Passa ai contenuti principali

OXYMORON di Carlotta Nobile - Una recensione.

Una splendida immagine di Carlotta
Carlotta Nobile, violinista di talento, ci ha lasciati lo scorso luglio, ma ancora è presente, e vive, attraverso le sue opere e le pagine del suo ultimo romanzo, “Oxymoron”, pubblicato da Aracne Narrativa in questi mesi.
Non la conoscevo personalmente, Carlotta, ma si capiva che, nonostante la giovane età e la notevole bellezza, non era una ragazza come le altre. Per temperamento, cultura, interessi. Per sensibilità.

Un dipinto di Courbet è sulla copertina del suo romanzo, col mare in tempesta, il limite dell’orizzonte che si confonde e si perde tra i flutti. In ‘Oxymoron’ l’autrice sembra dirci che la vita è in questo tempo non lineare, nella circolarità delle ore, che tutto porta via e tutto restituisce. Nel romanzo, che ha per protagonista una donna e i suoi ricordi, c’è André, l’amore che non si riesce a dimenticare; e c’è pure Maxence, il nuovo che è arrivato. Cloe ha a che fare con i suoi irrisolti e si è isolata per affrontarli. In un silenzio che grida, attraverso pagine di una lettera che è innanzitutto dialogo con se stessa, la protagonista di ‘Oxymoron’ guarda in faccia i suoi fantasmi. Forse, ci dice, siamo noi a non saper andare avanti, separando ciò che 'è stato' dal presente e imparando a vivere il momento. In questo senso, l’opera di Courbet, scelta da Carlotta per la copertina del suo romanzo, è un monito e racchiude in sé tutto il racconto. Chi è Anna, l’amica con cui Cloe, la protagonista, si confronta? Forse un suo alter ego, specchio che, però, riflette la sua immagine e a cui pone domande che hanno già in sé la risposta. Un altro ossimoro. Il filo dell’orizzonte che ci illude di infinità e ci inganna è sempre avanti, riflesso nei vetri delle finestre della casa in cui Cloe si è rifugiata. L’amore come inganno e autoinganno, necessario per conoscerci e per osservarci. Simile a un vuoto bianco tutto da riscrivere, dice l’autrice.

Essere senza radici, allora, sembrerebbe il modo più onesto di stare al mondo. C’è, in queste pagine intense e doloranti, la ricerca di un assoluto, la tensione verso la bellezza, che l’animo sensibile e profondo non smette mai di cercare. Certo, il rischio di inciampare e di fallire è alto. Nonostante l’incapacità di Cloe di perdonare e di perdonarsi, l’amore è invece necessario e si può vivere solo se si rinuncia alla perfezione. Smettendo, per questo, di fare come quel mare che confonde, riportandoci a un passato che non è mai lo stesso.

Neppure il passato è definitivo. Anche il passato cambia, scrive l’autrice. “Amore / sii preciso / nella sollevazione del viso” dice, in una bellissima poesia, Davide Rondoni. E, probabilmente, senza rinunciare, dobbiamo chiedere a noi stessi, e al nostro passato, questo sguardo nitido, questa unità, che è poi radicamento in noi stessi. Un’opera che resta impressa, ‘Oxymoron’, per le immense potenzialità che contiene, per la tensione narrativa e per la sincerità che la anima. Che ci riconsegna, come un dono, un’autrice sensibile, bella e coraggiosa.
Aggiungi didascalia

Commenti

  1. Sicuramente non sarà il caso di questa bellissima (molto fine) violinista, ma la maggior parte dei "musicisti" che ho conosciuto erano ossessionati dal successo e, sovente, ne sono rimasti schiacciati. Vite sregolate, uso smodato di alcolici, sesso ...
    Potrebbe sembrare un luogo comune, ma, in effetti, a ben vedere, nulla accade per caso.

    RispondiElimina
  2. Una bellissima ragazza. Un talento. Va ricordata e celebrata.

    RispondiElimina
  3. La bellezza salverà il mondo.
    (una volta: Anonimo)

    RispondiElimina
  4. La bellezza salverà il mondo
    ( una volta: anonimo)

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Vanni Miele, un musicista eclettico (e, soprattutto, un amico)

A Vanni mi lega una lunga amicizia, basata su interessi comuni, empatia, stima immutata. È un musicista eclettico, una persona misurata e intelligente a cui voglio un gran bene. Abbiamo messo in piedi, assieme, spettacoli multisensoriali e sperimentato percorsi artistici innovativi. Per un lungo periodo abbiamo fatto coppia fissa in progetti dedicati al teatro e alla commistione tra immagini, suoni e parole.
Ho voluto dedicargli un'intervista che meditavo da tempo e che ha a che fare con il percorso che lo riguarda, quello fatto finora ma anche i progetti futuri, e con la libertà che il cammino creativo richiede.

Parlaci dei tuoi inizi.

"Sin da piccolo sono stato attratto dal suono. Ho sempre giocato con il suono. L’ho imitato, dapprima semplicemente, come può fare un bambino, poi l’ho registrato e in seguito ho cominciato a metterlo in relazione con altri suoni, con l’ambiente e con il movimento. Studiare musica ha rafforzato questo mio interesse. Ho constatato quanto, fra gli …

"Minchia di mare", il nuovo romanzo di Arturo Belluardo

Conosco Arturo Belluardo dagli anni dell'Università. Lui, un brillante studente di economia, io una smarrita matricola iscritta alla facoltà di giurisprudenza, 'anima vagula blandula', come si divertiva a chiamarmi lui, persa com'ero nei meandri della L.u.i.s.s.
E' prossimo all'uscita il suo "Minchia di mare" (Elliot Editore) che, a breve, avrò il piacere di leggere. Gli ho rivolto qualche domanda, per questo filo tra di noi che non si è mai interrotto, fatto di scambi di libri, lunghe telefonate, incontri nei vicoli di Napoli (ricordi, caro Arturo, com'erano piccoli i nostri ragazzi?).
Abbiamo in comune l'amore per la parola scritta e per la lettura, io e Arturo. Lui vive nella capitale e scrive da sempre. E' arrivato il momento di confrontarci su questo.





Come nasce la passione per la scrittura, in un bancario come te? 

La mia passione per le storie, siano esse scritte, disegnate o filmate, nasce da prima che iniziassi a lavorare, quindi…

La comunista (Francesca Spada)

Quando lessi 'Mistero napoletano', di Ermanno Rea, riuscii a capire meglio il comunismo napoletano degli anni della guerra fredda. Molti di voi conosceranno questo bellissimo libro, opera di uno scrittore che usa le parole in modo meraviglioso ancora oggi e che non ha mai perso il suo rigore. Lì, tra quelle pagine, inciampai in Francesca Nobili. Musicista, docente di filosofia, ribelle per indole, giornalista dell'Unità (si firmava Francesca Spada): un personaggio da film. L'immagine del romanzo era filtrata dalla penna di un uomo che l'aveva conosciuta bene e che doveva averne sperimentato su di sè tutto il fascino controverso. Mi sarebbe piaciuto - l'avevo detto a un caro amico che mi aveva regalato 'Mistero napoletano'- scrivere una storia su di lei, dandole un volto. Difficile reperire immagini di Francesca in rete. Anzi, impossibile. La immaginavo ardente, intensa: scura di capelli, forse. In libreria, qualche giorno fa, un volto mi ha attratto, ir…