Floriana Coppola: quando le donne corrono con i lupi

Prosegue la nostra passeggiata letteraria in compagnia di donne, artiste, scrittrici, attrici.


Questa volta incontriamo Floriana Coppola (nella foto): napoletana da generazioni, versatile e riservata, la conosco da tempo.
Autrice bella, sensibile, attenta, scrive con passione e con metodo. E' docente di materie letterarie negli istituti superiori oltre che analista transazionale nei settori sociali. Ha dato alle stampe diversi romanzi ed opere poetiche.
Si cimenta in prosa e in poesia con uno stile intenso, che fa spazio alla ricerca introspettiva e spirituale.
Soprattutto, la appassiona parlare del disagio femminile.

Com'è nato l'amore per la parola scritta?

Appena ho imparato a scrivere mi è venuto naturale iniziare a inventare brevi storie, racconti che disegnavo e illustravo con la penna nera sui quaderni della prima elementare. Non ho più abbandonato questa passione che è diventata, poi, la traccia di una vita interiore che non si estingue nel vivere stesso, ma che vuol lasciare ogni giorno un’impronta del suo passaggio: il bisogno di creare mondi personaggi movimenti destini emozioni che si intrecciano e danno vita a un binario parallelo che rende la realtà più ricca e misteriosa, indefinibile.

Cos'è, per te, uno scrittore resistente?

Questa parola , resistenza, insieme ad un ‘altra, resilienza, sono tra le mie preferite. Spesso ho scritto e parlato della scrittura come resistenza, della poesia come traccia della resilienza. La capacità di resistere alle avversità della vita, agli ostacoli che arrivano e ti colpiscono alle spalle, al petto: il dolore, la malattia, il tradimento, l’abbandono, la morte di una persona cara, la difficoltà di individuarsi come persona per ogni donna, per ogni uomo, che cerca la sua autonomia e la sua cifra espressiva. La scrittura è sempre un atto segreto di resistenza che poi si rende pubblico. Ancora di più adesso, perché sento la necessità di contrastare le leggi di mercato che ci vogliono stupidi consumatori di clichés , fragili adulatori di idoli vuoti, precari spettatori di una società sempre più mercantile, vogliosa di dimenticare e dimenticarsi, di rendere tutto leggero e effimero. Così, anche scegliere il proprio genere di scrittura, il proprio stile , senza arrendersi alle mode del momento, diventa una prova ulteriore di resistenza.


Quanto c’è di narcisistico nel gesto di scrivere e perché, secondo te, si scrive?

Molto spesso ho sentito dire che, dietro la storia di ogni artista, c’è una ferita narcisistica dell’infanzia che ha lasciato un vuoto che l’arte cerca di colmare: una madre troppo esigente, un genitore anaffettivo, un abbandono, la difficoltà di sentirsi amato in modo incondizionato. Allora l’artista, attraverso il gesto creativo, torna dentro quel buco nero e cerca di aggiustare la sua percezione della realtà attraverso la sua opera, la sua ricostruzione del mondo. Si tratta, però, di un sollievo che non dura e si ritorna al punto di partenza. In un certo senso, dietro questa attività narcisistica perché auto celebrativa, si nasconde una situazione psicologica nevrotica che prova e tenta, continuamente, ipotesi di accomodamento e di emersione da quel groviglio emotivo che turba l'anima.

Il tuo libro preferito?

Il mio libro preferito rimane ancora "Donne che corrono con i lupi" di Clarissa Pinkola Estés. Un libro che raccoglie racconti e fiabe basati sugli archetipi che possono liberare o intrappolare le donne. Tutta la poesia e la letteratura che leggo torna sempre alle pagine di questo libro affascinante.

Le tue ultime fatiche letterarie?

Il romanzo “Donna Creola e gli angeli del cortile” - libro in ristampa con la casa editrice La vita felice - e la silloge poetica “Mancina nello sguardo”. Avevo bisogno di riscrivere questo romanzo, sentivo la necessità di ampliarlo e, infatti, la nuova stesura è più ricca e completa. Ora sto finendo un altro romanzo che ha sempre come protagonista una donna, ma anche la poesia è presente nei miei cassetti. Un’altra silloge sarà pronta, spero, per l’anno prossimo, insieme al mio nuovo romanzo. Grazie per questa intervista e buona lettura a tutti, tenete sempre un libro in borsa o sul comodino. Sono compagni di viaggio inestimabili!

Un'altra bella immagine di Floriana

http://www.zam.it/biografia_Floriana_Coppola

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