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Visualizzazione dei post da 2011

Rossa

Rossa di papaveri e di luce
era la pelle e la paura.

Sonno

"Comprenderete ciò se vi rendete conto di cosa significa che l'uomo è addormentato, che egli non può 'fare', non può ricordare se stesso; quando pensate al costante flusso inconsapevole di pensieri nell'uomo, ai sogni ad occhi aperti, all'identificarsi e al considerare, alle conversazioni mentali che avvengono in lui, alla sua costante deviazione verso una linea di minor resistenza. La gente crede che gli accidenti siano rari, ma in realtà la maggior parte delle cose che le accade è accidentale".



P.D.Ouspensky

Penisola iberica

Certe città somigliano ad altre.

Ci sono ponti e fiumi, vicoli e strettoie,

passi di catene, anelli di fumo,

uno legato all'altro: sono segnali -

divieti di passaggio -, e tu ci passi, nuda.

Così, la città (che somiglia all'altra e ti somiglia)

ti svela e ti rivela, specchio e premonizione,

stupendo vaticinio,

promessa di un altrove.
"E poi domandati: questa felicità, ha una causa?".

Sofia Ekaterina di Russia o del piacere.

"Caro Grimm, mi sento sfinita, ho le mani e i piedi gonfi, non vedo più bene. Ho dato da mangiare agli uccelli, ma un colpo di vento ha spalancato le imposte e il freddo della Neva m'ha stretto il cuore in una morsa. Per un lunghissimo istante mi sono vista nel riquadro dei vetri: il viso senza contorni, flaccido, le guance smorte. Non ti piacerei, mio caro Grimm. Allora ho chiuso in fretta la finestra, mi sono voltata verso la scrivania ingombra di carte e mi sono detta: 'Presto sediamoci, facciamo il punto, ricominciamo'.
Così ho deciso di scriverti.
Da quella volta - dal giorno del mio sessantaduesimo compleanno - non ho portato più i capelli sciolti sulle spalle. Questo vuol dire che la mia vita è quasi tutta andata (i miei bei capelli lunghi, che i miei amanti tormentavano con le dita, ricordi quando te lo raccontavo? Ridevi di me).
E il piacere che ho scoperto troppo tardi, a quarantacinque anni, tra le braccia di Grigorij, nei fumi del bagno turco d…
Cosa resta di uno sguardo? Si fanno foto per malinconia, o per attaccamento.
E perchè si sa, in fondo, che tutto ci sarà tolto.