedese Simon Staho e dell’estone Veiko Ounpuu. Mai sentiti nominare? Appunto. Il discorso sarebbe molto lungo ed è quello che cerchiamo di portare avanti ogni settimana da più di un anno nel corso dei nostri appuntamenti.

- Qualche nota su di te e su Labus.

Ho 29 anni e sono nata ad Avellino, dove ho frequentato il Liceo Classico Europeo e ho scoperto un’inaspettata predilezione per gli studi scientifici, pur continuando ad amare le materie letterarie. Dopo un anno di Astronomia all’Università di Bologna, ho cambiato completamente rotta, trasferendomi a Benevento, dove ho frequentato la facoltà di Ingegneria e mi sono laureata in Ingegneria Energetica con una tesi sulla micro-cogenerazione realizzata presso l’Università Tecnica di Monaco di Baviera. Successivamente alla laurea, nel 2013, ho iniziato ad interessarmi di cinema in modo più approfondito, occupandomi anche di montaggio video oltre che della gestione dello Spazio Labus. “Labus è un atto di resistenza. A Labus è in atto una resistenza“, questo è il nostro slogan. Labus è uno spazio gestito dall’Associazione Culturale Kinetta, che si occupa dell’organizzazione delle attività. Kinetta nasce per l’esigenza di avere un’associazione a spiccata vocazione cinematografica, per dar vita a uno spazio prevalentemente dedicato alla cultura cinematografica in ogni sua forma. Oltre agli incontri settimanali legati al cinema, organizziamo anche laboratori pratici e teorici e ci occupiamo della produzione di film, spot pubblicitari, materiale fotografico e video. La nostra sede è a Benevento, al civico 1 di piazza Orsini, all’interno del Palazzo Dell’Aquila.

(L'intervista è anche su http://www.artempori.it/artempori/2015/05/13/labus-una-resistenza-cinematografica-intervista-a-chiara-rigione/)

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