Nina Iadanza, la bellezza e ... i giardini privati


Nina Iadanza



Quando l'arte si muove dal basso per incontrare i suoi fruitori, nessun luogo è più indicato di una dimora privata: soprattutto se la padrona di casa è Nina Iadanza.
"Giardini aperti" è un'iniziativa che vuol promuovere incontri liberi, non istituzionali, diretti, tra chi crea e chi, dalla creazione, può trarre gioia e ispirazione.

Domenica scorsa siamo stati a Cacciano e, seguendo la scia delle piccole fiammelle messe a indicare il tragitto, siamo arrivati nel giardino di Nina, cuore pulsante della sua bellissima casa.
Anche un giardino - o un'abitazione - possono essere opere d'arte. Almeno quando i loro proprietari, attenti ai percorsi che fanno, si mostrano così sensibili alla bellezza (a questo proposito, mi torna alla mente la casa di Rosa Viola, l'amica che produce pasta di grande qualità, 'Spiga Bruna').

L'idea era quella di unire buon cibo fatto in casa - meglio evitare la grande distribuzione -, musica e arte, per condividere un tempo non omologato, autentico.
La serata è stata mite, gradevole, accompagnata anche da un ottimo vino.

In giardino, le installazioni floreali di Maria Pia Cutillo hanno attratto subito la nostra attenzione, per la cura e l'ingegno con cui lei ha saputo riutilizzare materiale organico e inorganico. In ogni angolo erano collocate le sue composizioni a impatto zero, un vero e proprio inno alla semplicità e alla natura.
Maria Pia, dopo gli studi filosofici, ha gestito una libreria. Poi, però, è tornata alla terra, da attivista ambientalista quale è sempre stata, studiando l'orto sinergico e la permacultura.
"Gli artisti-ospiti", ci ha spiegato lei stessa, "traggono ispirazione dal carattere e dai segni distintivi della casa, riciclando la materia, dal vivo, in una dimensione condivisa".


Nella foto, Maria Pia Cutillo



Ospiti della serata, assieme a Maria Pia, sono stati Maurizio Chiantone, artigiano del suono e artista visivo, contrabbassista, che ci ha fatto dono del suo percorso creativo e musicale, nonchè Errico Baldini, fotografo.
Maurizio ha presentato un'installazione che rimandava alle onde che propagano i suoni di terra;  Errico ha invece presentato 'Luminosa', un racconto in immagini e luoghi davvero suggestivo.
"Figure vive nelle cose, oggetti che sono restituzione di memoria, sintesi ed essenza", come ci ha spiegato la bella padrona di casa.

Ognuno dei partecipanti alla serata ha portato qualcosa da bere o da mangiare, tutto cibo sano e dolci fatti in casa, senza che siano state utilizzate vettovaglie di plastica e senza inquinare. Si è evitato, così, il caos dei locali, e ci si è potuti abbandonare a una serata multisensoriale che spero si ripeta quanto prima, anche in altri giardini privati.

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Maurizio Chiantone



Foto dal giardino di Nina






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