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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2014

Filomena Grimaldi è 'Controvento'

Mi è piaciuta così tanto l'auto-presentazione di Filomena Grimaldi, in occasione della cena-baratto beneventana organizzata presso la Libreria Masone lo scorso venerdì, che ho voluto riportarla qui sotto. Lei, di mestiere, fa la libraia, e ha occhi che tradiscono una grande determinazione. Ascoltarla, tra i brindisi e il cibo cucinato in allegria, mi ha molto stimolato. Questa ragazza è l'esempio concreto di come ci si possa reinventare, a dispetto di ogni difficoltà, una nuova vita. La sua esperienza è incoraggiante per tutti noi e per i tanti giovani in cerca di un posto nel mondo.


"Mi chiamo Filomena Grimaldi e faccio la libraia. Ho iniziato quando studiavo all’università nel 2000 a Perugia, la prima libreria che mi ha accolta è stata l’Agenzia Einaudi. Si lavorava senza pc, si studiava il catalogo e lo scaffale e i clienti venivano curati uno alla volta. Ancora oggi, dopo tanti anni, quell’esperienza all’Einaudi rappresenta la spina dorsale della libraia che sono ogg…

Cocki

Così, te ne vai.
Guardo le tue belle spalle, la nuca che baciavo quando eri bambino. In quest'amore imperfetto (quello che fa le madri innamorate), ti osservo. Come al solito, per me, il colpo arriva dopo. Quando ormai il treno separa il tuo corpo dal mio e mi manca quel tuo abbraccio così tenero, ultimamente. Da questa sottile sofferenza, da questa malinconia senza contorni, non ho assolutamente riparo. E non mi voglio neppure difendere.
Lungo la strada, mentre torno a casa, ripenso ai volti perduti, alla voce di mia nonna, alla mia infanzia trasognata. Apparentemente non c'entra nulla. E invece so che tento di mischiare tutti i distacchi in uno solo, per darmi la forza di accettare questa tua età adulta, lo sguardo che s'alza al di là del mio. Ti amo, e così ti lascio andare libero nel mondo.
Così, magari, non cercherai una madre in tutte le donne che incontrerai e saprai amare davvero, almeno tu.

Il Santo Natale

Eccolo che arriva, quest'altro Santo Natale, con quel 'santo' in maiuscolo, così stucchevole ed estraneo. O forse solo infantile.
Ancora invidio (si fa per dire) quelli che sanno delegare: e dire che ci ho provato anch' io, ma mai fino in fondo sono stata capace di far dipendere da un sacerdote - o da un amante - la mia serenità. Ricordo gli anni dell'università: io già desideravo la bufera, perchè questa è, in fondo, la mia natura. Una sera d'inverno passai col bus sotto una palazzina e mi trovai a sbirciare, in alto, le finestre iluminate dalle luci calde, immaginando il tepore delle vite degli altri. Quelle che pensavo lineari, normali, fatte di accondiscendenza, del desiderio di piacere a tutti. Vite non irrequiete, dove gli scopi sono giusti, e minimi, e quasi sempre concreti. Dove i malintesi sono sempre molto bene intesi.
Ho visto qualche sera fa l'ultimo film di Woody Allen: il protagonista maschile era infelice, perchè non voleva illusioni e avev…

Palermo, nonostante

A Palermo tutto langue, sospira. La ripresa sembra lontanissima. Il palazzo semi crollato che sorge dinanzi al Comune, nella Piazza della Vergogna, é l'emblema di ciò che ancora la città patisce.










Per capirla, questa Palermo disincantata, occorre abbandonare la zona periferica  o la nuova area residenziale e dirigersi dentro il suo cuore più autentico.
Innanzitutto, Ballarò, in mano agli africani, agli immigrati, territorio di spaccio, prostituzione. Al mattino, il suo mercato ancora resiste. Con le verdure, gli odori, il pesce messo sui banconi, in bella esibizione di sé.
Mi dicono che non ci si trovi più la buona mercanzia di una volta e che manchi la ressa festosa dei tempi andati.
La trappola della grande distribuzione, così poco sana e assai poco certificata, ha colpito anche la Sicilia. Dove perfino a Pachino i pomodori arrivano dalla Tunisia. La Vucciria ritratta da Guttuso non esiste più. Il crollo di una palazzina ha costretto i venditori ambulanti ad evacuare.
La Kalsa…