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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2012
Poesia di donna. Cosa vuol dire? Esiste dunque una letteratura di genere? Qui non vogliamo fornire alcuna risposta. 'Rosso come il latte', l'ultimo lavoro di Annalisa Parente, edito da Melagrana, è poesia del corpo e del sangue.
Sangue e affetto. Rosso e bianco.
Come accade alle donne che hanno pronto un dono di sè gentile, totale.
Cambia forse il modo di raccontare l'evento se, a farlo, è una donna? Cambia perchè diversa è la sua storia? Ma l'esperienza resta - come vuole la letteratura universale - patrimonio di tutti.
Un lavoro ben riuscito, denso, presentato nella Sala Dante del Convitto Giannone, in Piazza Roma, a Benevento, il 27 gennaio scorso.
A parlarci di Annalisa è stata Cristina Donnarumma, sua insegnante alle Superiori : 'Era una studentessa geniale, volitiva, che apprendeva con velocità e che faceva suo il mondo'.
Lorenzo Fiorito, che insegna negli atenei di Napoli e Cassino e che ha curato la prefazione al testo, ci fa un discorso compless…
Il ricordo dei viaggi s'addolcisce, nel tempo, come quello di certi amori finiti...

Al mio amante che torna da sua moglie

Lei è tutta là.
Per te con maestria fu fusa e fu colata,
per te forgiata fin dalla tua infanzia,
con le tue cento biglie predilette fu costrutta.

Lei è sempre stata là, mio caro.
Infatti è deliziosa.
Fuochi d’artificio in un febbraio uggioso
e concreta come pentola di ghisa.

Diciamocelo, sono stata di passaggio.
Un lusso. Una scialuppa rosso fuoco nella cala.
Mi svolazzano i capelli dal finestrino.
Son fumo, cozze fuori stagione.

Lei è molto di più. Lei ti è dovuta,
t’incrementa le crescite usuali e tropicali.
Questo non è un esperimento. Lei è tutta armonia.
S’occupa lei dei remi e degli scalmi del canotto,

ha messo fiorellini sul davanzale a colazione,
s’è seduta a tornire stoviglie a mezzogiorno,
ha esposto tre bambini al plenilunio,
tre puttini disegnati da Michelangelo,

l’ha fatto a gambe spalancate
nei mesi faticosi alla cappella.
Se dai un’occhiata, i bambini sono lassù
sospesi alla volta come delicati palloncini.

Lei li ha anche portati a nanna dopo cena,
e loro tutt’e tre a t…

Agenda della Dea

Una serata dominata dalla dea dell'eterno femminino.
Dea della nascita, della morte. Ed, ancora, della rinascita.
Luna: crescente, piena, calante. Donne che, in cerchio, celebrano le fasi della vita. Pagine di diario: Persefone che annuncia la sua discesa agli Inferi come un passaggio obbligato.
Lo Yin e lo Yang che vanno ad incontrarsi. Il maschile e il femminile che comunicano, nella loro diversità.
Le dee celtiche; il pane col crescito; le lune poetiche di Cinzia.
La dolcezza di Loredana, la passione di Barbara.
Quando si dice un cerchio di sorellanza.
Questo ed altro è stato, il 13 gennaio, presentare l'Agenda della Dea, nata da un'idea della scultrice Simona Guardamagna e portata in dono a Benevento a chiunque volesse condividere un percorso di conoscenza di sè col mondo.

(Da sinistra: Barbara Beth, Tullia Bartolini, Cinzia Caputo, Loredana Salomone).
Mi piace questo mio nuovo spazio, in cui posso immaginare che qualcuno mi legga. O

forse, magari, nessuno. In ogni caso, non si lasciano tracce per sè soli. Si spera

sempre che ci sia chi si riconosca nelle cose che noi sentiamo, che abbiamo la

necessità di condividere. Veri e propri messaggi nella bottiglia, in attesa che

qualche naufrago li scopra, prendendo un tempo per pensare come se pensasse con te,

assieme a te. Davvero non riusciamo a pensarci completamente soli, nelle cose dell'anima.


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Illusioni

D - "Ma cosa mettere al posto del senso di depressione che viene quando scompaiono le illusioni?".
R - "La depressione può essere dovuta ad altre illusioni che prendono il posto di quelle svanite. Le prime illusioni erano piene di speranza e le altre illusioni possono essere piene di disperazione. Questo è tutto".