Scrittura Zen a casa di Cinzia Caputo


Casa di Cinzia è ospitale. C’è calore, disordine, colori, un gatto che si chiama Alfredo e pure un cane. Lì Cinzia vive, ama, scrive, crea. La sua casa è allegra, vissuta. Prevale il rosso, che è il colore che la rappresenta. E‘ stata lei a coinvolgerci in un percorso di scrittura Zen, sotto la guida di Marilena Lucente. Tra un the amorevolmente servito, biscotti croccanti, odore di caffè (e una sbriciolata buonissima), abbiamo parlato di noi e di cosa significhi, per noi, scrivere. Marilena ci ha invitato a procedere seguendo un flusso interiore, senza rileggere e senza correggere. Ci ha dato degli incipit e noi ci abbiamo lavorato su. Secondo la nostra insegnante, dobbiamo insistere proprio sulla frase che non ci va giù. Così, piano piano, vien fuori il nodo che si fa fatica a raccontare. L’altro giorno abbiamo provato a leggere qualcosa di nostro, dopo esserci tenute per mano. La scrittura può infatti partire dal tatto, dal toccarsi, dall’esser carne, insomma. Sentire la carne e sentire la scrittura sono, talvolta, la stessa cosa. Senza censure né imbarazzi. Antonella, Cinzia, Maria Teresa, Marilena, Daniela, Deborà, Tullia, unite dal desiderio di ricostruire un percorso, di raccontare il vissuto, si sono tenute per mano. Ed è stato bellissimo.

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