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Primavera poetica a Verona

E' stata una Primavera poetica bagnata dalla pioggia, ma partecipata dal basso e molto sentita, quella del 23 marzo scorso, a Verona. Un'idea da ripetere, magari in gemellaggio, anche qui a Benevento dove, negli anni scorsi, fu in parte realizzata da gruppi come il 'Gruppo Franco', associazione dedicata al grande Niccolò e di cui era membro, tra gli altri, il compianto Emanuele Di Donato. Quella fu davvero poesia in libertà tra i vicoli, alla riscoperta dei monumenti della città e, soprattutto, senza vessilli istituzionali, nè contributi da parte del Comune. Poesia itinerante e coraggiosa pure questa dei veronesi, che prova a dar voce agli ultimi, agli artisti assassinati dai regimi, ai poeti che pagano il prezzo alto della vita per lanciare un messaggio di pace e di libertà. Poesia mediterranea, in vernacolo, ma anche poesia russa, libera e, soprattutto, versi resistenti, che nascono dal basso e che gridano verità. Assieme ad autori noti, convivono poeti di strada meno noti, chiamati ad esprimersi con un megafono, al suono dei violini, in allegria, ma sempre per riflettere. E' alla sua seconda edizione, questa Primavera poetica, ed è organizzata dall'Associazione 'Poetria', attiva a Verona da tempo e assai sensibile ad un'idea rivoluzionaria della poesia. Giancarlo, Stefano, Luigi, sono solo alcuni degli amici che hanno partecipato alla manifestazione, a cui ero presente anch'io. La lettura, che avrebbe dovuto svolgersi in giro per la città, da Piazza delle Erbe fino a Piazza Bra', lungo le strade e dentro i cortili, è stata circoscritta al cortile di Palazzo Lamberti, su cui si apre la suggestiva Scala della Ragione. Protetti dai portici, nel suono amplificato degli strumenti, i poeti e gli amanti dei versi hanno riso, gridato, declamato - amato -, mentre la pioggia batteva al di là del colonnato.

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