Passa ai contenuti principali
Poesia di donna. Cosa vuol dire? Esiste dunque una letteratura di genere? Qui non vogliamo fornire alcuna risposta. 'Rosso come il latte', l'ultimo lavoro di Annalisa Parente, edito da Melagrana, è poesia del corpo e del sangue.
Sangue e affetto. Rosso e bianco.
Come accade alle donne che hanno pronto un dono di sè gentile, totale.
Cambia forse il modo di raccontare l'evento se, a farlo, è una donna? Cambia perchè diversa è la sua storia? Ma l'esperienza resta - come vuole la letteratura universale - patrimonio di tutti.
Un lavoro ben riuscito, denso, presentato nella Sala Dante del Convitto Giannone, in Piazza Roma, a Benevento, il 27 gennaio scorso.
A parlarci di Annalisa è stata Cristina Donnarumma, sua insegnante alle Superiori : 'Era una studentessa geniale, volitiva, che apprendeva con velocità e che faceva suo il mondo'.
Lorenzo Fiorito, che insegna negli atenei di Napoli e Cassino e che ha curato la prefazione al testo, ci fa un discorso complesso: il vero poeta è un assassino, compie il delitto perfetto, uccide i suoi padri e crea nuova memoria di versi.
'I poeti', dice, 'sono i segreti legislatori del mondo, anticipano i fatti, sanno prevederli'.
Enza Paola Catalano e Salka Riccio hanno letto le poesie di Annalisa.
Ne riporto alcune:
" Il retaggio di te
Getta un muro ad
Ogni mio passo
Dio mio, forse è vero:

incanto, poi stanco".

E, ancora:
"Come se fossi tua...
Non sono tua:

è mio il tuo amore"

In parte, nel leggere il libro di Annalisa, la mia impressione è stata di trovarmi dinanzi



alla descrizione del desiderio. Le donne sanno cantarlo? Sono abituate a farlo? Un terreno impervio ma privilegiato, dove si incontrano Venere e Marte, il maschile e il femminile, la salvazione e il baratro.
Annalisa percorre questo sentiero in modo aperto, sincero.

"lievito e indurisco,
annaffio i pomi immangiabili che spuntano sul mio
corpo
farfuglio oscenità
io
come fronda
forse troppo ramo".

(Foto di Lucia Maio, tutti i diritti riservati)

Commenti

Post popolari in questo blog

Vanni Miele, un musicista eclettico (e, soprattutto, un amico)

A Vanni mi lega una lunga amicizia, basata su interessi comuni, empatia, stima immutata. È un musicista eclettico, una persona misurata e intelligente a cui voglio un gran bene. Abbiamo messo in piedi, assieme, spettacoli multisensoriali e sperimentato percorsi artistici innovativi. Per un lungo periodo abbiamo fatto coppia fissa in progetti dedicati al teatro e alla commistione tra immagini, suoni e parole.
Ho voluto dedicargli un'intervista che meditavo da tempo e che ha a che fare con il percorso che lo riguarda, quello fatto finora ma anche i progetti futuri, e con la libertà che il cammino creativo richiede.

Parlaci dei tuoi inizi.

"Sin da piccolo sono stato attratto dal suono. Ho sempre giocato con il suono. L’ho imitato, dapprima semplicemente, come può fare un bambino, poi l’ho registrato e in seguito ho cominciato a metterlo in relazione con altri suoni, con l’ambiente e con il movimento. Studiare musica ha rafforzato questo mio interesse. Ho constatato quanto, fra gli …

"Minchia di mare", il nuovo romanzo di Arturo Belluardo

Conosco Arturo Belluardo dagli anni dell'Università. Lui, un brillante studente di economia, io una smarrita matricola iscritta alla facoltà di giurisprudenza, 'anima vagula blandula', come si divertiva a chiamarmi lui, persa com'ero nei meandri della L.u.i.s.s.
E' prossimo all'uscita il suo "Minchia di mare" (Elliot Editore) che, a breve, avrò il piacere di leggere. Gli ho rivolto qualche domanda, per questo filo tra di noi che non si è mai interrotto, fatto di scambi di libri, lunghe telefonate, incontri nei vicoli di Napoli (ricordi, caro Arturo, com'erano piccoli i nostri ragazzi?).
Abbiamo in comune l'amore per la parola scritta e per la lettura, io e Arturo. Lui vive nella capitale e scrive da sempre. E' arrivato il momento di confrontarci su questo.





Come nasce la passione per la scrittura, in un bancario come te? 

La mia passione per le storie, siano esse scritte, disegnate o filmate, nasce da prima che iniziassi a lavorare, quindi…

La comunista (Francesca Spada)

Quando lessi 'Mistero napoletano', di Ermanno Rea, riuscii a capire meglio il comunismo napoletano degli anni della guerra fredda. Molti di voi conosceranno questo bellissimo libro, opera di uno scrittore che usa le parole in modo meraviglioso ancora oggi e che non ha mai perso il suo rigore. Lì, tra quelle pagine, inciampai in Francesca Nobili. Musicista, docente di filosofia, ribelle per indole, giornalista dell'Unità (si firmava Francesca Spada): un personaggio da film. L'immagine del romanzo era filtrata dalla penna di un uomo che l'aveva conosciuta bene e che doveva averne sperimentato su di sè tutto il fascino controverso. Mi sarebbe piaciuto - l'avevo detto a un caro amico che mi aveva regalato 'Mistero napoletano'- scrivere una storia su di lei, dandole un volto. Difficile reperire immagini di Francesca in rete. Anzi, impossibile. La immaginavo ardente, intensa: scura di capelli, forse. In libreria, qualche giorno fa, un volto mi ha attratto, ir…