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Due domande sull'Islam - Giuseppe Esposito ospite del Distretto di Ecovicinanza di Benevento



Giuseppe Esposito


Cos'è l'Islam? Senza troppi giri di parole, ce ne ha parlato Giuseppe Esposito, lo scorso venerdì, nel corso della partecipata cena baratto che lo ha visto protagonista.



Giuseppe, laurea in Scienze Religiose, esperto di tradizioni islamiche e di geopolitica, ha barattato con i soci del Gas e del Distretto di Ecovicinanza di Benevento le sue competenze.

"Come si immagina l'Islam? Parola di solito mal pronunciata, che prevede l'accento sulla a, sembra sottendere a un mondo monolitico, arcaico, remoto e violento. La realtà é un universo ricco e variopinto, speculare alla nostra civiltà", ha esordito Giuseppe. "Basti pensare alla scrittura islamica: é ribaltata, procede da destra a sinistra. Così si pone l'Occidente rispetto al mondo arabo".

Dire Islam é cosa diversa, però, dal dire appunto 'mondo arabo'. Il primo é vasto, vastissimo: non ha sede né patria.
"Fino al 1918, con la caduta dell'Impero ottomano, non esisteva neppure, il concetto di patria. L'Islam si é sviluppato come la cristianità medioevale e nasce quale legge divina rivelata. Non tanto una legge morale, quanto sociale, ordinamento pragmatico di questo mondo, in attesa di quello che verrà". Questo - dice Giuseppe - perché l'Islam immagina che non tutte le persone siano chiamate alla santità, dunque al popolo é richiesto, innanzitutto, di comportarsi bene da un punto di vista sociale.

"Il Corano é, alla fine, un testo a carattere legislativo, volto a organizzare la società, regolamentandola dal punto di vista di Allah".
Il discorso sulla scrittura del mondo islamico apre vari scenari e consente di comprendere molte altre cose. "La mentalità collettiva del mondo islamico è a-storica. Non si procede, come facciamo noi, dal mito fino alla venuta di Cristo. Nel Corano si ha una concezione del tempo non lineare quanto, piuttosto, a forma di spirale, in grado di toccare eventi correlati tra di loro. Un termine, insomma, si collega a un altro per associazione. Il Corano applica il concetto di analogia e lo sposa appieno".

Insomma, mondo interiore e mondo esteriore, nell'Islam, sono separati. Solo nel primo si può realizzare la santità, che - come abbiamo detto prima - non é destino di tutti.

"Il Corano si chiude sulle sure esoteriche perché la spiritualità é la cosa più difficile da porre in essere, per l'essere umano. Sul piano sociologico, invece, l'Islam è frantumato in varie interpretazioni e visioni. I Sunniti, che fanno riferimento ai califfati che hanno preceduto quello di Alì, e gli Sciiti, per esempio, sono assai diversi tra di loro. I kharigiti radicali, che hanno dato vita ad un islamismo puritano e moralistico, rappresentano un'altra realtà ancora".

Si è, dunque, determinato un ginepraio simile a quello relativo alla cristianità. "La volontà anglo-francese smantellò l'impero ottomano e, da allora, il colonialismo degli Stati Europei e l'intervento occidentale hanno contribuito a determinare molti degli attuali scenari socio-politici. Chi finanzia gli estremisti islamici? Che ruolo ha, in questa partita, l'Arabia saudita, con cui l'Occidente intrattiene ottimi - e funzionali - rapporti? Cos'è accaduto con le primavere arabe, dal 2009?".

Le domande sono molte, e tante ne abbiamo rivolte a Giuseppe, in chiusura di serata. Dell'Islam si sa ancora troppo poco, il nostro tempo lineare non coincide con quello circolare che lo caratterizza, ma l'estremismo sembra avere connotati soprattutto politici. Provare a capire si può, e si deve.
http://www.islam-guide.com/it/

Un momento della cena presso la libreria Masone

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