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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2012

Due donne

"(...) 'Che ne diresti se ci incontrassimo per parlare? Non della dieta di Boaz o delle medicine che deve prendere (cerco davvero di fare in modo che non se le dimentichi. Faccio del mio meglio, ma non sempre ci riesco. Conosci anche tu quella sua testardaggine che assomiglia allo sprezzo ma in fondo è più indifferenza che disdegno, no?). Potremmo parlare di tutt'altro (...)'. A questa lettera, che l'aspettava nella sua casella postale, Osnat ha deciso di non rispondere (...). Si è allontanata dalla finestra e si è seduta composta sul divano, le mani in grembo e gli occhi chiusi. Presto sarebbe giunta la sera e lei avrebbe ascoltato musica leggera alla radio , leggendo un libro (...). Dormiva notti senza sogni e si svegliava sempre prima che suonasse la sveglia. La svegliavano i piccioni". Amos Oz - 'Tra amici'

I piedi del viandante - Giovane Holden Edizioni.

"...Una raccolta di poesie come un invito al viaggio (...). Perché al di fuori del cammino non c’è felicità: solo chi si muove offre al destino possibilità nuove, forgia il proprio animo nell’incontro con l’altro ... soltanto così, come dice Indra, i piedi del viandante diventano fiori. Le poesie di Tullia Bartolini tracciano una carrellata di luoghi e città che è soprattutto trafila di ritratti, caleidoscopico universo di ricordi, sensazioni, intuizioni e percezioni di un qualcos’altro di ineffabile ma essenziale alla vita, al nostro passare e non restare (...). Ed ecco che ogni viaggio non è altro che un allenamento per l’ultimo viaggio, l’amore è un acconto sulla morte, è malinconia di un bacio distratto (...). Nonostante l’onda ruvida del tempo ci consumi a poco a poco, il nostro paradiso è a un passo, uno soltanto avanti a noi: limite invalicabile come l’orizzonte, diviene la bussola del nostro cammino, il mezzo che ci realizza come esseri umani - zingari, barbari e turi…

Pietro a Lucrezia

“Est animum”, consuma l’anima.

Max

Quel che fa paura/ come i tasti estremi del pianoforte come le falangi delle dita quando la mano è magra, prima della morte. Quel che fa paura/ come quelle strade in salita sbarrate soltanto dal cielo da quelle dita. Quel che fa paura/ come le scale di legno di gialle cantine come le statue di marmo nelle chiese come le donne nude e distese, viste dal rosa di tendine. Quel che fa paura/ come la scia di un benzinaio aperto, nelle strade di deserto americano come i fulmini senza tuono di primavera rumena dove il povero è buono e il cattivo non piega mai la schiena. Quel che fa paura/ quel che fa paura... Quel che fa paura/ come il giallo lampeggiante dopo l'ora di cena come l'ora di cena quando il giallo lampeggia e non hai neanche il pane da mangiare. Quel che fa paura/ come un battesimo bianco consumato nel fango come una cresima dal sapor di buco nero e di nozze ammazzate gridando "non aver paura, non aver paura". A un bambino queste cose son lontane come salt…

Wera Ouckama Knoop - 1900/1919

Rilke

Denn das Schöne ist nichts als des Schrecklichen Anfang, den wir noch grade ertragen, und wir bewundern es so, weil es gelassen verschmäht, uns zu zerstören.
Ein jeder Engel ist schrecklich.

vade-mecum

Tenere un profilo basso. Togliere il superfluo. Eliminare gli orpelli. Saldare il cerchio ermetico. Usare parole pulite. Arrivare al centro. Sollevare bene il viso.

Eri con me

http://www.youtube.com/watch?v=4CIO-54iwYg

- alla fine -

Io vorrei arrivare fino al preciso fondo/ dei tuoi occhi scuri/ scoprirvi la linea/ di un orizzonte inesistente,/ perdermi dentro/ quel nada, varcare/ la buia (nera) soglia del niente,/ affidarmi all'istinto,/ e cedere, finalmente.

Scrivendo - e leggendo - di streghe.

"L'alchimia è la sola pratica religiosa che abbia arricchito realmente la nostra conoscenza del reale". L.Pauwels

AMOUR - una recensione.

"Anne e Georges hanno tanti anni e un pianoforte per accompagnare il loro tempo, speso in letture e concerti. Insegnanti di musica in pensione, conducono una vita serena, interrotta soltanto dalla visita di un vecchio allievo o della figlia Eva, una musicista che vive all'estero con la famiglia. Un ictus improvvisamente colpisce Anne e collassa la loro vita. Paralizzata e umiliata dall'infarto cerebrale, la donna dipende interamente dal marito, che affronta con coraggio la sua disabilità. Assistito tre volte a settimana da un'infermiera, Georges non smette di amare e di lottare, sopportando le conseguenze affettive ed esistenziali della malattia. Malattia che degenera consumando giorno dopo giorno il corpo di Anne e la sua dignità. Spetterà a Georges accompagnarla al loro 'ultimo concerto'. "Diventare vecchi è insopportabile e umiliante" scrive Philip Roth in "Everyman", uno dei suoi romanzi più dolenti e implacabili intorno alla senilit…

Simone

"Simone la conobbi a Roma. Era molto bella, come tutte le donne che possiedono quell' indecifrabile fascino che viene dal pensiero e dalla parola colta. Questo charme assoluto è quasi impossibile da far capire alle nostre bambolone televisive, tutte seni e sederi, che ci propinano dal video le sole 100 parole che conoscano". M.A.Macciocchi

Lo specchio

"E in Barbara, adesso, vedeva tutto ciò che, a lungo, aveva combattuto dentro di sè, senza neppure capirlo. La vertigine della ferita, quel pretendere amore senza conoscerlo, il delegare agli altri le scelte e la prigionia delle rassicurazioni (...). La osservava ogni volta andar via, dopo l'amplesso, col passo rinfrancato di chi non ha piu' torto. Riconosceva allora se stesso e si rendeva conto di aver sempre voltato le spalle, negli anni, a ciò che non riusciva a comprendere, come se l'incapacità di evolvere - e il suo torto - stessero sempre dalla parte di ciò che abbandonava. Lei lo avrebbe fatto soffrire (lo aveva già messo in conto), ma lui le avrebbe dato il suo cambiamento e avrebbe, finalmente, visto se stesso, intero, nello specchio". E.Calvados

Un desiderio fortissimo

"(...) Dobbiamo capire che non tutti gli esseri umani possono svilupparsi e divenire esseri differenti. L'evoluzione è una questione di sforzi personali e, in relazione alla massa dell'umanità, rimane una rara eccezione. Perchè non tutti gli uomini possono svilupparsi? Perchè una simile ingiustizia? La risposta è molto semplice: perchè non lo desiderano. Perchè non ne sanno nulla e anche a parlargliene non capirebbero cosa significhi (...). L'idea essenziale è che, per diventare un essere differente, l'uomo deve desiderarlo moltissimo e per lungo tempo. Un desiderio passeggero o vago, nato da un'insoddisfazione riguardo alle condizioni esteriori, non potrà generare un impulso sufficiente".

P.D.Ouspensky